Archive pour la catégorie 'speranze'

mi rendo conto che desidero fare della fotografia una preghiera, ma devo imparare a farlo…e non so come

mi rendo conto che desidero fare della fotografia una preghiera, ma devo imparare a farlo...e non so come dans speranze

Publié dans:speranze |on 7 août, 2008 |Pas de commentaires »

per un frammento di secondo mi sono incontrata con San Paolo

alcune gioie, alcune sofferenze, cose nuove, è un momento in cui c’è qualcosa che cambia, i particoari sì li posso raccontare, ma quello che vivo in questi giorni si mescola dentro di me e mi muove, come contemporaneamente al pianto, al riso, alla gioia, alla tristezza; guardo il cielo, il cielo di Dio, il creato ed è infinitamente bello anche se noi lo stiamo distruggendo, è bello ancora; questi giorni c’è stato un pochino di fresco e ne ho goduto dopo il caldo che, certo, tornerà, così come si gode di un piacere particolare, di un sorriso di una persona amata, del sorriso di Dio che passa nel vento nel fresco, nell’aria che, forse, noi non sappiamo più apprezzare; sì credo che non apprezziamo più il dono dell’aria che respiriamo, basta andare anche solo in un giardino che sentiamo il profumo, in questo periodo, dei Pini, della resina, di alberi che non ricordo più come si chiamano; sì il porfumo delle cose create; quanto mi manca questo respiro, e in più, a volte, mentre scrivo per il Blog su San Paolo, o traduco, o copio, o studio, camminando nella strada sterrata dei giardini, mi sembra, anzi mi è sembrato una volta, forse due, di camminare sulle orme di San Paolo, sui sentieri dove lui ha camminato, per un frammento di secondo, soltanto, ma bellissimo, mi sono incontrata con lui; sì per un frammento di secondo mi sono incontrata con San Paolo

Publié dans:speranze |on 24 juillet, 2008 |2 Commentaires »

il mio portapenne, veramente una piccolissima cosa; questi giorni sono molto stanca…

il mio portapenne, veramente una piccolissima cosa; questi giorni sono molto stanca... dans cose serie e cose sceme

e non riesco a fare quello che vorrei, spero di stare meglio presto, e di raccontarvi le mie solite scemenze e le mie speranze, buona notte,
http://flickr.com/

Publié dans:cose serie e cose sceme, speranze |on 6 juillet, 2008 |Pas de commentaires »

ho sognato San Paolo

ieri ho sognato e nel sogno ho visto scritto: « benedite e non maledite », in maniera chiara, più volte, ho capito che era un passo di San Paolo, l’ho capito nel sogno, poi svegliata ho cercato nella Lettera agli Efesini – cioè ho pensato che fosse da quella lettera – invece era dalla Lettera ai Romani (Rm 12,14), comunque era lui: San Paolo; come altre volte nella vita, lui, l’Apostolo; a me si presenta così, improvvisamente, inaspettatamente, dicendomi e ripetendomi qualcosa; mi sono domandata se era un rimprovero per cose che, forse, non ho perdonato, ma poi, ora, mi sembra proprio un invito a benedire, benedire quando le cose non mi piacciono – le persone che mi hanno fatto del male e tanto, le ho già perdonate, perlomeno fino a che il Signore non mi aiuterà a farlo più perfettamente – benedire quando l’ultima cosa da fare ti sembra di benedire, benedire per tutte le piccole vicende quotidiane, benedire per un bella passeggiata, ma anche quando vado al supermercato a fare un po’ di spesa, oggi c’era tantissima gente e qualcuno aveva voglia di litigare, ma forse – oggi fa caldo – alla fine non se ne è fatto niente perché non c’era la voglia, benedire se c’è afa, come oggi, benedire se piove, benedire se, al computer, posso scrivere delle cose belle e anche delle cose sceme, benedire la vita così come il Signore me l’ha data, donata, con le piccole e grandi fatiche, con le piccole e grandi gioie, per un santino che ho ritrovato e che avevo perduto – si tratta di una bella immagine della Madonna del segno – se trovo un’immagine simile su internet la posto;

e anche, credo, perdonare me stessa, non giustificare, è Dio che giustifica, ma perdonare, ossia lasciare che Dio perdoni e giustifichi, noi, io, vorrei mettermi a posto con la vita, fare le cose bene, non ci si riesce, qualche cosa, piccola o grande, spesso va storta, si fanno delle cose, magari neanche cattive, ma un po’ senza…non so…senza niente; lasciare che Dio giustifichi, perdoni, salvi;

forse mi piace internet perché è un po’ così come me, un misto di cose cattive, di cose stupide e di cose belle ed irripetibili; sono qui, e vicino a me vi sono tutte le mie cose, un po’ la mia vita, che qualche volta dà gioia e qualche volta fa male; certo non più in attesa di cose grandi, non le desidero più, di mega-avvenimenti, di mega-manifestazioni, sono contenta se in chiesa, alla messa, me ne sto in mezzo agli altri e mi sento piccola, nella splendida Basilica di San Clemente con tanta storia, sono contenta di stare qui, al mio angoletto, e potermi leggere con comodo le catechesi del Papa, le Lettere di Paolo, di cercarmi qualche bella immagine da mettere sullo sfondo del computer, di imparare sempre qualcosa di nuovo, di lingua francese per esempio, perché sto traducendo uno scritto sulla preghiera in San Paolo, di sentirmi discepola di questo grande e caro Papa Benedetto, e, spero, discepola e figlia di San Paolo perché, almeno lui, è stato lui per primo a venirmi incontro e, così mi insegna che Dio per primo apre la porta del mistero per venire incontro a noi, per venire nella nostra casa;

Publié dans:speranze |on 11 juin, 2008 |Pas de commentaires »

qualche pensiero su San Paolo (interrotto in continuazione)

ho avuto, ho, un po’ di influenza, un bel po’, con questo tempo che cambia in continuazione; sto lavorando sul mio Blog su San Paolo, oltre che sugli altri, non è facile e si fatica un po’: studiare, tradurre dal francese – ci sono molti bei scritti su Paolo – cercare di recuperare un po’ di greco ed ebraico  – il latino faccio finta di saperlo, faccio finta con me stessa cioè; la cosa più bella è che, sì, Paolo ha scritto diverse lettere, poi ci sono gli Atti degli Apostoli, ma non è certo una biblioteca, eppure non basta mai di leggerlo, ci trovi sempre qualcosa di nuovo;

un uomo appassionato, un uomo concreto, un uomo di fede vera, solida, che non è stata intaccata da nulla,

 uffa!!!

mi sono dovuta interrompere per « fare compagnia al micio che voleva mangiare con me » perché da solo non mangia e questa abitudine non gliel’ho data io, ecco!

insomma mi sembra come di avere trovato un tesoro, come il tesoro nascosto del vangelo, quello prezioso, non è nascosto Paolo eppure un poco lo è, da una parte perchè non si riesce ad entrare subito nella profondità della sua fede;

uffa!!!

adesso mia sorella va a dormire, NOTTE!!!!! notte!!!! (faccio anche la voce del micio, scema! );

vedo se riesco a finire il discorso, Paolo è sempre presente, in modo semplice, delicato, non ingombrante, so che è qui con me, ed in fondo non è una cosa straordinaria per chi crede pensare che un santo sia vicino a noi, eppure è straordinario per Paolo, si mette come accanto, ha pazienza, anche se mi interrompo per fare qualcosa – tipo dare retta al gatto - mi aspetta, come mi sono rimessa seduta l’ho ritrovato accanto a me, dentro di me, quella sorta di pace e di gioia che va al di là delle preoccupazioni di questo momento, della tosse, dell’influenza, di quelle cose naturali che si vivono e, normalmente vanno oltre la preghiera, qualche volta anche un bisogno fisiologico la interrompe, eppure lui mi aspetta, so che è qui, che non si stanca di me;

insomma io non voglio fare di più che un « picolo Blog », ma quando si parla di Paolo, mi sembra, che niente è piccolo;

Publié dans:cose belle, riflessioni, santi, speranze |on 4 juin, 2008 |Pas de commentaires »

ho 66 anni, li ho compiuti ieri, c’è stato anche un: « ubriaco del Piave », eh eh, lo dovete scoprire!!!

ciao a tutti, ieri era il mio compleanno, 66 anni, 66 sì, TANTI, TANTI, però sono contenta, tante cose belle, piccole cose, quelle che si vivono tutti i giorni e che diventano belle, così improvvisamente, quasi senza una ragione apparente; stamattina mi sono seduta un momento a prendere un po’ di sole al Colle Oppio, e, così, la vita mi è sembrata piena, quasi come se non mi accorgessi delle cose che faccio, come le vivo, come le sento; uno sguardo rivolto a Dio e tutta la vita si ripercorre in un attimo ma vicina a Lui rimangono solo le cose belle, come un tracciato, un percorso trasversale la vita, è sempre quella, ma, nello stesso tempo, un’altra, quella che di riempie di senso, di bello, quasi di avventura, un’avventura vissuta quasi, soprattutto per le strade di Roma, eppure lontana nel passato, a volte, entrando in una chiesa di rito bizantino mi sono sentita come presente ai tempi dei primi concili ecumenici, nel IV, nel V secolo, nei luoghi dove è vissuto San Pietro, San Paolo, all’Aventino con San Girolamo, più lontano ad Ostia con Sant’Agostino e la Madre; ricordi del mio passato, del passato dei testimoni della fede; ma anche di un futuro possibile, di un futuro sperabile; mi sembra, dentro di me, che si stia aprendo una porta, oltre il muro, quello che appare un muro oltre la vita, Gesù ha detto io sono la porta delle pecore, chi passa dentro di me entrerà ed uscirà e troverà pascolo, se il Signore mi concederà di passare, entrare, attraverso di lui, la « porta » sarà aperta e la percepisco che si può aprire; anche quella di tutti i giorni; gli antichi credevano che la volta del cielo fosse un qualcosa di fisso, in fondo come una cappa sulla testa – non tutti i greci e, molto probabilmente gli egiziani, forse i fenici, insomma non lo bene, ma molti sapevano del cielo, ma qualcuno ha creduto che fosse come una cappa sopra la testa, è bello sapere che non è così, che non solo c’è uno spazio interstellare, intergalattico (ehm, sto parlando alla Star Trek), ma questo spazio è segno di qualcosa di più grande, di Dio; al Colle Oppio mi sembra che ci siano più uccelli, non facevano che cinguettare, grandi con le ali spiegate, il verde e una relativa tranquillità li deve avere invogliati;

ho scritto di getto come i pensieri sono venuti, sono abituata a scrivere velocemente alla tastiera, quasi al ritmo del pensiero, così vengono fuori i miei pensieri veri, le scemenze, a proposito, vi racconto come ho mangiato e dove:

allora, c’è una enoteca-ristorante vicino a Piazza Navona, ci siamo state diverse volte, si chiama alla francese « cul di sac » però è una enoteca, cucina romana, piatti un po’ particolari, fiumi di tantissimi vini buoni, è praticamente, veramente un imbuto lungo con le pareti alte, ci sono dei tavoli piccoli a destra e a sinistra sopra la testa per tutto lo spazio interno dove si mangia, scaffali fino al soffitto pieni di vini per lo più pregiati, c’è un ambiente simpatico, forse un po’ particolare perché non è lontano dal Senato della Repubblica da dove, quasi sicuramente vengono a mangiare, poi ci sono i turisti che non mancano mai, poi, essendo cucina romana i romani, poi avendo il nome francese e, comunque, anche dei piatti un po’ particolari diversi francesi, forse perché l’Ambasciata di Francia è piuttosto vicina; insomma simpatico; per il compleanno, ieri, ho ordinato, niente di particolare pasta e broccoli con il pecorino (pasta corta) buonissimo, un tortino di carciofi, poi, dato che a me i dolci non piacciono del formaggio, ho scelto a casaccio, ossia tra i tanti nomi di formaggi, molti certo conosciuti, c’era un « ubriaco del Piave », un formaggio si, ho ordinato quello solo per il nome simpatico, mi aspettavo un formaggio un po’ pesante, invece no era delicato, di pecora sicuramente leggermente affogato con un vino di zona Piave; il vino l’ho scelto, come sto facendo da un po’ di tempo non dai nomi, una volta conoscevo un po’ i vini ma oramai mi sono persa, così di solito scelto un vino del Veneto perché per il mio gusto sono i migliori, fantastico!!! prima ci eravamo fermate ad un bar in via Ripetta, praticamente dove hanno costruito quell’ obbrobrio sopra l’ ara pacis, il sindaco, ha già detto che vuol farlo rifare, che non è possibile, ma almeno fare delle modifiche sistemarlo, non è una priorità, ma ci spero;

poi, il mio Blog San Paolo sta andando bene oltre le mie previsioni; sul forum del Server – sono francesi naturalmente – mi hanno fatto gli auguri in molti, ho ricevuto anche una torta « virtuale », sono simpatici, gentili, un po’….francesi, ma in questo caso nel migliore dei significati; poi, ora è la mezza di notte, mia sorella si è andata a leggere il suo giallo che le fa da sonnifero, il micio dorme (non ha bisogno di niente per dormire, semmai per svegliarsi), sul letto mio naturalmente, ma ormai abbiamo trovato un modus vivendi : nel senso che lui si « sbraca » in fondo al letto e io dormo per traverso, ma che cosa non si fa per i mici!!!, insomma oggi è il mio secondo giorno a 66 anni, scrivo cose serie, scrivo stupidaggini, ecc. ecc., ciao, è un ciao secco, beh ciao ciao,

CHIESA DEL GESÙ A ROMA – QUANDO ERO GIOVANE CI ANDAVO SPESSO A PREGARE

CHIESA DEL GESÙ A ROMA – QUANDO ERO GIOVANE CI ANDAVO SPESSO A PREGARE

 

questa sera ho voglia di raccontarvi, magari solo in parte poi continuo un’altra volta, della Chiesa del Gesù, si trova, per chi conosce Roma almeno un po’, non lontana da Piazza Venezia, vicina c’è Piazza Argentina, anche essa molto centrale ed importante dove si trovano degli scavi anticho-romani e il Teatro Argentina restaurato alcuni anno fa, in una delle strade che danno a Largo Argentina sono nata io (così è diventata importante… ehmmm);

quando ero piccola, giovane… piccola ci andavo spesso a pregare, è molto bella, è in stile barocco che a me non piace più di tanto però nell’insieme è bella, a sinistra c’è una cappellina dedicata alla madonna veramente incantevole e che invita alla preghiera;

insomma ci andavo spesso, anche perché la parrocchia era un po’ più lontana e, sinceramente, un po’ meno bella, vicino, sulla Piazza c’è anche la Chiesa delle Stimmate dei frati francescani cappuccini, anche li andavo spesso;

quando ero piccola i gesuiti facevano quello che allora erano i « quaresimali »: prediche, io me le ricordo molto belle, che mi hanno aiutato molto; poi c’è il crocifisso che ha un volto di uno che sta morendo o morto, molto veritiero, quando morì papà io ero lì in ospedale e il suo viso mi ha ricordato quello di quel Crocifisso;

un certo periodo della mia giovinezza, ma non ricordo l’età, ho avuto dei problemi seri, era un periodo difficile, la guerra non era ancora molto lontana, difficoltà di ordine finanziario, di lavoro che era difficile trovare anche allora, di persone che, magari solo a causa delle loro sofferenze insultavano gli altri e, facilmente, le bambine venivano prese di petto con le leggi più strane e con un moralismo (moralismo poi!) che con la fede non aveva nulla a che fare, insomma soffrivo molto e non avevo voglia di uscire di casa, ma desideravo, comunque, andare alla Chiesa del Gesù, così piano, piano, ho ritrovato la serenità, questo periodo della vita mi è rimasto dentro, e, ogni tanto ci vado a pregare, solo che fino a qualche anno fa c’era la messa ogni mezz’ora sempre piena, poi è successo qualcosa, la Chiesa ultimamente è diventata quasi un museo, celebrano in una cappella della sacrestia, ci ho sofferto molto;

questi giorni so che ci è andato Mons. Ravasi per il restauro di non so quale opera d’arte forse per la statua, complesso statuario di Santa Teresa d’Avila, ma non sono sicura; così mi sono consolata un po’, Ravasi è in grado… e in fede per aiutare la Chiesa del Gesù, perlomeno ci spero; questa sera mi vengono in mente questi ricordi, se mi ricorderò ancora qualcosa la scrivo, perché per me è importante, e lo è anche per molti, tanti che hanno pregato nella Chiesa del Gesù e sono stati aiutati dai religiosi gesuiti;

spero di raccontarvi gli sviluppi di questi lavori perché veramente su Mons. Ravasi ci conto un po’;

di immagini ce ne sono diverse, ma non danno veramente il senso della conformazione e della bellezza della chiesa, comunque ho trovato un sito sul quale vedere qualcosa e metto il link;

c’è l’archivio fotografico e, a sinistra la visita virtuale;

http://www.chiesadelgesu.org/html/archivio_fotografico_001_it.html

non avevo niente da raccontare, ma poi…come al solito…

non ho niente di particolare da raccontare, però, questo, in un certo senso mi fa piacere, comincio a sentirmi più contenta delle cose che faccio, che ho, che mi arrivano, contenta di Dio, contenta di San Paolo (contenta che c’è questo Papa, ma….shhhh….non si può dire a tutti, so perché, perché, forse si ha l’impressione di avere un padre in un tempo in cui i padri non si fanno sentire molto, invece la paternità è molto importante) continuo, sto riscoprendo, ossia…sto cominciando a vedere la figura del Padre in un molo diverso, sarà che ristudiando San Paolo (sempre lui!) mi accorgo che alcuni passaggi non si capiscono con gli occhi di oggi, si capiscono considerando l’ambiente, la cultura, la famiglia come era allora, così si spiegano certe affermazioni di Paolo sulle quali oggi si discute tanto; il fatto è che il cosiddetto « femminismo », giusto per tantissimi versi, ha anche provocato – non so se è stato solo questo, ma anche – una caduta della figura paterna e questo non è bene; guardiamo a San Giuseppe è una figura quasi nascosta nei vangeli, eppure è lui il capo della famigliola di Narareth, il Padre è quello, è il modello, altrimenti non comprendiamo, come accade, neppure Dio che si è fatto chiamare Padre da noi, come Giuseppe a volte sembra in disparte, non si fa sentire, ma è lì sempre pronto, sempre attento a noi;

ma… mmmm (i francesi dicono mdr  per mmm, boh! vabbé!) io volevo parlare di qualcosa, ossia di niente, fare una chiacchierata, scrivere i pensieri che escono così dalla mente, nente di più, ma, come è normale (credo, se sono normale?) si accavallano pensieri diversi;

per esempio io spesso cerco dei sfondi per il computer, dei paesaggi, per esempio scrivo per la ricerca su immagini: sunset o sunset on Noth Pole, o Blue sunset ecc, poi magari l’inglese è sbagliato, ma scrivendo in inglese si trovano molte più immagini, gli americani per esempio hanno una passsione particolre per la fotografia, sono veramente professionisti, ne fanno tante e veramente belle; insomma ogni tanto ne prendo una che mi piace, poi con un photofiltre ci scrivo sopra il titolo e lo metto sul desktop; stanotte ho sognato un  posto non chiuso da palazzi come in città, come a Roma, ma aperto, tutto cielo e terra, come, più o meno nel paesaggio che ho messo ieri sul desktop;

anzi adesso lo metto sul mio album foto e ve lo faccio vedere, vado, ciao

Publié dans:chiacchiere, speranze |on 28 mars, 2008 |Pas de commentaires »

qualcosa mi da la sensazione di libertà…il Papa ha incominciato le catechesi su Sant’Agostino

stasera sono particolarmente contenta e serena, in un certo senso qualcosa mi ha dato una sensazione di libertà, libertà buona, come speranza, come gioia di cose belle, di poter dire quello che provo, di poterlo dire anche a me stessa; le piccole gioie di ogni giorno, le grandi gioie di qualche momento nel quale mi sento come affascinata da una Luce che, sempre di più, prende la figura del Signore;

nonostante questo momento difficile nel mondo e in Italia mi sembra che qualcosa di nuovo sta nascendo, ancora piccolo piccolo, ancora neanche in germoglio, ma pronto a crescere:  il desiderio di tanti  – qualcuno anche sbagliando – ma di tanti, di pace, di serenità, di ritrovare le amicizie, anche, mi sembra, di ritrovare i « sapori » di un tempo, di ritrovare le tradizioni, la cucina, ma senza nostalgia, come una cosa nuova che ci appartiene da tanto tempo;

il Papa ha incominciato le catechesi su Sant’Agostino (se le volete leggerle sono sul mio Blog « In cammino verso Gesù Cristo » ‘è il link), da Lui amato molto e conosciuto altrettanto bene, tantissimo; quando leggo gli scritti di Sant’Agostino mi commuovo sempre, sempre mi ritornano nel cuore alcuni bellissimi passaggi delle « Confessioni », poi raccontato, spiegato con tanto amore e sapienza dal Papa mi appare più nuovo ancora, più bello, più presente anche oggi;

che c’è Qualcuno, nel cielo, che ci aiuta, che ci sono questi grandi Padri della Chiesa, che ancora insegnano anche a noi, che c’è un Papa, dolce, buono e saggio che sta recuperando il senso della vita, la gioia, la speranza, non avevo mai provato questi sentimenti per un Papa, forse l’ho già scritto, ma a Roma si diceva una volta: « morto un Papa se ne fa un altro », ora non è più così, il Papa è diventato più un nostro familiare, da Giovanni Paolo II, ma io avevo un po’ di difficoltà perchè i grandi raduni non mi sono mai piaciuti, Papa Ratzinger mi piace, mi convince, mi innamora, sento, forse per la prima volta in vita mia, che ti puoi fidare ciecamente di qualcuno, anche se non amate questo Papa i sentimenti si possono comprendere, vero?

Publié dans:speranze |on 11 janvier, 2008 |Pas de commentaires »

una dimora nel cielo, tra rosari e sassi

una piccola cosa, ma forse non tanto piccola, è una sorta di collezione di rosari che ho a casa, ma non è una vera e propria collezione, sono quelli che duranti gli anni ho comperato, con i quaali ho pregato; alcuni si sono rotti, ma li tengo ugualmente perché mi danno gioia a che solo vederli; il primo l’avevo comperato nero, classico classico, poi ho azzardato i vari colori, oltre quelli messi da parte, ne ho due sparsi per, no tre, sparsi per la stanza per pregare e perché, come ho detto mi danno gioia;

dentro la borsetta ne ho tre: uno classico di un bel colore blu molto scuro, uno da dieci rosso ricamato, c’è una scritta in francese, ma non ho indagato, forse è la città, io l’ho coperato ai Fori Imperiali, poi ne ho trovato uno, sempre da dieci, fatto tutto di una cordicina robusta, l’ho preso alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, è molto comodo, se sono per strada, mi entra quasi tutto nella mano e non mi da fastidio se devo fare qualcosa;

ogni volta che ne compero uno provo un sentimento particolare, non è solo gioia è come una tappa di avvicinamento al Signore, forse perché, credo, che io in questo modo aggiungo delle preghiere, qualcosa di bello per pregare, come un sasso sulla strada che ti indica il cammino, non so perché;

dalla vita ci si aspettano tanti avvenimenti, la gioia, il dolore, i nostri errori, l’incapacità di fare qualcosa di buono, perlomeno quello che vorrei; nel caso del rosario non so, sono sempre contenta, Dio mi da questa gioia forse come un ricostituente per le mie debozze;  e poi è bello pregre così, ripetutamente le stesse parole, tratte dalla Scrittura, tanto perlare direttamente con Dio capita anche più spesso, ci sono sempre tante cose da raccontargli;

quando ero piccola e poi più giovane pregando per la strada dopo la preghiera raccoglievo sassi tra tanti uno carino, per esempio stando in un parco pubblico,  ne ho tenuti ancora divesi, a Natale li metto nel presepio perché fanno roccia bianca, rigata e altro; è come se avessi bisogno di sengare il cammino con qualcosa di concreto, i momenti belli, quelli nei quali dici di sì a Dio per tutto e lo ringrazi per quello che fa; poi accadono alcune cose che mi rattristano; vorrei poter sorridere a tutti, lo faccio  perché mi vien naturale, però non tutti sorridono a me, c’è spesso tristezza., a me sembra che molti si portano dentro le cose passate, gli avvenimenti tristi che diventano come un macigno sulle spalle, io in genere non guardo al passato, ma al futuro, ma non sono brava io, sono sembre stata così;

forse, ma mi viene in mente adesso, è come se portasi dei sassi per la costruzione di una casa che potrà edificarsi solo in cielo, quando stavo in montagna, alcune case erano costruitedi grandi sassi connessi bene gli uni agli altri, chissà forse, se Dio potrà perdonarmi e accogliermi con lui un giorno, magari mi aspetta una casetta fatta così, desiero tanto, ma tanto, stare con Dio, dove « un giorno vale più che mille altrove…Salmo ?); non è che sto male in questo mondo ma quello celeste è tanto più bello;

Publié dans:speranze |on 15 septembre, 2007 |Pas de commentaires »
12

mes envies, mes faiblesses,... |
c'est une crevette !!! |
el mondo apocalipticodramat... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | Un coeur à toi pour toujours
| etreunevraie
| Juste pour moi car écrire c...