Archive pour la catégorie 'ora, in questo momento'

ho 66 anni, li ho compiuti ieri, c’è stato anche un: « ubriaco del Piave », eh eh, lo dovete scoprire!!!

ciao a tutti, ieri era il mio compleanno, 66 anni, 66 sì, TANTI, TANTI, però sono contenta, tante cose belle, piccole cose, quelle che si vivono tutti i giorni e che diventano belle, così improvvisamente, quasi senza una ragione apparente; stamattina mi sono seduta un momento a prendere un po’ di sole al Colle Oppio, e, così, la vita mi è sembrata piena, quasi come se non mi accorgessi delle cose che faccio, come le vivo, come le sento; uno sguardo rivolto a Dio e tutta la vita si ripercorre in un attimo ma vicina a Lui rimangono solo le cose belle, come un tracciato, un percorso trasversale la vita, è sempre quella, ma, nello stesso tempo, un’altra, quella che di riempie di senso, di bello, quasi di avventura, un’avventura vissuta quasi, soprattutto per le strade di Roma, eppure lontana nel passato, a volte, entrando in una chiesa di rito bizantino mi sono sentita come presente ai tempi dei primi concili ecumenici, nel IV, nel V secolo, nei luoghi dove è vissuto San Pietro, San Paolo, all’Aventino con San Girolamo, più lontano ad Ostia con Sant’Agostino e la Madre; ricordi del mio passato, del passato dei testimoni della fede; ma anche di un futuro possibile, di un futuro sperabile; mi sembra, dentro di me, che si stia aprendo una porta, oltre il muro, quello che appare un muro oltre la vita, Gesù ha detto io sono la porta delle pecore, chi passa dentro di me entrerà ed uscirà e troverà pascolo, se il Signore mi concederà di passare, entrare, attraverso di lui, la « porta » sarà aperta e la percepisco che si può aprire; anche quella di tutti i giorni; gli antichi credevano che la volta del cielo fosse un qualcosa di fisso, in fondo come una cappa sulla testa – non tutti i greci e, molto probabilmente gli egiziani, forse i fenici, insomma non lo bene, ma molti sapevano del cielo, ma qualcuno ha creduto che fosse come una cappa sopra la testa, è bello sapere che non è così, che non solo c’è uno spazio interstellare, intergalattico (ehm, sto parlando alla Star Trek), ma questo spazio è segno di qualcosa di più grande, di Dio; al Colle Oppio mi sembra che ci siano più uccelli, non facevano che cinguettare, grandi con le ali spiegate, il verde e una relativa tranquillità li deve avere invogliati;

ho scritto di getto come i pensieri sono venuti, sono abituata a scrivere velocemente alla tastiera, quasi al ritmo del pensiero, così vengono fuori i miei pensieri veri, le scemenze, a proposito, vi racconto come ho mangiato e dove:

allora, c’è una enoteca-ristorante vicino a Piazza Navona, ci siamo state diverse volte, si chiama alla francese « cul di sac » però è una enoteca, cucina romana, piatti un po’ particolari, fiumi di tantissimi vini buoni, è praticamente, veramente un imbuto lungo con le pareti alte, ci sono dei tavoli piccoli a destra e a sinistra sopra la testa per tutto lo spazio interno dove si mangia, scaffali fino al soffitto pieni di vini per lo più pregiati, c’è un ambiente simpatico, forse un po’ particolare perché non è lontano dal Senato della Repubblica da dove, quasi sicuramente vengono a mangiare, poi ci sono i turisti che non mancano mai, poi, essendo cucina romana i romani, poi avendo il nome francese e, comunque, anche dei piatti un po’ particolari diversi francesi, forse perché l’Ambasciata di Francia è piuttosto vicina; insomma simpatico; per il compleanno, ieri, ho ordinato, niente di particolare pasta e broccoli con il pecorino (pasta corta) buonissimo, un tortino di carciofi, poi, dato che a me i dolci non piacciono del formaggio, ho scelto a casaccio, ossia tra i tanti nomi di formaggi, molti certo conosciuti, c’era un « ubriaco del Piave », un formaggio si, ho ordinato quello solo per il nome simpatico, mi aspettavo un formaggio un po’ pesante, invece no era delicato, di pecora sicuramente leggermente affogato con un vino di zona Piave; il vino l’ho scelto, come sto facendo da un po’ di tempo non dai nomi, una volta conoscevo un po’ i vini ma oramai mi sono persa, così di solito scelto un vino del Veneto perché per il mio gusto sono i migliori, fantastico!!! prima ci eravamo fermate ad un bar in via Ripetta, praticamente dove hanno costruito quell’ obbrobrio sopra l’ ara pacis, il sindaco, ha già detto che vuol farlo rifare, che non è possibile, ma almeno fare delle modifiche sistemarlo, non è una priorità, ma ci spero;

poi, il mio Blog San Paolo sta andando bene oltre le mie previsioni; sul forum del Server – sono francesi naturalmente – mi hanno fatto gli auguri in molti, ho ricevuto anche una torta « virtuale », sono simpatici, gentili, un po’….francesi, ma in questo caso nel migliore dei significati; poi, ora è la mezza di notte, mia sorella si è andata a leggere il suo giallo che le fa da sonnifero, il micio dorme (non ha bisogno di niente per dormire, semmai per svegliarsi), sul letto mio naturalmente, ma ormai abbiamo trovato un modus vivendi : nel senso che lui si « sbraca » in fondo al letto e io dormo per traverso, ma che cosa non si fa per i mici!!!, insomma oggi è il mio secondo giorno a 66 anni, scrivo cose serie, scrivo stupidaggini, ecc. ecc., ciao, è un ciao secco, beh ciao ciao,

in questo momento sono arrabbiata come un gatto arrabbiato

in questo momento sono arrabbiata come un gatto arrabbiato o come la mamma di un gatto che in realtà non si arrabbia mai, perché? perchè ogni tanto posto una poesia su un sito di poesie così ho pubblicato – anche con molta incertezza – anche quella che ho postato qui stanotte, è vero è una poesia particolare scritta con un amore che è difficilmente comprensibile dato che tratta di un Papa, però nel cuore delle persone accade anche questo: che si ama un Papa come nessun altro; ed io ho cominciato ad amare Papa Benedetto da quando ho cominciato a leggere i libri di Joseph Ratzinger almeno 10 anni fa o più; poi vedi quella stessa persona della quale ti piaceva il modo di esporre la fede, che ti convinceva, che ti commuoveva, che ti entusiamava, ma che era un teologo che era anche cardinale, e un giorno quella persona diventa Papa, che potevo fare, i miei sentimenti che potevano fare, amarlo ancora e di più; poi mano a mano che forse anche lui è maturato nel suo ministero, si vedono i suoi atteggiamenti di umiltà, la sua semplicità, i suoi silenzi, quella preghiera muta in momenti in cui, magari, ascolta della musica, che si comprende che sta pregando, quegli occhi celsti che si tingono di rosso per la commozione, certo non una facile commozione sia pure per un bel pezzo di musica, ma per Dio che lui chiama giustamente l’Amore: « Deus caritas est »;

vorrei ancora veder qualcuno che sa piangere per amore di Dio, per Dio, nel suo nome si fanno tante cose, anche uccidere, anche fare del bene, anche saltellare e cantare, anche predicare, anche…tante altre cose…ma gli occhi rossi per amore di Dio non li avevo ancora visti, ci sarà certamente chi ama Dio da piangere per lui, come i santi, ma sotto gli occhi e nella mia esperienza ho lui, questo Papa; e forse la prima preghiera che faccio per lui è che Dio lo faccia incaminare verso la santità, che lo faccia santo; che di più poi? sto imparando a scrivere un Diario – cioè non so se lo so scrivere – perché mi si è aperto il cuore agli altri, io che ero chiusa, egoista, e giudicavo gli altri; credevo di essere religiosa, di amare Dio, ma è vero che se non si amano gli altri, il prossimo non si ama neanche Dio e, spesso si diventa cattivi ed aridi; è vero che abbiamo bisogno l’uno dell’altro;

beh ora non sono più un gatto arrabbiato, sto cominciando a fare le fusa, ma ancora dentro di me, come fanno i gatti quando non ti vogliono fare vedere che sono contenti;

Publié dans:ora, in questo momento |on 10 septembre, 2007 |5 Commentaires »

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