Archive pour la catégorie 'giovanetta'

alla scuola media….ero una peste!

le scuole medie passarono tra momenti di « gloria » e momenti di « impunitaggine » come si dice a Roma, ma forse non solo a Roma; ero cresciuta, ero diventata brava in alcune materie e una frana in altre, cioè: in italiano ero molto brava, la professoressa mi faceva i complimenti, in ginnastica ero brava, la professoressa mi faceva i complimenti, in disegno ero bravissima, la professoressa mi faceva fare tutto quello che volevo;

in m a t e m a t i c a,  e dico MATEMATICA emoticone , non ci capivo assolutamente nulla, quando facevamo i compiti in classe le compagne e i compagni facevano degli eleborati lunghi, a me sembrava di risolvere il problema con poche operazioni, naturalmente era sbagliato, ma io non ho mai saputo il perché, fare i conti è ancora la mia ossessione;

UN GIORNO  la professoressa mi chiamò alla lavagna, stavo cercando di spiegare il mio compito, ossia stavo cercando di imbrogliare, la  docente mi domandò qualcosa che, naturalmente non capii, ed il seguito della discussione si svolse esattamente così:

io: mbè?

professoressa: mbé fa la pecora!

io: ed il lupo se la mangia!

seguito del racconto: infuriata della docente e seguito dalla preside che tuttavia non ricordo se fece qualcosa o no anche perché ero spalleggiata in tutto dalle tre professoresse suddette, insomma ero un peste; ogni tanto con le compagne uscivamo furtivamente da scuola, si diceva « fare la sega », ma si può scrivere? beh mi ricordo un paio di imprese, la più divertente:

andavamo a scuola sia la mattina che il pomeriggio perché non c’erano abbastanza aule, naturalmente al pomeriggio bisognava accendere la luce, un giorno c’era il compito di italiano, io andavo bene e non avevo problemi, ma alcune compagne avevano paura, allora che feci, CHE FECI? poiché ero figlia di un elettricista sapervo come fare: svitai con un cacciavite la protezione sulla presa della luce e staccai i fili di collegamento poi richiusi, allentare le lampadine l’avrebbero scoperto subito, il compito in classe non fu possibile farlo, i professori non riuscivano a trovare il guasto, dopo una settimana DICO UNA SETTIMANA! chiamarono l’elettricista che scoprì il problema, ma a me non arrivarono (era troppo complicato per una ragazzina di 12 anni), mi sono sempre sentita orgogliosa di quello che avevo fatto….eeehhhhhmmmm!  emoticone 

la seconda marachella veramente fu un po, almeno pericolosa, una compagna aveva dimenticato, non ricordo, forse il vocabolario a casa per il compito in classe, disse che  a casa non c’era nessuno, ma che la finestra dell’appartamenteo era aperta, andammo, c’erano due balconi contigui con l’appartamento vicino, ma il collegamento tra i due era solo il bordo di marmo esterno, stavamo al 5° piano, io passai da un piano all’altro entrai ed aprii alla compagna, prendemmo il vocabolario e tornammo a scuola, di questo fatto però non mi vanto perchè fu molto pericoloso, pensando alla mia famiglia mi viene ancora un brivido, ma dove avevo il cervello? (dove ce l’ho ora?) emoticone

alla scuola media....ero una peste! dans giovanetta 36_11_6

Publié dans:giovanetta |on 2 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

quando ero giovane ero molto carina,

quando ero giovane ero molto carina, non di una bellezza eclatante, ma agli uomini piacevo e quindi ero tentata anche io, tuttavia avevo fatto una promessa al Signore di appartenere a Lui per sempre e, quindi, avevo la difficoltà, anche perché se ci si consacra nel mondo ci si veste normalmente e non da suore, che, logicamente, mi facevano la corte, ho avuto sempre dentro di me questa difficoltà di dover rispondere di no agli uomini e, soprattutto, di rispondere di no a me stessa ed alla mia sessualità, è stato difficile, dico è stato perché oramai « è stato »;

 tuttavia anche quando, anche solo per qualche giorno, incontavo un ragazzo poi sentivo dentro di me una tensione verso Dio che era sempre più forte della tensione sessuale o anche verso lo stare in coppia; eppure il desiderio dentro di me mi dava dei momenti di grande tensione ed è stato un combattimento non facile; non ho mai fatto l’amore, qualche piccolo gesto si, ma alla fine, dopo quel primo momento non mi piaceva più;

credo di non essere stata mai innamorata veramente, Dio era sempre più bello, più dolce, più caro di ogni altra persona, certo qualche volta si sente bisogno della « coppia », della famiglia, di un marito e dei figli, ma spesso guardavo alle altre persone con altri sentimenti sia pure non ancora maturi, ma più vicini a Dio; 

qualche volta mi sembrava di non poter amare perchè non ero amata e per volontà mia, un giorno mi resi conto e, certo, il Signore mi illuminò, e capii che ero,  che dovevo amare al di la di quanto gli altri ti amano e chiedere a Dio di far assomigliare il mio modo di amare a quello suo; doveva esser logico, tuttavia, forse, avevo bisogno di arrivarci con il cuore o con la Sapienza di Dio; piano piano ho imparato ad amare in un modo nuovo, tuttavia all’inizio cercavo di pensare ad un persona come ad una sorella o una madre o a una figlia, o un fratello, un padre, un figlio, con il tempo mi sono accorta che, ossia  sto vivendo sempre di più che quando si ama con Dio, quando Lui ti mette dentro i suoi sentimenti, si amano le persone in tutti questi modi umani contemporaneamente;

mi sento ancora troppo limitata nell’amare le persone secondo Dio e questo è naturale, forse su questa terra non sarà mai possibile veramente, ma qualche volta capita che qualche persona mi dia un sentimento così, ancora solo mischiato male, ma che ti fa provare tutti i sentimenti, spero che il Signore mi aiuti e che posso amare secondo il suo amore sempre di più;

è un discorso difficile e non si riesce a spiegare bene, non si trovano le parole, ma è giusto che anche queste cose, si dicano;

Publié dans:giovanetta |on 28 juin, 2007 |Pas de commentaires »

a Natale facevamo il presepio

a Natale facevamo il presepio,  l’abbiamo sempre fatto fino ad oggi, una volta i personaggi erano piccoli e ci si metteva intorno un paesaggio, spesso quello di Roma, i più bravi partecipavano ai Concorsi dei « Presepi Romani » ed esiste ancora, io facevo il presepio con la carta roccia, mettevo i personaggi e le luci le metteva Papa, ero tanto contenta, poi uno zio che faceva dei bei presepi nella sua parrocchia mi disse che i miei non valevano niente, ma io avevo 11-13 anni che ricordi, ci rimasi molto male anche perché non si poteva fare un confronto;

poi, tutto sommato, quando ho rivisto da grande i presepi di mio zio mi sono sembrati freddi, era ben ricostruito un angolo di Roma, ma i personaggi sembravano messi in più, insomma il Natale sembrava secondario, mica che voglio essere cattiva, però, certo…;

poi mio zio faceva l’invito a pranzo a tutti i membri della famiglia, quelli stretti, faceva molte portate, associava i vini con la portata, poi ci scambiavamo i regali, non so perchè anche se li sceglievamo con cura quelli della mia famiglia non andavano mai bene;

tuttavia io rimanevo incanta davanti a certi presepi, c’era quello alla Basilica di Sant’Andrea della Valle che mi incantava, avevano costruito come un percorso in salita verso Dio ed intorno ci stavano gli angeli,  non so se quello che fanno oggi riprende anche in parte quello di allora;

poi a Roma c »era la tradizione che a Santo Stefano si visitano i presepi delle altre chiese ed allora il programma della giornata era fatto, qualche volta andiamo ancora a vedere i presepi delle chiese vicine, alcuni sono molto belli, sono migliorati da qualche anno, c’è stato un periodo che – non so a chi li avevano messi in mano  – ma i presepi sembrano quasi degli incubi, sogni della notte quando si è mangiato troppo, oppure orripilanti, in quel periodo, non sono molti anni, eravamo un po’ tristi, poi, credo, non sono sicura, che sia arrivato un ordine dall’alto, forse il Cardinale Ruini, ed i presepi sono tornati ad essere presepi, oggi molti cercano di ricostruire la stalla così come poteva essere o così come potrebbe essere oggi con gli attrezi da contadino, lumi antichi ecc;

non mi sono mai piaciuti i presepi napoletani, pieni di gente, lo sono che sono apprezzati, ma non mi piacciono, dovrebbero essere in teoria, credo, la nascita del bambino nel tempo presente con i problemi ed i personaggi attuali, ma c’è troppa gente, non corrisponde con il racconto della nascita di Gesù;  però se piacciono…;

c’è stato un periodo abbastanza recente che sembra che il presepio fosse tramontato, che non si facesse più, che era una cosa popolare, poi anche questo periodo è passato, addesso ritorna a fare il presepio anche su invito dei Vescovi di zona, gli stranieri spesso vanno a Piazza Navona che è ancora tutta piena di banchi a Natale (ma una volta c’erano più personaggi per il presepio, oggi ci sono più giocattoli, non che sia male, però…), insomma gli stranieri spesso comperano un presepio già fatto e se lo portano anche in nazioni lontane;

oggi, come ho detto ci sono meno personaggi e più giocattoli, però hanno aggiunto una giostra, autentica del 1800 mi sembra proveniente dall’Austria, se ricordo bene, con delle belle musiche, quelle allegre delle bande austriache, qualcosa francese, cioè un vero classico repertorio « da giostra »;

molti genitori ci portano i bambinini, però qualcosa mi sembra cambiato, forse manca l’entusiamo, magari c’è l’allegria, oppure sono io che sono cambiata, cioè sono cambiata sicuramente;

ho fatto qualche foto a Natale passato sia al mio presepio sia a quello delle chiese vicine (ci sono anche io ed io mio gatto, ma non dentro al presepio vicino l’alberto di Natale che oramai si fa tutti anche da noi;

le organizzo e poi posto qualche foto;

notte;

Publié dans:giovanetta |on 27 juin, 2007 |Pas de commentaires »

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