Archive pour la catégorie 'Roma'

STORIA DEI GATTI DI ROMA

dal sito:

http://guide.supereva.it/roma/interventi/2009/08/storia-dei-gatti-di-roma

STORIA DEI GATTI DI ROMA

Il primo rinvenimento di un gatto è avvenuto, sotto forma di scheletro, accanto a quello del suo probabile padrone, in una tomba di Cipro datata tra gli anni 8300 e 8000 a.C.
La presenza del gatto in Italia è testimoniata dal ritrovamento di monete del 500 a.C. in cui i fondatori di importanti colonie come Taras e Rhegion (le attuali Taranto e Reggio Calabria) erano raffigurati con un gatto.
Da qui giunsero alla Roma Imperiale, ed il gatto domestico ebbe la definitiva affermazione e consacrazione.
Nella Roma Antica il gatto rappresentava un compagno di vita terrena ed anche in quella oltre la morte.
In questo periodo storico molteplici sono i nomi propri o i cognomi con etimologia derivante dalla parola “gatto”: Felicula, Felicla (gattina o micina), Cattus, Cattulus (gatto, gattino).
Alcuni reparti dell’esercito romano sugli scudi recavano come simbolo gatti di colori differenti.
I Greci identificavano la dea Bastet con la loro dea Artemide, anch’essa protettrice di partorienti e fanciulli e Signora degli Animali.
L’introduzione nell’Impero Romano del culto di Bastet, poi identificata con la dea Iside, rafforzò nei romani il culto del gatto sacro.
In ogni città infatti vi era un tempio dedicato alla dea, detto Serapeum.
A Roma venne istituito un tempio che sorgeva dove oggi si trova la chiesa di Santo Stefano del Cacco, nel rione Pigna, qui venne rinvenuta la piccola statua della gatta che ancora oggi si può ammirare su un cornicione di Palazzo Grazioli, in Via della Gatta.
Nel Medioevo il gatto venne associato agli eretici, alle streghe e ai demoni, quindi per molto tempo il gatto venne bruciato sul rogo delle streghe, sacrificato nei riti e torturato.
Il gatto nero fu segnalato nel 1233 da Papa Gregorio IX come la reincarnazione di Satana e più tardi, nel 1484, Papa Innocenzo VIII scomunicò tutti i gatti e decretò che fossero bruciati tutti quelli trovati insieme alle streghe.
Solo nel Rinascimento il gatto domestico venne rivalutato dalla Chiesa tanto che il cardinale Richelieu lasciò parte della propria eredità ai suoi gatti.
Il gatto riacquistò il suo posto nel mondo e divenne l’ornamento dei salotti; dame ed ammiratori si facevano ritrarre nei quadri in loro compagnia ed alla morte del gatto costruivano tombe con relative iscrizioni o sonetti.
Alla fine dell’Ottocento si è talmente appassionati di questo felino un tempo maltrattato, che si organizzano le prime mostre ed esposizioni feline, si cominciano a stabilire gli standard delle diverse razze.
Il gatto ha iniziato ad essere amato come nel suo lontano passato, non è più considerato sacro come allora, ma è prima di tutto rispettato.
Nel Novecento i gatti di Roma furono alimentati a spese del Comune con razioni di trippa, ma in seguito l’insufficienza delle risorse suggerì dei tagli al bilancio da qui il detto “Nun c’è trippa pé gatti!”.
Oggi a Roma i gatti sono amati ed accuditi in colonie feline dalle “gattare”, che ogni giorno impiegano tempo e passione per portare cibo e cure agli animali.

Publié dans:gatti, Roma |on 25 janvier, 2011 |Pas de commentaires »

Via del Sudario a Roma, dove sono nata io, il portone non si vede sta a destra della foto della strada, c’è una importante chiesina che metto, sul sito – sotto vie – ci sono altre belle immagini, si trova vicino a Largo Argentina e non lontano da Piazza Venezia

Via del Sudario a Roma, dove sono nata io, il portone non si vede sta a destra della foto della strada, c'è una importante chiesina che metto, sul sito - sotto vie - ci sono altre belle immagini, si trova vicino a Largo Argentina e non lontano da Piazza Venezia dans Roma

Via del Sudario Roma

via del sudario, sullo sfondo la Cupola della Chiesa di
Sant’Andrea della Valle, Roma foto Anna Zelli

http://www.erboristeriaedaltro.com/camereciprobeb/foto_campo_de_fiori_e_dintorni.htm

 dans Roma

CHIESA DEL SANTISSIMO SUDARIO DEI SAVOJARDI, ROMA

Chiesa del Santissimo Sudario, Via del Sudario, Roma
La Chiesa del Santissimo Sudario, è a Via del Sudario 47, fa parte del Rione Sant’Eustachio, era l’antica chiesa di San Ludovico Re di Francia che poi passò all’Arciconfraternita dei Piemontesi e dei Savoiardi fondata nel 1604 da Carlo di Castellamonte e restaurata nel 1678 da Carlo Rainaldi. Il nome di Chiesa del Sudario con il quale è conosciuta e che ha originato il toponimo della via, deriva dalla Sacra Sindone, il lenzuolo che avvolse il corpo del Cristo, da tempo immemorabile affidato alla custodia dei Savoia e tutt’ora conservato nella magnifica Cappella barocca della Sacra Sindone a Torino. Questa Chiesa dopo il 1870 divenne la chiesa privata dei Savoia e conserva una riproduzione della Sindone negli stucchi di Antonio Raggi.Possiamo ammirare all’altar maggiore la Pietà e i Santi di Antonio Gherardi e in sagrestia le Scene della Passione di Lazzaro Baldi.

http://www.erboristeriaedaltro.com/camereciprobeb/CHIESA_DEL_SANTISSIMO_SUDARIO_DEI_SAVOJARDI.htm

Publié dans:Roma |on 9 octobre, 2009 |Pas de commentaires »

Via dei Coronari

Via dei Coronari dans Roma 1z4c2ko

Via dei Coronari, by Acciaio

La via che attraversa il quartiere rinascimentale di Roma è una delle più eleganti e affascinanti strade di Roma. Un rettifilo nato sotto Papa Sisto IV della Rovere per collegare il cuore della città con San Pietro e il Vaticano e frequentata in origine dai pellegrini che giungevano a Roma da ogni parte del mondo. La via prende il nome dai venditori di corone sacre, che in origine si erano qui stabiliti. Oggi Via dei Coronari è diventata il regno dei negozi di antiquariato e delle gallerie arte, che si susseguono uno dopo l’altro senza soluzione di…

il seguito sul sito:

http://spqr.magazineroma.it/articolo/bella-roma-via-dei-coronari

Publié dans:Roma |on 23 septembre, 2009 |Pas de commentaires »

Il Romanesco: dialetto o parlata? (ho cercato qualche cosa sul dialetto romanesco: nun ve dico che ho trovato, nun se po’ proprio pubblicà!)

dal sito:

http://www.ezrome.it/pillole-di-storia/il-romanesco-dialetto-o-parlata-216-2.html

Il Romanesco: dialetto o parlata?  

Scritto da Donata Zocche    
giovedì 08 gennaio 2009 

‘Il più turpe di tutti i volgari italici’ secondo Dante, lingua intrisa di saggezza popolare nelle parole di Trilussa, fonte di battute colorite nella vita di tutti i giorni.
Il romanesco ha origini antiche e da sempre incarna l’anima di Roma e dei suoi abitanti.
Ma vi siete mai chiesti com’è nato?

Se pensiamo che inizialmente il latino era parlato quasi esclusivamente nella città di Roma, è stupefacente come, tramite le conquiste di quest’ultima, si sia diffuso al di là dei confini geografici, diventando la lingua di tutte le nuove provincie, una sorta di codice comunicativo dell’antichità.

Già all’epoca della caduta dell’Impero Romano però, la lingua subisce notevoli mutamenti, per lo più con l’assimilazione di forme volgari come il ‘basso latino’, da cui in seguito sarebbero nate le lingue romanze.
Il linguaggio comincia ad assumere i ben noti toni coloriti, dei quali rimane traccia anche in luoghi non popolari, come nella Basilica di San Clemente, dove famosa è l’iscrizione a commento di un miracolo: ‘Fili de le pute, traite!’, espressione non proprio castigata.

Nel ‘300 Dante Alighieri definisce il volgare di Roma la peggiore delle lingue italiane, classificandolo come ‘tristiloquium’, linguaggio sordido, condannando anche l’abitudine diffusa di darsi del tu.
E’ nel ‘400 però, che il volgare romano subisce un fondamentale cambiamento, la ‘toscanizzazione’, differenziandosi così dai dialetti dell’Italia centrale e meridionale.
Il fenomeno, oltre che al prestigio indiscusso del fiorentino, è dovuto alla presenza a Roma di toscani illustri, tra i quali Leon Battista Alberti e Pietro Bembo.

Altro evento degno di nota è poi il Sacco di Roma (1527), in seguito al quale arrivano in città persone provenienti da molte altre località, fatto che porta l’introduzione di molti termini di origine meridionale.
In questo contesto Roma perde l’occasione di diffondere in tutta Italia la propria lingua, che viene soppiantata dal fiorentino, colto ma allo stesso tempo di uso comune.

Proprio in questo periodo nasce il romanesco che conosciamo oggi, incrocio dei termini romani con quelli toscani e campani, e che sia tipico della città, differenziandosi dalla parlata della provincia, si spiega probabilmente col fatto che fosse una ‘lingua commerciale’, usata per lo più negli scambi coi pellegrini.

Tante sono le parole che la storia di Roma ci ha lasciato.
Candidato, ad esempio, deriva dal fatto che nell’antica Roma chi ricopriva una carica pubblica indossava una toga candida; punteggio da ‘punctum’, il segno con cui si esprimeva il proprio voto.
Ma vi sono anche parole più particolari come fornicare, da ‘fornix’, gli archi sotto i quali le prostitute esercitavano la loro professione.
E se qualcuno vi chiede ‘Quanno?’, potete sempre stupirlo spiegando che si dice così, perché l’influenza dei dialetti centro-meridionali, portò la trasformazione delle lettere ’nd’ in ‘nn’! 

Publié dans:Roma |on 13 mars, 2009 |Pas de commentaires »

questa è Villa Celimontana, anche questa vicina a casa mia…

pur essendo al centro di Roma, quando si è dentro si sentono solo gli uccelli, oggi anche i grilli, i bambini che giocano, qualcuno che dorme, è veramente bella, ringrazio Dio per avere un luogo così bello vicino casa;

questa è Villa Celimontana, anche questa vicina a casa mia... dans foto fatte da me

http://flickr.com/

Publié dans:foto fatte da me, Roma |on 30 juin, 2008 |Pas de commentaires »

questo è un angoleto di via Merulana, non lontano da dove abito io

questo è un angoleto di via Merulana, non lontano da dove abito io dans foto fatte da me

http://flickr.com/

Publié dans:foto fatte da me, Roma |on 28 juin, 2008 |2 Commentaires »
12

mes envies, mes faiblesses,... |
c'est une crevette !!! |
el mondo apocalipticodramat... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | Un coeur à toi pour toujours
| etreunevraie
| Juste pour moi car écrire c...