Archive pour la catégorie 'riflessioni'

qualche pensiero su San Paolo (interrotto in continuazione)

ho avuto, ho, un po’ di influenza, un bel po’, con questo tempo che cambia in continuazione; sto lavorando sul mio Blog su San Paolo, oltre che sugli altri, non è facile e si fatica un po’: studiare, tradurre dal francese – ci sono molti bei scritti su Paolo – cercare di recuperare un po’ di greco ed ebraico  – il latino faccio finta di saperlo, faccio finta con me stessa cioè; la cosa più bella è che, sì, Paolo ha scritto diverse lettere, poi ci sono gli Atti degli Apostoli, ma non è certo una biblioteca, eppure non basta mai di leggerlo, ci trovi sempre qualcosa di nuovo;

un uomo appassionato, un uomo concreto, un uomo di fede vera, solida, che non è stata intaccata da nulla,

 uffa!!!

mi sono dovuta interrompere per « fare compagnia al micio che voleva mangiare con me » perché da solo non mangia e questa abitudine non gliel’ho data io, ecco!

insomma mi sembra come di avere trovato un tesoro, come il tesoro nascosto del vangelo, quello prezioso, non è nascosto Paolo eppure un poco lo è, da una parte perchè non si riesce ad entrare subito nella profondità della sua fede;

uffa!!!

adesso mia sorella va a dormire, NOTTE!!!!! notte!!!! (faccio anche la voce del micio, scema! );

vedo se riesco a finire il discorso, Paolo è sempre presente, in modo semplice, delicato, non ingombrante, so che è qui con me, ed in fondo non è una cosa straordinaria per chi crede pensare che un santo sia vicino a noi, eppure è straordinario per Paolo, si mette come accanto, ha pazienza, anche se mi interrompo per fare qualcosa – tipo dare retta al gatto - mi aspetta, come mi sono rimessa seduta l’ho ritrovato accanto a me, dentro di me, quella sorta di pace e di gioia che va al di là delle preoccupazioni di questo momento, della tosse, dell’influenza, di quelle cose naturali che si vivono e, normalmente vanno oltre la preghiera, qualche volta anche un bisogno fisiologico la interrompe, eppure lui mi aspetta, so che è qui, che non si stanca di me;

insomma io non voglio fare di più che un « picolo Blog », ma quando si parla di Paolo, mi sembra, che niente è piccolo;

Publié dans:cose belle, riflessioni, santi, speranze |on 4 juin, 2008 |Pas de commentaires »

ho 66 anni, li ho compiuti ieri, c’è stato anche un: « ubriaco del Piave », eh eh, lo dovete scoprire!!!

ciao a tutti, ieri era il mio compleanno, 66 anni, 66 sì, TANTI, TANTI, però sono contenta, tante cose belle, piccole cose, quelle che si vivono tutti i giorni e che diventano belle, così improvvisamente, quasi senza una ragione apparente; stamattina mi sono seduta un momento a prendere un po’ di sole al Colle Oppio, e, così, la vita mi è sembrata piena, quasi come se non mi accorgessi delle cose che faccio, come le vivo, come le sento; uno sguardo rivolto a Dio e tutta la vita si ripercorre in un attimo ma vicina a Lui rimangono solo le cose belle, come un tracciato, un percorso trasversale la vita, è sempre quella, ma, nello stesso tempo, un’altra, quella che di riempie di senso, di bello, quasi di avventura, un’avventura vissuta quasi, soprattutto per le strade di Roma, eppure lontana nel passato, a volte, entrando in una chiesa di rito bizantino mi sono sentita come presente ai tempi dei primi concili ecumenici, nel IV, nel V secolo, nei luoghi dove è vissuto San Pietro, San Paolo, all’Aventino con San Girolamo, più lontano ad Ostia con Sant’Agostino e la Madre; ricordi del mio passato, del passato dei testimoni della fede; ma anche di un futuro possibile, di un futuro sperabile; mi sembra, dentro di me, che si stia aprendo una porta, oltre il muro, quello che appare un muro oltre la vita, Gesù ha detto io sono la porta delle pecore, chi passa dentro di me entrerà ed uscirà e troverà pascolo, se il Signore mi concederà di passare, entrare, attraverso di lui, la « porta » sarà aperta e la percepisco che si può aprire; anche quella di tutti i giorni; gli antichi credevano che la volta del cielo fosse un qualcosa di fisso, in fondo come una cappa sulla testa – non tutti i greci e, molto probabilmente gli egiziani, forse i fenici, insomma non lo bene, ma molti sapevano del cielo, ma qualcuno ha creduto che fosse come una cappa sopra la testa, è bello sapere che non è così, che non solo c’è uno spazio interstellare, intergalattico (ehm, sto parlando alla Star Trek), ma questo spazio è segno di qualcosa di più grande, di Dio; al Colle Oppio mi sembra che ci siano più uccelli, non facevano che cinguettare, grandi con le ali spiegate, il verde e una relativa tranquillità li deve avere invogliati;

ho scritto di getto come i pensieri sono venuti, sono abituata a scrivere velocemente alla tastiera, quasi al ritmo del pensiero, così vengono fuori i miei pensieri veri, le scemenze, a proposito, vi racconto come ho mangiato e dove:

allora, c’è una enoteca-ristorante vicino a Piazza Navona, ci siamo state diverse volte, si chiama alla francese « cul di sac » però è una enoteca, cucina romana, piatti un po’ particolari, fiumi di tantissimi vini buoni, è praticamente, veramente un imbuto lungo con le pareti alte, ci sono dei tavoli piccoli a destra e a sinistra sopra la testa per tutto lo spazio interno dove si mangia, scaffali fino al soffitto pieni di vini per lo più pregiati, c’è un ambiente simpatico, forse un po’ particolare perché non è lontano dal Senato della Repubblica da dove, quasi sicuramente vengono a mangiare, poi ci sono i turisti che non mancano mai, poi, essendo cucina romana i romani, poi avendo il nome francese e, comunque, anche dei piatti un po’ particolari diversi francesi, forse perché l’Ambasciata di Francia è piuttosto vicina; insomma simpatico; per il compleanno, ieri, ho ordinato, niente di particolare pasta e broccoli con il pecorino (pasta corta) buonissimo, un tortino di carciofi, poi, dato che a me i dolci non piacciono del formaggio, ho scelto a casaccio, ossia tra i tanti nomi di formaggi, molti certo conosciuti, c’era un « ubriaco del Piave », un formaggio si, ho ordinato quello solo per il nome simpatico, mi aspettavo un formaggio un po’ pesante, invece no era delicato, di pecora sicuramente leggermente affogato con un vino di zona Piave; il vino l’ho scelto, come sto facendo da un po’ di tempo non dai nomi, una volta conoscevo un po’ i vini ma oramai mi sono persa, così di solito scelto un vino del Veneto perché per il mio gusto sono i migliori, fantastico!!! prima ci eravamo fermate ad un bar in via Ripetta, praticamente dove hanno costruito quell’ obbrobrio sopra l’ ara pacis, il sindaco, ha già detto che vuol farlo rifare, che non è possibile, ma almeno fare delle modifiche sistemarlo, non è una priorità, ma ci spero;

poi, il mio Blog San Paolo sta andando bene oltre le mie previsioni; sul forum del Server – sono francesi naturalmente – mi hanno fatto gli auguri in molti, ho ricevuto anche una torta « virtuale », sono simpatici, gentili, un po’….francesi, ma in questo caso nel migliore dei significati; poi, ora è la mezza di notte, mia sorella si è andata a leggere il suo giallo che le fa da sonnifero, il micio dorme (non ha bisogno di niente per dormire, semmai per svegliarsi), sul letto mio naturalmente, ma ormai abbiamo trovato un modus vivendi : nel senso che lui si « sbraca » in fondo al letto e io dormo per traverso, ma che cosa non si fa per i mici!!!, insomma oggi è il mio secondo giorno a 66 anni, scrivo cose serie, scrivo stupidaggini, ecc. ecc., ciao, è un ciao secco, beh ciao ciao,

… basso, tra l’altro, si vede meglio il cielo;

quanto poco ho capito in passato! quanto poco si comprende della vita e degli altri! stavo facendo questa riflessione ieri mentre leggevo alcune pagine dal libro di Lustiger: La coix de Dieu, era un libro che avevo già letto, ma mi era sembrato complicato, contorto, facevo fatica a capire (non per il francese che l’ho sempre letto correntemente), ieri invece mi è sembrato tutto chiaro, chiaro il discorso che faceva, chiari i riferimenti, chiara la storia di lui ebreo e cristiano e della guerra e della Francia;

mi domando che cosa è cambiato, che cosa mi ha modificato per comprendere non solo il pensiero del Cardinale – quello teologico c’è sempre qualcosa che sfugge perché la teologia nasce dall’incontro con Dio, perlomento dovrebbe – quanto, forse sto cominciando a comprendere la persona; così mi accade che, anche se avevo letto tutto di Papa Benedetto – del Cardinale Ratzinger – ed ero convinta di conoscerlo – tuttavia la comprensione che ho di lui è più grande di prima di ogni cosa che scrive o dice o fa  mi sembra che combaci con la mia comprensione; non è più grande l’amore o perlomeno così mi sembra, allora che cosa è?

forse è proprio un discorso di amore che si tratta, spesso si parla di amore quando si provano sentimenti che ti fanno balzare il cuore, ti agitano, ma l’amore è più grande di questo, di quello che ho provato, e qualche volta provo ancora, un grande numero di fatti, di incontri con persone, di amici che ti arrivano anche via internet, le persone che non comprendi e lo vorresti, non so, qualche cosa è cambiato, l’amore è entrare un poco nel cuore dell’altro, vederne i percorsi, stare in silenzio di fronte alle riflessioni ai pensieri, ai tumulti del cuore, alle arrabbiature di chi si vuole bene;

l’amore è come seguire un cammino, un cammino in discesa, nel quale ci si trova ad un posto più in basso dal quale si può osservare l’amato; un po’ come nell’incontro di Gesù con Marta e Maria, Marta sta in giro per casa a fare le faccende, Maria si è messa seduta e si trova in una posizione più in basso di Gesù, lo ascolta, lo vede, da quella posizione vede tutta la persona, da quella posizione vede i percorsi interiori della vita della persona;

noi, io, forse, abbiamo dimenticato la storia, anzi no, sono state scritte tante storie, di ogni genere e siamo certamente più capaci di comprendere di quanto lo si era nel passato, ma è vero questo? scrivendo delle storie, di uomini, storie geologiche, storie dell’evoluzione della specie, ecc. abbiamo veramente comprenso qualcosa di più? forse, ma manca qualcosa: forse abbiamo sezionato ogni cosa da studiare perché il metodo scientifico-matematico è quello che ci è stato insegnato per comprendere;

ma è così? forse il « metodo » non è, forse, quello di Maria che si mette una posizione più in basso per  ascoltare e comprendere Gesù? noi ci siamo messi mai in una possizione più in basso per comprender l’uomo e la natura? no, non credo, ci siamo messi nella posizione dall’alto, dall’alto del nostro essere uomini, l’essere più perfetto della creazione e non ci siamo accorti che nella nostra perfezione c’è un limite: siamo limitati, anche rispetto a tutti gli altri esseri del mondo; ci fa più grandi solo la Rivelazione di Dio, l’incarnazione del Figlio, che, pur essendo Dio si è fatto uomo;

non so, sono stata capace di chinarmi per ascoltare, per guardare, per veder con umiltà? non sono in grado di rispndere, c’era un bell’articolo mi sembra su Avvenire, che diceva che Papa Benedetto, scrivendo su Gesù, in qualche modo ha presentato anche se stesso, come è;

ci ha presentato Gesù nella sua unità di persona, ci ha presentato Gesù osservandolo dal basso chino ai suoi piedi;

 ma io scrivo qualcosa che comprendo e che non comprendo, forse devo imparare ancora, forse non bisogna mai smettere di imparare qualcosa, di osservare dal basso, dal basso, tra l’altro, si vede meglio il cielo;

Publié dans:riflessioni |on 9 août, 2007 |Pas de commentaires »

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