Archive pour la catégorie 'ieri'

ieri ho avuto problemi con il computer non riuscivo…

a postare niente, quando aprivo la pagina per scrivere mi scendeva tutto lo scritto molto sotto, se aprivo HTLM trovavo un codice sconosciuto che non c’era mai stato; ieri un po’ con l’aiuto del mio tecnico ho trovato una soluzione (spero la soluzione); sotto Strumenti-Opzioni Internet-lingua, non era impostata la lingua francese ne’ quella inglese, una volta messe è andato tutto a posto, ho è successo qualcosa per cui prima non ce ne era bisogno, oppure le opzioni delle lingue c’erano e sono saltate con l’entrata di qualche file non buono;

oggi non mi sento di scrivere vi metto un’immagine dal National Geografic, perché sono sempre belle;

Publié dans:ieri |on 11 août, 2007 |Pas de commentaires »

io e la liturgia

c’è qualcosa che sto finendo per tralasciare, ossia il rapporto con la Chiesa; io sono stata sempre credente e praticante, quando ero piccola con i sacerdoti mi trovavo, erano un po’ paternalistici, ma aiutavano, poi molti sono stati « scombinati » dal Concilio Vaticano II, perché, ma io non voglio fare una critica ne’ un esame della situazione non ne sono in grado, dico un poco quello che ho sperimentato; molti si sono buttati a fare cose completamente nuove tralasciando il buono che c’era, in questo caso soprattutto alcuni gruppi ecclesiali; alcuni si sono barcamenati facendo fatica a trovare una effettiva collocazione ecclesiale alla liturgia, altri, pur cercando di seguire in Concilio in buona fede, facevano concretamente le cose che hanno fatto tutti e che sono sembrate giuste, girare l’altare verso il popolo ed altro, tuttavia molti, fino a poco tempo fa non avevano studiato l’Antico Testamento, e, a tutt’oggi, non tutti sono preparati, perché stanno preparando bene i giovani dei quali alcuni ormai sono parroci o altro, ma non sono a sufficienza, poi ad alcuni di questi manca un po’ di esperienza, comunque in genere sono bravi; alcune famiglie religiose come gli agostiniani, parlo perché li frequento e li conosco, specialmente le famiglie maschili, sono riuscite a trovare un equilibrio sia liturgico, sia a portare la parola con quella ricchezza a cui invitava il Concilio Vaticano II, in buona parte anche altre famiglie, ma io conosco soprattutto i francescani ed un poco i domenicani che entrambi hanno fatto del loro meglio, del disagio si avverte così come una differenza di vedute, di desiderio di vivere la liturgia in modo diverso, un po’ tra giovani e più anziani, un po’ le abitudini, oramai radicate, che oramai, a distanza di tanti anni dal Concilio, possono essere sia di aver completamente escluso il latino e i canti diciamo armoniosi per infilarci la chitarra, che io non sopporto in chiesa anche se l’ho studiata un poco, perché poi non si tratta, secondo me di privilegiare dei strumenti musicali, quanti di saperli suonare bene, può essere sgradevole anche l’organo se viene suonato male e capita;

ma non è solo questo il discorso, anche io ho fatto gli studi di teologia, e la biblica si è fatta bene, anche se è stata un po’ anatomizzata e spezzettata come dice – meglio di me – Papa Benedetto – comunque ho trovato sempre dei buoni biblisti, ottimi, e questo si è bene riversato nella Chiesa, l’apertura verso il mondo ebraico è certamente stata ed è una ricchezza incalcolabile, così un migliore rapporto di vicinanza con la Chiesa Cattolica di Rito Bizantino e quella Ortodossa;

molto, ma molto e molto, sta facendo Papa Benedetto, sia per dare delle indicazioni liturgiche chiare, che derivano soprattutto da un accogliere la liturgia dalle mani di Dio e non da una sorta di « fai da te », l’apertura grandissima, intelligente e sapiente, sia verso il mondo ebraico sia verso la Sacra Scrittura ebraica ed i commenti alla Scrittura degli ebrei, ripeto un ricchezza enorme;

io, però, per l’età che ho probabilmente, ho vissuto sia il preconcilio ed ero contenta, non c’era niente da buttare, era da rinnovare questo si; poi il dopo Concilio, nel quale un po’ frettolosamente si sono fatte forse troppe cose, comunque sono stata contenta lo stesso, poi, ad un certo punto, come molti si saranno resi conto, di un certo post Concilio esasperato e forzato ci si è stancati, e molti stanno cercando una forma giusta, e la forma giusta è quella che sta insegnando Papa Benedetto, intanto niente si butta e poi la liturgia nasce dalla vita e dall’azione di Gesù Cristo, quindi si segue quello che ha fatto lui e non delle idee o fantasie; magari esperienza personale si, insomma, pur trovandomi vicino a le chiese, o forse per questo, tra le più importanti di Roma senso disagio;

tanto per dire e non fare nomi, se vado di fronte (sempre casa mia) l’Antico Testamento spesso non viene commentato, magari per prendere delle persone di una certa statura morale che però sono un po’ anziani, se vado di fronte un po’ più a destra, c’è un ottimo, giovane sacerdote, che, però, si lascia trascinare dai vecchi giovani (non i giovani) che hanno in mente solo una celebrazione superciacchierata con musiche che non si fanno più neanche ai bambini; se mi sposto ancora a destra c’è una bella liturgia, ma è bella perché ci sono degli ottimi sacerdoti, l’ambiente, le persone forse, non so,  costringe a non perfezionare questa liturgia con i tempi di silenzio ed un canto che la situazione consentirebbe un poco più elevato;

con questo non sto facendo delle critiche sto cercando di raccontare la mia esperienza, cioè il Concilio l’ho visto nescere e crescere finire e maturare, non è stata una cosa che mi sono trovata già fatta, e ho potuto vedere le trasformazioni, e vedo che c’è tanta gente che va in chiesa e che ha tanta pazienza con i sacerdoti, e vedo i sacerdoti che hanno tanta pazienza con noi, forse manca una maggiore capacità di incontrarsi e comprendersi;

io credo, e forse già lo avrete capito, che il papa Benedetto è una grande dono per la Chiesa, per quello che lui è, per quello che insegna, per quello che fa, e per la liturgia che sta cercando di mettere in ordine;

comunque io ho deciso una cosa, sempre con l’aiuto di Dio, che alla messa domenicale vado un’ora o più prima, perchè le prime messe delle 8, delle 9, ed anche delle 10 sono quelle meno sovraccariche di problemi, forse c’è più unformità tra le persone che partecipano e si forma l’Assemblea anche quando le persone non si conoscono per niente;

credo di aver detto molto, mi manca di ringraziare Dio per tutto quello che mi ha dato, in questo tempo di rinnovamento (e mutamenti rapidi); Ringrazio Dio per tutto quello che mi ha dato e gli chiedo pedono se sono un po’ criticona;

Publié dans:ieri, oggi |on 29 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

quando eravamo piccole zio ci portò per la prima volta a vedere la « Bocca della Verità »

quando eravamo piccole zio ci portò per la prima volta a vedere la

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Publié dans:ieri |on 28 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

avevo dei zii, quando eravamo piccole era più bello, poi …

avevo dei zii, adesso faccio il punto, allora erano: considerando che Papà era il maggiore e mia Madre non aveva fratelli: il fratello di Papà, una sorella di Papa la più grande dopo Papa e una sorella di 17 anni più piccola di lui; credo di aver già detto che i nonni, in quell’epoca veramente lontana, erano separati, con un accordo evidentemente tra loro perché non credo che c’erano leggi allora, anzi non ce ne erano; il fratello più grande andò con il Padre e gli altri tre con la Madre, tuttavia sembravano educati inseme i due fratelli sia pure separati tra loro e le due sorelle in un altromodo; non so per quale motivo le due sorelle entranono in banca e i due fratelli hanno sì studiato, ma non gli fu concesso altro aiuto, anzi Papa studiò parecchio per l’epoca perché amava il suo lavoro, diceva che aveva fatto le prime radio con Marconi, e data l’epoca, siamo molto vicini all’inventore della Radio, ma sono tornata a parlare di Papa;

si sposarono tutti, Papa con la mamma (ovvio), lo zio con una vedova con 5 figli e le due sorelle, la più grande che era la madre di mio cugino Claudio, l’unico che abbiamo avuto, con un uomo che poi morì ed io non ho mai conosciuto; la sorella più piccola si sposò con un dirgente di Banca, una persona, figlio di contadini, che era stata fatto studiare dai genitori presumo con molti sacrifici, ma lui i genitori non li poteva vedere, non racconto altro, non è il caso e poi oramai sono morti da molto tempo;

con i 5 figli della moglie dello zio non abbiamo avuto a che fare se non da bambine, poi ci siamo allontanati, escluso con una cugina con la quale soprattutto mia sorella faceva delle telefonate fiume,  e che scoprimmo solo molto tempo più tardi (noi sceme come al solito) che metteva male tra noi ed  il resto della famiglia; poi c’era dei 5 figli della zia il più piccolo che…insomma zio lo riconobbe e gli diede il nostro cognome; era un bravo ragazzo si chiamava Cesare, quando eravamo giovani andavamo a ballare, ma diversamente da Claudio che si comportava da fratello grande, mi faceva la corte, ma a me non piaceva, ossia mi piaceva come fratello, la corte me l’ha fatta con molta discrezione, a lungo, poi lasciò perdere e si sposò ed ebbe due figli, era un gran lavoratore, era un operaio, abitavano non lontano, ma non a Roma ad Ostia, il lido di Roma, ebbero due figli maschi, ora sono sposati anche loro con bambini, credo che entrambi abbiano degli esercizi commerciali, uno credo un bar, l’altro non ricordo; la moglie di questo cugino morì e dopo molti anni, quandi i ragazzi erano cresciuti, morì anche Cesare, si ammalò e in tre giorni morì di un tumore al cervello, quando l’abbiamo visto, morto, perché non ci fu tempo per  verderlo vivo aveva una smorfia dolorosa che poi ad altri non ho visto così forte; povero Cesare, spero che sia in paradiso;

la zia che era la mamma di Claudio visse più a lungo, era una donna simpatica, andavamo al cinema insieme e con lei ci facevamo tante risate perché era molto spiritosa, ricordo un film di Tognazzi, non ricordo il titolo, che Tognazzi faceva il militare durante l’ultima guerra ed aveva una di quello moto con il…come si chiama? sidecar? conl’abitacolo vicino; e con la faccia seria che sapeva fare lui, quando camminava per strade sterrate (e bombardate) diceva seriamente quando c’era una buca con acqua: « buca con acqua! » sembra scema, ma era un grande comico e forse di una comicità più vera di quella di oggi, più semplice ed incisiva;

i film più belli, che non se ne fanno più così è inutile a dire, erano quelli di Totò, di Anna Magnani, di Vittorio de Sica, poi un po’ più avanti di Fellini; poi…oggi… poco e niente;

lo zio dirigente di Banca, cioè aveva un grado alto, ma non conosco le varie tappe della carriera degli uffici privati; fu mandato come direttore di Agenzia in varie cittadine prima di ritornare a Roma, furono gli anni più belli per lui ed un poco anche per noi, lui era adatto a parlare con il pubblico, ad organizzare, a girare per il paese o cittadina e parlare con tutti, poi tornò a Roma, e nell’ambiente burocratico (deve essere tremenda la Banca! peggio dello Stato) non ci si trovò mai, cercava di fare sempre delle cose in più,  aveva fondato un teatro in Banca e dirigeva il teatro e recitava, mise su diversi pezzi teatrali piuttosto fatti bene, ma lo snobbavano, mahh, lui non so se se ne accorgeva, perlomeno faceva finta di no; poi faceva dei presepi con l’associazione « Presepi Romani » che premia i migliori, erano fatti esteticamente molto bene, ambientati a Roma nei luoghi più caratteristici, molti presepi sono fatti così, alcuni sono molto belli, quelli di zio rimanevano un po’ freddi , lui ricostruiva bene Roma, poi i personaggi li metteva dopo, come fossero in più e Maria, Giuseppe il Bambinello finivano un po’ messi a lato, in qualche bottega, l’idea era buona, ma mancava qualcosa, comunque andava abbstanza bene con lui, poi è accaduto qualcosa che non so, ossia andò in pensione e da allora non fu più uguale, continuava a fare le cose di prima, a parte il lavoro, ma si era come incattivito, non era più giocoso, dopo alcuni, diversi anni, morì, ebbe un ictus, e si trascinò per altri due anni sul letto, poi morì;

non tutti i ricordi sono allegri, la vita è fatta così, il Signore così ha voluto per me, per noi, siamo rimaste sole io e mia sorella;

Publié dans:ieri |on 28 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

« ricordati che sei romana! »

come vi ho detto sono romana, anzi « romana de Roma », come si dice per chi lo è da 7 generazioni, la mia famiglia vanta non so quante generazioni di genenitori romani sia da parte di papà, sia da parte di mamma, da una parte è una cosa bella, dall’altra ci manca completamente qualche « parente » in un paese per andare in villeggiatura e non sentirsi estranei;

io non so bene che cosa ha voluto dire questo per noi, ho visto invece che gli altri facevano riferimento a parenti fuori della città, erano nati, quello che mi sembrava allora, lontano, insomma per me bambina il mio era un mondo cominciato molti secoli prima; davanti casa ci sono i scavi di largo Argentina (cioè antichità di Roma) non lontano – sempre da dove sono nata – il Foro Romano, non lontano i tempi di Vesta e…altri vicino alla Chiesa di Santa Maria in Cosmetin; sempre quando ero piccola – ma non troppo – quando ci riunivamo a Natale e rimanevamo a leggere le belle poesie del Trilussa e quelle un po’ più « osé » del Belli, sempre in quei tempi che sembrano tanto lontani, c’era ancora la tradizione del fine settimana o la domenica di andare « fuori porta », allora si andava ai Castelli Romani, come anticamente, e c’era ancora un vino…ma un vino…UN VINO; poi la porchetta e quando si era finito si passava ad un altro paese; non tornavamo sbronzi perché il vino era buono e si digeriva;

un giorno, sempre lontano, invitammo un gruppo di amici di Papa ai Castelli; a quel tempo Papà per motivi di lavoro andava a Milano tutti gli anni per la fiera e si era fatto degli amici – allora tra le due città c’era amicizia, ora, per me solo per motivi economici e politici si sta dividendo l’Italia e molti italiani non si accorgono che sono manovre di chi si vuol mangiare la loro città, forse sono un po’ cattiva, ma la differenza l’ho vista con i miei occhi –

insomma arrivarono gli amici milanesi e noi, per burla, li portammo, non ricordo il giro dei Castelli, ma per esempio prima a Frascati, poi a Marino, poi ad Albano, ma per fare un esempio perché non ricordo, sicuramente siamo stati almeno a Frascati e Marino; in quno dei Paesi c’era una piazza che chiamavamo « Mezzo Paolo » perché allora c’era Paolo VI (allora il racconto è più recente di quello che pensavo, boh!), insomma dall’ora di pranzo arrivavamo con i nostri giri « mangiando » a fine pomeriggio, gli amici milanesi la presero per quello che era « una burla », fu una bella giornata divertente e simpatica;

una cosa che è capitata a me è stata una volta, quando ero più grande, mi innamorai, o forse, meglio, mi presi una cotta, per un professore che, però, faceva dei giochetti di prestigio con il gessetto per farmi capire…che voleva fare sesso, a me piaceva, ma ero ben lontana dall’idea di fare l’amore così subito, glielo dissi e lo pregai di fare le cose fatte bene e conoscerci un poco, mi lasciò, per me fu un trauma, soffersi molto, tuttavia andando a casa di mio zio in lacrime lui mi disse una cosa sola per aiutarmi: « ricordati che sei romana » non so che voleva dire in realtà, che dovevo avere un po di dignità? che dovevo avere un po’ più di p….? che non dovevo essere scema? ora non lo so e non lo sapevo nepure allora, ma dentro di me si mosse qualcosa, mi ripresi e, per quello che ricordo, sin da allora dimenticai tutto completamente; come siamo fatti strani però!

per oggi è tutto qui quello che mi viene in mente;

Publié dans:ieri |on 13 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

oggi mi viene in mente l’Ufficio, ossia il mio periodo lavorativo che è stato interrotto prima dell’età pensionabile per motivi di salute

allora, riprendo a raccontare i miei ricordi, oggi mi viene in mente l’Ufficio, ossia il mio periodo lavorativo che è stato interrotto prima dell’età pensionabile per motivi di salute, ma una cosa per volta:

riguardo gli studi interruppi alla terza media per fare dei corsi atti per un lavoro di Ufficio, subito dopo cercai lavoro, non lo trovai subito, un po’ perché era difficile, un po’ perché io ero un po’ « impunita », insomma ho sempre avuto un caratterino che non a tutti andava bene, ma ci sono stati altri fattori di difficoltà, primo tra tutti fu, allora, ora non so, i capi degli Uffici privati si ritenevano in diritto di fare delle avances alle nuove arrivate e qualche volta non erano avances, ma chiare proposte di fare sesso; comunque girai qualche ufficio privato, e nel frattempo feci concorso nello Stato e vinsi il mio posto di lavoro « fisso e sicuro » come era necessario allora e forse anche adesso, ma oggi è diverso ci sono più possibilità; insomma nell’ultimo ufficio privato facevo orario unico, ma mi trovavo finalmente bene sia con le colleghe sia con il capo ufficio, si trattava di una filiale di una importante « Ditta »di Milano; però arrivò la « chiamata nello Stato, era difficile rinunciare anche sapendo che soldi se ne sarebbero visti pochi, il lavoro non si trovava facilmente  e le condizioni erano spesso quelle decritte, così andai;

NON MI SONO MAI TROVATA BENE! E’ STATO UN PERIODO TERRIBILE E TRAUMATIZZANTE IN TUTTI I SENSI, avrò avuto anche io le mie colpe, le mie incapacità, ma fa tutto difficile, comunque vinsi il concorso  al Ministero della Pubblica Istruzione – al Provveditorato agli Studi di Roma – forse, anzi sicuramente non ero adatta per un lavoro di ufficio troppo statico, troppo fisso su alcune cose da fare, me ne accorsi in seguito, quando, cambiando lavoro e ufficio,  mi trovai anche a ricevere il pubblico, si trattava di professori di scuole medie e, bene o male, fu la parte più interessante del tutto, certo errori ne ho fatti, certo avevo una ribellione di fondo per quel lavoro che deve essere uscita fuori più malamente di quanto avessi voluto;

l’ultimo ufficio in cui sono stata c’era e credo ci sia ancora, un capo ufficio onesto, serio e buono ed ebbe anche lui le sue difficoltà; ci fu in quel periodo anche una persona ottima a dirigere il personale e che era a capo dell’ufficio dove mi trovavo io; insomma verso la fine le cose andavano meglio; tuttavia i problemi cominciavano per me, come molte donne iniziai ad avere problemi seri: il primo fu un tumore benigno al collo dell’utero, mi operarono e tutto sembrò andare bene – non racconto gli altri interventi chirurgici perché  ci vorrebbe più tempo – poi abbi qualcosa di più complicato che mi portò fuori del lavoro;

nel 1993 – io avevo 49 anni (sono del 1942 ho fatto bene il conto?) scoprii in modo veramente particolare (un dono del Signore) che avevo una « palla » nel seno destro e fu uno dei miei gatti, l’allora Kikko, a farmelo scoprire: stavo sul letto e stavo per alzarmi, Kikko mi saltò in braccio, per scansarlo che mi faceva male, scoprii la « palla da bigliardo » che avevo, andai subito dal mio medico che allora era una persona fraterna e mi disse subito che avevo un carcinoma e che dovevo essere operata al più presto possibile, disse anche la grandezza e ci « prese » in pieno: cm 4,50;

dopo tre giorni ero in ospedale, dopo altri due fui operata, mi dissero  »tutti » che probabilmente, essendo molto grosso, si era già ingrandito e diffuso, insomma che dovevo « probabilmente  » morire; sono ancora qui, mi dissero dopo che era chiuso e che era stato preso in tempo, il mio micio Kikko mi ha salvato la vita, ed il mio medico che era anche oncologo e molto bravo;

insomma ora sono qui, ma dall’ufficio dovetti andare via, non ero più in grado di fare alcune cose, per esempio non potevo più scrivere con la mano destra, andai in pensione anticipata; poiché nel frattempo stavo studiando per la licenza in Sacra Teologia comperai un Computer e lavorai sempre su quello, si « quello » perché ne ho cambiati almeno tre nel tempo e quello che ho ora, mi ha detto il tecnico, è « ultra, super ecc. » moderno; presi la licenza in Sacra teologia (nel frattempo, anni prima, avevo fatto lettere e filosofia alla Sapienza, ma erano accadute molte cose spiecevoli ed una sofferenza grande, morì mia madre ed io ero troppo oppressa per finire, fate conto che mi mancavano due esami ed avevo cominciato la tesi), poi ho proseguito con il dottorato, ma questa….è un’altra storia…quella fino a due anni fa…incominciai la tesi di dottorato sul « Cardinale Joseph Ratzinger » e, per quello che mi sembrò, la completaii per la prima discussione poi…poi…poi…interruppi il dottorato quando Joseph Ratzinger diventò Papa, ma non ripresi, nessuno mi toglierà mai l’amore, la stima e la devozione per Papa Benedetto, non ritirerò da lui il mio amore, a nessun costo e, qui debbo finire il racconto peché le cose brutte ora sono passate, e non credevo che passassero, c’è il nuovo, c’è sempre il nuovo, anche quando non te lo aspetti più; e del nuovo e del vecchio, desidero raccontare soprattutto le cose belle;

coloro che in passato mi hanno fatto del male li ho affidati a Dio e per loro ho pregato, ora desidero « continuare la mia corsa » come diceva San Paolo, fino alla fine che, tuttavia, non sembra vicina perché sto abbastanza bene;

ora vi lascio per passare, domani o domani l’altro, a qualcosa di più bello; 

ciao;

Publié dans:ieri, oggi |on 9 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

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