Archive pour la catégorie 'inizi'

la scuola elementare per me fu una tragedia

la scuola elementare per me fu una tragedia, la maestra aveva l’aspetto di una di quelle megere che  una volta si mettevano nelle favole, un po’ crudeli, per spaventare i bambini, ci metteva in castigo dietro la lavagna, a me è capitato una volta, mi sono vergognata come una ladra, in più era brutta, ossia brutta veramente, non solo l’immagine che io ne avevo da bambina, ma poi, rincontrandola per strada (ed invecchiata) insomma: era proprio brutta;

 io ne avevo paura, come tutti gli altri bambini, un giorno mamma andò a parlare con lei per dirgli di trattarmi bene, mamma in genere non faceva queste cose, era contraria, ma …visto come stavano le cose;

io mi perdevo sempre i quaderni,  non riuscivo a stare al passo delle sue « lezioni », alla quinta non ne potevo più, però volevo farcela, ce la mettevo tutta, dissi a mamma che se mi comperava un quaderno bello che mi piaceva avrei studiato e sarei stata promossa, dovetti ripetere l’anno, mamma non mi disse niente, proprio non c’era niente da fare evidentemente, devo aver cancellato dalla memoria gli episodi di quel periodo perché non riesco a ricordarmi niente, solo tanta paura;

solo una cosa fu divertente, mia sorella, nata prima di me, aveva cominciato ad andare a scuola dalle suore perché dopo la guerra ci volle qualche anno per riaprire quelle statali, naturalmente le suore avevano, specialmente allora, le gonne lunghe, quando io gli dissi che le maestre avevano le gonne corte non ci voleva credere, allora io insistevo: ma non sono suore, ma lei, sicurissima: ma devono per forza portare le gonne lunghe anche se non sono suore;

è l’unico ricordo divertente delle mie classi elementari,

Publié dans:inizi |on 27 juin, 2007 |Pas de commentaires »

il Sacro cuore di Gesù, più o meno come lo ricordo

il Sacro cuore di Gesù, più o meno come lo ricordo dans inizi Sacro_Cuore_di_Gesu

l’immagine era più o meno così

Publié dans:inizi |on 25 juin, 2007 |Pas de commentaires »

l’inizio del mio cammino di fede: il Sacro Cuore di Gesù

stasera fa molto caldo a Roma e, per quello che so, in altre città ha fatto ancora più caldo, in questo momento il termometro esterno mi da 31° e sto sudando; pensavo di aspettare un po’ di fresco scrivendo qualcosa; vale la pena di cominciare a scrivere di come è cominciato il mio rapporto con Dio;

ossia c’è stato un fatto ben preciso anche se prima di allora credevo già in Dio, ma da bambina, dovevo avere 10 o 11 anni, prima di uscire, non mi ricordo per fare cosa, aprii un cassetto e c’era l’immagine del Sacro Cuore di Gesù, sotto in italiano un po’ antico c’era scritto: « Figlio ecco il mio cuore perché non l’ami, di qui tu puoi aver quel che tu brami », uscii di casa che ero un altra, sconvolta, felice, forse sono « diventata grande » quel giorno, ho preso coscienza di me stessa, o forse ho preso coscenza di un Dio buono ed ancora che egli mi stava dicendo qualcosa a me, proprio a me;

 da allora, anche se non chiaramente, compresi che appartenevo a Dio, che mi chiamava a se, molte vicende successive mi hanno portato a comprendere, e dei sacerdoti mi hanno confermato, che dovevo rimanere nel mondo e non farmi suora, così è stato, non so come è la vita monastica, ma sono contenta di quello che il Signore ha scelto per me, perché, mi sembra che anche quando non puoi fare niente, puoi offrire una parola semplice, un sorriso, una battuta di spirito, e, soprattutto entrare nel cuore delle persone, magari interessandomi un poco di calcio (che non mi piace) per  parlare ai giovani, di politica per saper dire qualcosa a qualcuno, per rimanere in contatto con il mondo che Dio ha creato e con l’uomo che Dio ha creato, qualche volta sbaglio, e tante, tuttavia poi accade anche una piccola cosa e so che Dio è accanto a me; per esempio, in questi giorni mi è accaduta una cosa, semplice semplice, ma che mi rimane nel cuore: devo aver messo dei santini anche in libri o dizionari che ho a portata di mano, ma non lo ricordavo, questi giorni prendendoli in mano, come faccio al solito, mi sono caduti i santini che avevo dimenticato: la Madonna di Guadalupe, San Paolo; sono andata alla chiesa di San Nicola in Carcere perché ricordavo che tutti i mesi celebrano una messa per la « Guadalupegna », così ho controllato il giorno, si tratta del 12 di ogni mese alle 11, ci andrò, ci ero stata qualche volta così ci ritorno;

in un certo senso il Signore mi prepara un cammino che posso anche non seguire, ma che sembra fatto a posta per me, sono come dei piccoli sassi per tracciare un sentiero, o le stelle che anticamente i naviganti sapevano leggere per intraprendere un viaggio;

quant cose mi porto dentro, non saranno tutte belle, ma questa sera ricordo questo fatto qui;

Publié dans:inizi |on 25 juin, 2007 |Pas de commentaires »

la macchina da cucire era, più o meno, così

la macchina da cucire era, più o meno, così dans inizi kgyvtb

http://www.alfonsomartone.itb.it/wklzlo.html

Publié dans:inizi |on 25 juin, 2007 |Pas de commentaires »

mamma era Sarta io ero una…smerd…

allora dove ero arrivata? così a memoria alle mie prime avventure da piccola, piccola tempesta, dovrei scrivere qualcosa su Mamma credo, mamma era una sarta, una brava sarta, nei tempi migliori faceva anche vestiti da sera; poi i modelli li faceva lei con un giornale, sì con un giornale aperto, un quotidiano, poi prendeva una matina faceva dei segni e voilà, la traccia del vestito; poi quando una cliente le era simpatica la teneva, quando le era antipatica la mandava via, aveva una Singer una delle prime;

fece anche i nostri vestiti di bambine e giovannette, fino a che non sono arrivati i vestiti confezionati, ci insegnò a cucire, tagliare, ringiovanire i vestiti, perché sì in quel periodo un vestito vecchio non si buttava, si risistemava, i paletot quando erano un rovinati si rovesciavano, si risparmiava e poi si poteva fare perché, tutto sommato, le stoffe erano più buone; mi ricordo che fece i primi pantaloni del dopoguerra per una donna, ce ne sono state altre sicuramente, ma io ricordo che nel mondo dove vivevamo noi non si usava ancora, portavamo tutte le gonne;

insomma venne una cliente, una donna giovane con un paio di jeans, e chiese a mamma di sistemarli per lei, mamma le chiese se voleva mettere (almeno) la chiusura lampo sul fianco e con grande meraviglia di mamma la ragazza la volle lasciare dove si trovava, ossia nel mezzo, problemi di un tempo passato!

sempre per rimanere in tema, mamma diceva, quando io l’aiutavo nella cucitura di qualche abito, che lavoravo pulito, ossia non lasciavo le tracce della cucitura, insomma levavo sempre i fili superflui ecc.

tra le varie cose mi capitò di fare la solita gaffe di bambina, non avevamo molti soldi e dovevo andare da una persona importante (ma non ricordo chi era) a mamma sembrò che i vestiti che avevo non erano degni di questa visita e,  in quattro e quattr’otto, fece un vestito nuovo per me, andammo a fare questa visita e io, (pensando di far bene nella mia incoscenza di bambina) dissi: « Mamma mi ha fatto questo vestito ieri in poche ore », fu uno smacco, quando uscimmo mi dissero pari, pari:  » sei la solita si capisce vero?

ma come vengono facilmente alla memoria gli episodi che normalmente non si dimenticano!emoticone

Publié dans:inizi |on 25 juin, 2007 |Pas de commentaires »

storie di guerra e di pipì

Quando ero piccola sentivo ancora le truppe che passavano vicino casa, non so a quali anni risalgono i miei ricordi, non so se c’era paura, ma creo di si e molta, ma io ero piccola, quando gli americani bombardarono Roma « Città aperta » noi, che abitavamo vicno a Largo Argentina, e tutti quelli che abitavano li intorno si rifugiavano negli antichi scavi romani, che sembra, nella storia, abbiano retto tutto; mia sorella si ricorda un poco queste « fughe », io no; l’unica cosa che mi è stata raccontata è un fatto che mi riguarda in parte: era suonato l’allarme e erano tutti pronti per andare al rifugio (scavi), nostra zia che in quel periodo stava con noi aveva me in braccio, ma stava al bagno (come avrà fatto?) e tutti che la sollecitavano a far presto, cosa che sarà stato difficile fare; Embarasse

 dei primi anni poi mi ricordo che, una sera, credo tardi, ma non so l’ora, Papà e mamma ci presero e andammo frettolosamente a casa di zia, forse c’era qualcosa, ma non sono in grado di ricostruire, non so se erano i bombardamenti, forse non li posso ricordare; insomma ci misero, me e mia sorella dentro un lettino di quelli antichi con i bordi alti, per scendere bisognava uscire dal bordo esterno e fare uno scalino, io, la solita piccola impiastro, dovevo fare pipì durante la notte, mia sorella dormiva vicino a me, non volli svegliarla per aiutarmi, e allora compii l’impresa,  mi arrampicai sul bordo scesi lo scalino feci pipì e risalii e mi rimisi a letto vicino a mia sorella, quanto mi sentivo brava! emoticone

 tanto per rimanere in tema, ero un po’ più grande perchè lo ricordo, la pipì la facevamo ancora nel vasino, io poiché ero la solita tempesta (e tale sono rimasta credo) un giorno, sapendo che una persona non era simpatica ai miei perché si dava troppe arie, presi il vasino, che in quel momento era pieno e lo rovesciai dalla finestra, dalendo su una sedia, in testa all’uomo antipatico, questi venne su a casa arrabbiatissimo e strillando, ma poi se ne andò perché io ero veramente troppo piccola, i miei non mi rimproverarono, chissà perché? emoticone

ci sono altre « imprese che feci quando ero bambina ma già vanno avanti negli anni alle scuole elementari e medie, ma un po’ per volta peròemoticone

Publié dans:inizi |on 24 juin, 2007 |Pas de commentaires »

questa radio l’ho presa su internet, ma assomiglia alle radio che faceva Papa’

questa radio l'ho presa su internet, ma assomiglia alle radio che faceva Papa' dans inizi index_picture_b21

Publié dans:inizi |on 23 juin, 2007 |Pas de commentaires »

Papa, primi ricordi

sono nata a Roma,  famiglia romana e da nonni romani e da bisonni romani e…non so per quante generazioni, ma tutti romani, mia madre era nata nel 1902 e papà nel 1904, erano due buone persone e, nelle fotografie da giovani due bei giovani, hanno avuto due figlie mia sorella più grande ed io; Papa faceva l’elettrotecnico, costruiva e sapeva fare di tutto, diceva di aver inventato le prime radio insieme a Marconi, ed in parte deve esssere vero perchè sapeva costruire anche le vecchissime radio a galena;

 Papa parlava molto con me, più che con gli altri, avevamo due caratteri simili, una volta inventò una piccola cosa, e la brevettò fummo tutti contenti, ma un « amico » facendo una piccola variazione fece un altro brevetto che prese piede per parecchio tempo, l’aggeggio inventato da quell’altro era fatto meno bene di quello di Papa, ma forse si era saputo dar da fare meglio;

 Papa mi raccontava che era stato solo una volta in una casa chiusa e gli aveva fatto schifo e non era ritornato più, poi mi raccontava che – all’inizio i cinema facevano un balletto tipo Can Can, uno lo vidi anche io nel dopoguerra, insomma durante il fascimo però era vietato (a me sembra logico) che facessero il balletto senza mutandine, ma le ragazze avevano aggirato l’ostacolo e se le mettevano trasparenti;

la famiglia di Papa era composta dai genitori, cioè i nonni che io non ricordo, solo nonna quando ero molto piccola, e quattro figli due femmine  e due maschi, direte una famiglia piena di gente, ma non fu così i nonni si separarono, a quei tempi poi non si usava proprio, e nonno portò con se il figlio più grande che era Papa, e la nonna gli altri tre, no non fu una famiglia felice ed il seguito non fu meglio;

Papa non era ricco, anzi, ma era, quello che si diceva allora, un gentiluomo, una volta mi portò, io e lui in un ristorante elegante e mi insegnò passo passo come si adoperavano i bicchieri, le posate, come scegliere i vini ecc., in fondo l’800 era rimasto in casa, Papa non aveva fatto la prima guerra mondiale perché era troppo giovane e non fece la seconda perché troppo vecchio, ma anche stare a Roma non fu facile; però l’8oo finì, c’è chi dice con la prima guerra mondiale, chi con l’affondamento del Titanic, io non so so che ci siamo trovate nella bufera nel XX secolo;

 quante cose vengono in mente, chissà se riesco a ricordarle e scriverle;

Publié dans:inizi |on 23 juin, 2007 |Pas de commentaires »

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