Archive pour la catégorie 'la mia vita con Dio'

dopo un post scemo qualcosa di bello, è una immagine che ho da diverso tempo, la guardo e la riguardo, e qualche volta penso che, magari, è proprio così che si sale al Padre

dopo un post scemo qualcosa di bello, è una immagine che ho da diverso tempo, la guardo e la riguardo, e qualche volta penso che, magari, è proprio così che si sale al Padre dans immagini per contemplare

OGGI UNA GIORNATA EMOZIONATE: LA MIA VITA SI RACCOGLIE IN PIETRO E PAOLO

 

mi sta accadendo qualcosa di straordinario, un incontro che non è solo di preghiera, anche, ma tutta la vita, gli studi, le date, le persone che incontro, mi portano a Pietro, al Pietro di oggi: Papa Benedetto, a Paolo, come, se posso fare questo paragone, un puzzle che si ricompone, la mia vita fatto di esperienze, sogni, dolori, umiliazioni, si raccoglie nella storia, nella vita, nella presenza di Pietro e Paolo; 

 

non da oggi, ma i fatti erano separati, non congiunti insieme; molto prima del 2000, quando a San Pietro ci si poteva andare con un certo comodo perché c’era meno gente, oggi si fa una fila lunghissima, andavo, ogni tanto nella cripta dove c’è il sepolcro di Pietro e mi fermavo a pregare, dentro di me mi prendeva un’emozione di trovarmi di fronte alla tomba dell’Apostolo, come preghiere realizzate, come vedere e toccare; 

 

poi andavo, da quando ero giovane, alle Tre Fontane, dove c’è il luogo del martirio di Paolo, ci andavo quasi solo perché è un bel posto, molto verde e tranquillo, poi, quasi piano, piano, l’incontro nella Chiesa del martirio di Paolo – ci sono tre chiese dentro al complesso delle Tre Fontane, una, la più grande, dei Padri Benedettini, a destra una Chiesa dedicata a Maria, davanti un grande spazio verde, tra le due chiese c’è un vialetto con un selciato romano mi sembra che va alla Chiesetta dove c’è il ricordo del martirio di Paolo; 

 

poi andai – forse l’ho raccontato, ma con questi quattro Blog non ricordo più dove l’ho scritto – un giorno, un periodo di grande sofferenza, dicevo, gridavo, « voglio un altro Dio, voglio un altro Dio », ossia mi ritrovai, alla Basilica di San Palo fuori le Mura, e davanti al mosaico nel catino sopra l’altare centrale, a guardare l’immagine di Paolo, e mentre quasi pregavo ancora con quella preghiera assurda, ho sentito dentro di me una gioia profonda, una forza nuova, San Paolo, senza parole esplicite, mi diceva, così ho compreso, come: che stai dicendo? ritorna in te, da quel giorno sono stata felice, ossia non ho pensato più ad « un altro Dio », ma che c’è solo il nostro Dio « il Padre del Signore nostro Gesù Cristo » come direbbe  Paolo; 

 

poi, durante gli studi teologici, mentre stavo facendo il dottorato in Sacra Teologia sul pensiero dell’allora Cardinale Joseph Ratzinger ed avevo imparato a seguire il suo pensiero, a comprenderlo, a considerare che lui aveva compreso non solo con l’intelligenza, ma con il cuore, con l’umiltà, la fede in Cristo, allora, in quel tempo venne eletto Papa, lui, quello che ammiravo ed amavo, ma uno dei Cardinali (e per chi sta a Roma uno dei tanti, non è disistima, ma abitudine a vederli); 

 

e di nuovo mi sono ritrovata con Pietro, il Pietro di allora, quello di oggi, e con Paolo, dal Papa tanto amato – tanto che ha indetto l’hanno paolino; 

 

stamattina sono andata a messa alle 12 alla Basilica di San Giovanni in Laterano, nella cappella dell’adorazione a quell’ora celebra un sacerdote che è anche professore di Teologia, come docente l’ho perso un po’ di vista, ma quando commenta – fa l’omelia – da Scrittura è molto bravo, profondo concreto (e mai prolisso), stamattina mi ha commosso e gliel’ho detto, è stato contento, mi sembra che anche lui stia imparando ad amare questo Papa, come molti che poi non lo conoscevano più di tanto ed ora si affidano a lui, i sacerdoti in modo particolare e, mi sembra, con una tenerezza speciale; 

 

io ero nata, per dire così, francescana e non ho mai lasciato i frati francescani, sono quelli che conosco meglio, che frequento di più, non ho abbandonato San Francesco, mi sembra che lui stesso in qualche modo mi abbia condotto verso Dio, certamente, ed anche verso gli Apostoli, che in molte immagini si vedono sempre uniti in un abbraccio fraterno; 

 

questo è un racconto così, come sono riuscita a farlo, sicuramente non riesco a dire la mia esperienza, tuttavia, a volte, si sente bisogno di raccontarla, così come si può, scusate se c’è qualche errore non rileggo quello che ho scritto; 

 

Publié dans:la mia vita con Dio |on 23 février, 2008 |Pas de commentaires »

i miei cassetti, presenti cose antiche e cose nuove, la speranza e la gioia

dunque vi voglio raccontare dei cassetti della mia scrivania, quello che c’è dentro, perché? vi domanderete, perché, oltre qualcosa di effettivamente, attualmente utile, ci sono come dei frammenti della mia vita; ossia, anche di cianfrusaglie, ma di ricordi, dei pensieri, di qualcosa di bello, di immagini e belle foto e, CD di musica che amo, di carta per poter scivere, sempre di nuovo, i miei studi, le miei rifessioni, disegnare (non ve l’avevo detto una volta dipingevo), di quello cose, cioè che rendono la mia vita bella e sempre nuova;

nel primo cassetto ci sono cose utili che mi servono anche occhiali, ecc., non vale la pena parlarne; nel secondo cassetto ci sono anche cose utili, ma in genere sono cose utili che mi fa piacere tenere, sono le vere e proprie cose da scrivania: scotch, puntine da disegno colorate (carte da gioco che in realtà non utilizzo) un vecchio gioco shangai, accendini, io non fumo ma li avevo presi per accendere le candele in chiesa, candele, che sono quelle che danno in chiesa per le varie celebrazioni, per la notte della Pasqua per esempio, ma sono molte e non ho il coraggio di buttarle sono i ricordi dei mei incontri con Dio, quando ho acceso un cero per lui;

poi c’è un cassetto di vecchie cassette da musica che per lo più ho sostituito con CD che tengo da un’altra parte, leggo per ordine: Respighi, Mozart, Mussorgsky, Dvorák, Bethoven, Offenbach 2; altri, alcuni CD vari per esempio la Dei Verbum e una serie non completa di cassete della « musica di Dio » non completata; c’è qualcosa di me lì dentro, spesso studiando mettevo su una cassetta e sentivo quella bella musica che accompagnava spesso la Parola di Dio; poi di Respighi le « Feste Romane » e ti ritrovi Roma in un pezzo straordinario di musica;  la serie della « Musica di Dio era del « Corriere della Sera », il primo che prendo: Händel, Verdi, Mozart, Vivaldi, Pergolesi, Monteverdi, Bach, Hayddn, Bruckner, Fauré; di Bach ne ho ricompreti i CD più di uno, è straordinario, una musica splendida che ti fa salire vervamente verso il cielo magari attraverso una volta gotica (immaginaria perché il vero gotico a Roma non c’è), e ascoltando riposi l’anima, con la musica, che, come dice il Papa, parla quando il linguaggio umano non ha più parole, parla a Dio con i sentimenti più alti e più puri, ma non ci sono parole per Bach;

poi, come ho detto, che anche un cassetto di CD vuoti utilizzabili e blocchi di carta pulita che mi attendono per scrivere ancora qualcosa, qualche riflessione sul Signore, qualche poesia, o, come faccio ogni tanto, disegnare qualcosa; ho, sotto la scrivania uno scatolone che raccoglie tutti i miei disegni e dipinti, anche quelli sono li, in qualche modo a testimoniare una vita e a ricordare le cose belle che il Signore mi ha fatto fare anche se sembra che Egli non volesse riscuotessi fama per qualcosa, che avessi successo perché ero abbastanza brava in pittura, Lui è sempre passato oltre le mie cose anche belle e mi ha fatto passare oltre le sofferenze e le cose belle, come gli ebrei hanno passato, con l’aiuto di Dio il guado del Mar Rosso e, giustamente, non l’hanno mai dimenticato;

sto scordando qualcosa, non posso mettere tutto e poi non avrebbe senso, ma in un’altro casseto ci sono due scatole piene di cartoline (per lo più) e qualche santino, ma pochi, di immagini sacre, ne ho raccolte parecchie ed ognuna è come se ancora mi parlasse: mi parla Maria attraverso le belle immagini dei quadri delle Chiese di Roma, mi parla il Signore spesso dalla croce, qualche volta dal Sacro Cuore, mi parlano i santi, ma soprattutto gli Apostoli e gli Evangelisti, Sant’Agostino e San Francesco, di San Paolo ho qualcosa di più prezioso, una copia di una bella icona presa alla Basilica di San Paolo, l’immagine si trova nel catino della porta di uscita dietro la Basilica, ossia, credo della sacrestia, è bellissima, è per pregare, per pregare il mio amato San Paolo;

vi sto raccontando queste cose e sto entrando negli angoli, quelli non bui, della mia vita; quelle gioie che sono ancora presenti, quelle speranze non morte, ma più vive che mai, quella lode che non sono spesso capace di fare ed allora mi sostituisce Bach con i suoi splendidi concerti, ora ho messo su uno dei dischi, all’inizio « Concerto n. 1 in F major BWW 1046 F-dur; Bach si trova anche su internet da ascoltare  provateci e così mi fate compagnia;

ciao;

Publié dans:la mia vita con Dio, oggi |on 18 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

ho cercato, in diverse maniere di seguire Dio e lasciare che Lui stesso desse una forma questa mia vita con Lui;

forse è arrivato il momento di parlare del modo con il quale, cercando di seguire Dio, ho cercato, in diverse maniere di seguire Dio e lasciare che Lui stesso desse una forma questa mia vita con Lui; i momenti più importanti sono quando da Dio stesso mi viene il suggerimento di ripetere la mia promessa a Lui, di appartenergli e di vivere e morire per Lui; l’ho fatto, inizialmente, verso i 12 anni, ma è stato, così, ancora da bambina, poi verso i 18 ho desiderato che la Chiesa confermasse, allora andai dal mio Parroco, quello di allora, che accolse questo mio essere di Dio, ma mi disse di rimanese nel mondo;

ho parlato in seguito con altri sacerdoti, anche recentemente, e tutti mi hanno risposto che la mia « consacrazione » era nel mondo e per il mondo e di seguire il Signore soltanto, ossia di non mettermi in nessun gruppo, ma proseguire nella libertà di Dio; quando

andavo in villeggiatura – quando andavo sulle Dolomiti o altro no -  ma quando andavo nel paese sull’appennino trovavo un buon Parroco che mi ha molto aiutato e consigliato, mi ha aiutato, soprattutto, a non vergognarmi di Dio, mi ha sostenuto nel sentirmi sicura e non restare turbata per il giudizio degli uomini;

sono stata sempre disponibile ad ogni colloquio ed alcuni sono stati brevi e fruttuosi altri meno, forse è logico così, in realtà, spesso, molto spesso, a volte quasi tutti i giorni, io rinnovo le mie promesse a Dio, con l’età si è aggiunto il pensare e sperare di morire nel Signore, recentemente, ma non tanto, da qualche anno, ho dedicato la mia vita (e la morte se Dio volesse) al Papa Benedetto e credo che il Signore abbia accolto la mia preghiera;

tuttavia rimane il mio slancio verso tutto quello che incontro, il mio amore va spesso alle piccole cose che mi circondano, alle persone semplici, agli animali, spesso cerco di alzarmi prima dell’ora normale, presto, per sentire il cinguettio degli uccelli, più aggraziato di alcuni più aspro e forte di altri, a volte sento i gabbiani che vengono a fare una visitina dal Tevere, poi, sento, spesso mentre prendo il caffé, alle otto normalmente, quasi una dientro l’altra, le campane delle Chiese che praticamente mi circondano: suona, con un suono bello e pieno, San Giovanni in Laterano, poi la Basilica di Sant’Antonio, un suono forte, forse meno melodioso e  più robusto, in seguito la piccola e delicata campana della Chiesa di San Marcellino, poi sento una campanella molto leggera delicata, non riesco a capire da dove viene, non può essere la Basilica di San Clemente, acusticamente troppo lontana, deve essere quella di una delle famiglie di suore che sono sulla strada dove abito io, sia per la direzione del suono, sia perché fanno pensare ad un cappellina;

una volta volli trovare nella Sacra Scrittura una parola che si confacesse a quello che io sentivo e, non so come è successo, stavo leggendo il libro di Rut (A.T., libri storici), è molto bello, da leggere e sognare o commuoversi, insomma la storia, in breve, breve,  tratta di una donna: Rut, dal principio: una donna Noemi aveva due figli sposati a due donne, una  si chiamava Orpa e l’altra era Rut, morti i figli di Noemi, la donna dice alle nuore, di non rimanere con lei, ma tornare  alle proprie famiglie dato che non avevano più marito, Orpa bacia la suocera e parte, Rut, no, di qui il bellissimo discorso della donna al quale spesso ho guardato come un sentimento mio, copio da Bibbia CEI:

Rut alla suocera che insiste per farla partire:
« …Non insistere con me perché ti abbandoni e torni indietro senza di te: perché dove andrai tu andrò anch’io; dove ti fermerai mi fermerò; il tuo popolo (non era ebrea come Noemi) sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio; dove morirai tu morirò anche io e vi sarò sepolta… »;

è un discorso bellissimo di fedeltà alla suocera, ma anche,  ancora involontariamente, al vero Dio, quello di Israele; commento della Bibbia:  « … E’ una storia edificante, il cui intento principale è di mostrare come viene compensata la fiducia che uno pone in Dio, la cui misericordia si estende anche su una straniera. Questa fede nella Provvidenza e questo spirito universalista sono l’insegnamento duraturo di questo racconto. Il fatto che Rut sia stata riconosciuta come la bisavola di Davide ha dato un valore particolare a questo piccolo libro e Matteo ha incluso il nome di Rut nella genealogia di Cristo (Mt 1,5) » aggiungo io che Rut viene festeggiata anche dagli ebrei durante la Pentecoste ebraica, per leggere qualcosa della festa potete andare su:

http://151.99.226.3/tsr/scuole/venezia/pente.htm

non riesco ad aggiungere altro, i pensieri ed i sentimenti vengono, così, un po’ per volta, un po’ ricordanto, un po’ amando, però posso dire che, comunque,  sono  iscritta all’albo delle vergini consacrate al Vicariato di Roma, anche non vado spesso alle riunioni;

                                                                            ho cercato, in diverse maniere di seguire Dio e lasciare che Lui stesso desse una forma questa mia vita con Lui; dans la mia vita con Dio 180px-1795-William-Blake-Naomi-entreating-Ruth-Orpah    

Noemi invita Rut e Orpa a ritornare in terra moabita: dipinto di William Blake, 1795

http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_di_Rut

Publié dans:la mia vita con Dio |on 4 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

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