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animali albini, Giraffe, sì una è bianca…stranezze, ma non tanto

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Publié dans:animali affascinanti, stranezze |on 24 octobre, 2014 |Pas de commentaires »

ho 66 anni, li ho compiuti ieri, c’è stato anche un: « ubriaco del Piave », eh eh, lo dovete scoprire!!!

ciao a tutti, ieri era il mio compleanno, 66 anni, 66 sì, TANTI, TANTI, però sono contenta, tante cose belle, piccole cose, quelle che si vivono tutti i giorni e che diventano belle, così improvvisamente, quasi senza una ragione apparente; stamattina mi sono seduta un momento a prendere un po’ di sole al Colle Oppio, e, così, la vita mi è sembrata piena, quasi come se non mi accorgessi delle cose che faccio, come le vivo, come le sento; uno sguardo rivolto a Dio e tutta la vita si ripercorre in un attimo ma vicina a Lui rimangono solo le cose belle, come un tracciato, un percorso trasversale la vita, è sempre quella, ma, nello stesso tempo, un’altra, quella che di riempie di senso, di bello, quasi di avventura, un’avventura vissuta quasi, soprattutto per le strade di Roma, eppure lontana nel passato, a volte, entrando in una chiesa di rito bizantino mi sono sentita come presente ai tempi dei primi concili ecumenici, nel IV, nel V secolo, nei luoghi dove è vissuto San Pietro, San Paolo, all’Aventino con San Girolamo, più lontano ad Ostia con Sant’Agostino e la Madre; ricordi del mio passato, del passato dei testimoni della fede; ma anche di un futuro possibile, di un futuro sperabile; mi sembra, dentro di me, che si stia aprendo una porta, oltre il muro, quello che appare un muro oltre la vita, Gesù ha detto io sono la porta delle pecore, chi passa dentro di me entrerà ed uscirà e troverà pascolo, se il Signore mi concederà di passare, entrare, attraverso di lui, la « porta » sarà aperta e la percepisco che si può aprire; anche quella di tutti i giorni; gli antichi credevano che la volta del cielo fosse un qualcosa di fisso, in fondo come una cappa sulla testa – non tutti i greci e, molto probabilmente gli egiziani, forse i fenici, insomma non lo bene, ma molti sapevano del cielo, ma qualcuno ha creduto che fosse come una cappa sopra la testa, è bello sapere che non è così, che non solo c’è uno spazio interstellare, intergalattico (ehm, sto parlando alla Star Trek), ma questo spazio è segno di qualcosa di più grande, di Dio; al Colle Oppio mi sembra che ci siano più uccelli, non facevano che cinguettare, grandi con le ali spiegate, il verde e una relativa tranquillità li deve avere invogliati;

ho scritto di getto come i pensieri sono venuti, sono abituata a scrivere velocemente alla tastiera, quasi al ritmo del pensiero, così vengono fuori i miei pensieri veri, le scemenze, a proposito, vi racconto come ho mangiato e dove:

allora, c’è una enoteca-ristorante vicino a Piazza Navona, ci siamo state diverse volte, si chiama alla francese « cul di sac » però è una enoteca, cucina romana, piatti un po’ particolari, fiumi di tantissimi vini buoni, è praticamente, veramente un imbuto lungo con le pareti alte, ci sono dei tavoli piccoli a destra e a sinistra sopra la testa per tutto lo spazio interno dove si mangia, scaffali fino al soffitto pieni di vini per lo più pregiati, c’è un ambiente simpatico, forse un po’ particolare perché non è lontano dal Senato della Repubblica da dove, quasi sicuramente vengono a mangiare, poi ci sono i turisti che non mancano mai, poi, essendo cucina romana i romani, poi avendo il nome francese e, comunque, anche dei piatti un po’ particolari diversi francesi, forse perché l’Ambasciata di Francia è piuttosto vicina; insomma simpatico; per il compleanno, ieri, ho ordinato, niente di particolare pasta e broccoli con il pecorino (pasta corta) buonissimo, un tortino di carciofi, poi, dato che a me i dolci non piacciono del formaggio, ho scelto a casaccio, ossia tra i tanti nomi di formaggi, molti certo conosciuti, c’era un « ubriaco del Piave », un formaggio si, ho ordinato quello solo per il nome simpatico, mi aspettavo un formaggio un po’ pesante, invece no era delicato, di pecora sicuramente leggermente affogato con un vino di zona Piave; il vino l’ho scelto, come sto facendo da un po’ di tempo non dai nomi, una volta conoscevo un po’ i vini ma oramai mi sono persa, così di solito scelto un vino del Veneto perché per il mio gusto sono i migliori, fantastico!!! prima ci eravamo fermate ad un bar in via Ripetta, praticamente dove hanno costruito quell’ obbrobrio sopra l’ ara pacis, il sindaco, ha già detto che vuol farlo rifare, che non è possibile, ma almeno fare delle modifiche sistemarlo, non è una priorità, ma ci spero;

poi, il mio Blog San Paolo sta andando bene oltre le mie previsioni; sul forum del Server – sono francesi naturalmente – mi hanno fatto gli auguri in molti, ho ricevuto anche una torta « virtuale », sono simpatici, gentili, un po’….francesi, ma in questo caso nel migliore dei significati; poi, ora è la mezza di notte, mia sorella si è andata a leggere il suo giallo che le fa da sonnifero, il micio dorme (non ha bisogno di niente per dormire, semmai per svegliarsi), sul letto mio naturalmente, ma ormai abbiamo trovato un modus vivendi : nel senso che lui si « sbraca » in fondo al letto e io dormo per traverso, ma che cosa non si fa per i mici!!!, insomma oggi è il mio secondo giorno a 66 anni, scrivo cose serie, scrivo stupidaggini, ecc. ecc., ciao, è un ciao secco, beh ciao ciao,

Una notte al pronto soccorso

sono alcuni giorni che non scrivo niente, il fatto è che mi sono dovuta ristabilire un po’, ossia quando faccio una cosa io o capita un problema a me mai che sia come per tutti gli altri, cioè normale, anche quando mi devo curare mi capitano delle stranezze, comunque: 

UNA NOTTE AL PRONTO SOCCORSO 

lo so sembra il titolo di un telefilm, magari fossi capace di scrive il testo di film TV; 

ci sono stata cinque ore, mia sorella è stata fuori, nella sala di attesa per cinque ore, ogni tanto gli andavo a dire di stare tranquilla, mi ha detto che ha combattuto tutto il tempo con un micio che voleva entrare in ospedale (ma era scemo quel micio?); 

la dottoressa che era di turno aveva il mal di gola, non aveva niente per curarsi così gli ho dato io delle caramelle; 

il dottore giovane era carino; 

mi sembra che ha guardato dove non doveva guardare (ma guarda che mi capita all’età mia!); 

insomma, come vi ho detto, sono stata al pronto soccorso al San Giovanni, avevo un dolore forte al petto e sembrava proprio il cuore, no non lo era, mi hanno tenuto in « osservazione », ossia sono stata seduta da mezzanotte che sono arrivata alle cinque di mattina quando mi hanno rilasciata (ops: dimessa); 

la cosa più interessante sono state le cinque ore partecipando all’andirivieni dell’ospedale, alcune persone che attendevano la visita, quella che mi ha fatto preoccupare di più è stata una ragazza che aveva un’emicrania fortissima, piangeva, io l’avrei fatta passare avanti, ma in ospedale le precedenze le stabiliscono i medici, così sono passata avanti io; poi a quella ragazza hanno fato una iniezione – dolorosa – però è stata meglio in pochi minuti; 

poi c’erano le barelle che andavano avanti ed indietro dalla stanza del medico alle corsie, ormai ci sono abituata perché sono stata operata 5 volte, però, in realtà, non ci si abitua mai veramente, una donna su un lettino gridava: « voglio il Papa, voglio il Papa », l’impressione è stata che stesse molto male, ma non so, non ce l’hanno detto; 

l’insieme del pronto soccorso era nuovissimo e le apparecchiature anche, menomale; 

durante la notte sono arrivati quelli del 118, avevano un apparecchio – un qualcosa – in mano che sembrava una radio con il televisore incorporato, probabilmente era una macchina per ecografia, non l’avevo mai vista, sono stati bravissimi: veloci, competenti, gentili, uno di loro, mentre attendeva, ha aiutato una signora in barella a sistemarsi e gli ha portato da bere; 

poi è arrivato un ragazzo di colore, ossia non lo se era di colore, era solo un po’ scuro, ma aveva quelle che si chiamano « ficozze » ossia « bozzi » sul viso, doveva aver fatto a botte con qualcuno, l’hanno visitato poi non so se l’hanno « rilasciato »; 

ad una certa ora della notte sono arrivati i carabinieri, due naturalmente, hanno chiesto alcune informazioni per non so chi, ne che cosa, hanno salutato qualcuno che conoscevano, poi si sono girati verso di noi fuori nel corridoio fuori dello studio del medico e ci hanno fatto un gesto di saluto, forse ci vanno spesso all’ospedale, magari saranno incaricati, uno dei due, quello che si è girato, era proprio belloccio, da telefilm sui carabinieri, dove per lo più sono tutti molto carini, sembrano finti, troppo belli, invece sono proprio così: Embarasse 

verso le quattro in attesa eravamo rimaste solo io ed una signora, questa stata preoccupatissima perché diceva che aveva male al petto, ma a lei non l’avevano visita, mi è sembrato strano dato che a me avevano dato la precedenza, poi mi ha detto che aveva paura, gli ho risposto che stava al pronto soccorso e che doveva stare tranquilla, si è messa a piangere, poi mi ha mostrato dove aveva dolore quasi verso la spalla, non poteva essere cuore, l’avevano messa solo in osservazione, presumo; 

verso le cinque mi ha richiamato la dottoressa, mi ha detto che non avevo avuto un attacco di cuore, che il cuore era a posto, forse era un attacco di ansia da trauma (per operazioni che avevo già fatto) poi, però, mi ha detto di andare da un reumatologo (ma che c’entra?), e mi ha detto di prendere una medicina per dolori articolari, la sto prendendo e mi sta facendo bene, non ho più dolore dalla parte del cuore, VI AVEVO DETTO CHE SONO UN PO’ STRANA; 

così con mia sorella siamo ritornate a casa, ossia abbiamo attraversato Piazza San Giovanni in Laterano, perché tra casa mia e l’ospedale c’è solo la piazza in mezzo; 

FINE DEL RACCONTO, NON E’ UN GRAN CHE, NON POSSO SCRIVERE COMMEDIE PER LA TV; 

CIAO 

Publié dans:problemi, stranezze |on 12 décembre, 2007 |Pas de commentaires »

tanti pensieri, tanto sperare in un momento in cui non mi sento bene

ho aspettato di avere un po’ di tempo per scrivervi, ma oggi che posso ho la testa confusa e non mi sento bene non riesco a fare tutto quello che vorrei, ma forse sono perfezionista;

ho passato due giorni sabato e domenica in uno stato di calma e serenità che quasi non conoscevo più perché le sofferenze di questi ultimi anni mi hanno soffocato molto anche se la preghiera non è mai mancata, ma, soprattutto, non  è mancato lo « Spirito » che  dona la preghiera, come dice San Paolo, devo andare dal medico, non sono più sicura che il cuore stia a posto, ma niente di grave, e poi ci si abitua;

o fatto diverse cose, ma ora mi sfuggono, c’è qualcosa che, certo, avete notato, che sto appassionandomi alle terre del sole di notte, certo le immagini sono belle, tuttavia credo che ci sia da parte mia qualcosa di più, un desiderio di trovarmi in un altro luogo, uno diverso, non perché non ami più la mia Roma, ma perché mi sembra che qualcosa della vita sia passato definitivamente e cercassi, oramai, una via per il cielo;

un sole strano ed affascinante che cammina all’orizzonte senza mai alzarsi, e una notte fatta di luce semidiurna, poi altre diversità, ma il testo che sto leggendo è in inglese e, quindi faccio un po’ di fatica a leggerlo, mi ci vuole un po’ di tempo, c’è un immagine che ora vi posto (ossia quando ritrovo l’immagine con la citazione sotto dell’ora)  che sembra una luce serale, un sole non ancora sceso, ma non è così, è notte;

è come cercare Dio, credo, ho bisogna di una felicità diversa, di una gioia diversa; nella notte della Pasqua un testo, credo di Isaia, scrive, circa: le cose vecchie sono passate, ecco ce ne sono di nuove, non le vedi? è uno scritto pieno di speranza ed io credo di trovarmici nella speranza, ma anche la speranza è nuova;

mi accorgo anche, anche se attraverso queste piccole cose: immagini, scritti,  di quanto una persona, io, si chiuda nel proprio mondo, nella propria geografia e spesso dimentica la storia, e ci si dimentica degli altri luoghi del mondo spesso, geograficamente e astronomicamente diversi; forse Dio stesso ci ha donato una luogo e una storia dove ritrovarsi, una casa, ma mi domando se da adulti o da vecchi non siamo chiamati a scoprire un mondo nuovo, i mondi nuovi che Dio ci ha dato su questa terra, a riscoprire quel cielo, pieno di stelle, che noi, almeno in città ,non vediamo quasi più, vi ricordate quel dipinto di Van Gogh pieno di stelle incredibilmente belle e grandi, davvero vedevano le stesse, tante, belle e grandi, d’altronde tutte le civiiltà antiche si basavano per molte cose della loro vita sul movimento delle stelle, la nostra « moderna » civiltà le ha perdute, mandiamo dei « cosi » sulla luna, su marte, sugli altri corpi cleesti e noi rimaniamo chiusi nei nostri laboratori a studiare il microcosmo e a non vedervi Dio;

Publié dans:stranezze |on 2 octobre, 2007 |Pas de commentaires »

io e le zanzare: hanno paura di me!!!!

stammattina avevo un po’ di febbre, poca poca, ma con questo caldo mi da molto fastidio, già io soffro il caldo in un modo particolare, non mi sento bene ancora,  faccio fatica ad uscire nelle ore calde, in questa situazione, non so perché, mi vengono in mente le zanzare:

le zanzare, a me non pungono, non mi hanno mai punto, HANNO PAURA DI ME!!! cioè:  tanto per spiegare, l’altra sera era entra una zanzara in casa nonostante le postazioni belliche in tutte le stanze messe da mia sorella, perché a lei pungono, anzi quando la vedono le sento dire: « questa volta facciamo una scorpacciata! »; allora quella povera coraggiosa zanzara si era avvicinata a me non sapendo che cosa stava facendo; a cominciato, con calma, a girarmi attorno per vedere dove poteva fare un buon pasto: il collo: « no, qui no! », le braccia: « no neanche qui! », le gambe: « ma qui nemmeno uffa!!! », la zanzara non sapeva dove mangiare qualcosa, anzi gli facevo schifo, alla fine si è proprio incaz…(anche le formiche nel loro piccolo si inc…vi ricordate?)  ed ha cominciato a girami attorno velocemente  e senza direzione , come una che ha perso la testa: io l’ho lasciata fare perché sapevo che tanto non mi avrebbe punto;

pensate che se io passo, raramente capita, tra un nugolo di zanzare queste si spostano mi fanno spazio e quasi mi fanno ala intorno come i carabinieri attorno al Presidente ( con tutto rispetto e simpatia per l’Arma), insomma qualche volta mi offendo: possibile gle gli faccio tanto schifo, io poi sudo e quando una persona suda loro si fiondano, mi dipiace per loro non gli posso dare da mangiare neppure un po;

alla fine quella povera zanzara – che io avrei lasciato andare – l’ho dovuta ammazzare, chiedendogli prima perdono per quello che dovevo fare, ma mia sorella fa una guerra accanita contro di loro perché se la mangiano letteralmente, e questa è la fine della zanzara e del breve racconto; ve l’avevo detto che questa sera non mi sentivo di raccontare di più, ma anche la mia storia con le zanzare fa parte della vita;

Publié dans:stranezze |on 26 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

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