Archive pour la catégorie 'gatti – saperne qualcosa di più'

Confidenze di un gatto (cliccate sull’immagine è youtube)

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MIAO IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO

http://www.elenagarbugli.com/blog/miao-in-tutte-le-lingue-del-mondo/

MIAO IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO

gatti

Non vi siete mai chiesti se i gatti miagolano allo stesso modo in tutte le lingue?
Intendiamoci, non sto alludendo che possano “parlare” lingue diverse, ma sicuramente i gatti, come gli altri animali, capiscono i comandi nella lingua in cui sono abituati a sentirli e potrebbero non comprendere lo stesso comando in una lingua (e quindi in un suono) che non sono abituati a sentire.
Ma la mia domanda è: il loro miagolio è sempre lo stesso all’orecchio umano?
La risposta è no.
Ogni lingua ha un suo modo per definire e riprodurre il miagolio del gatto.
In effetti, quello che per noi suona come “miao“, per chi viene dal Regno Unito o dagli USA suona invece come “meow“.
Allora vediamo come miagolano i gatti nelle altre lingue.

Innanzitutto bisogna sapere come si dice “gatto” in altre lingue e qui sotto potete trovare un’immagine con la parola “gatto” in alcune lingue straniere:

Ed ecco come miagolano i gatti nelle altre lingue:
Italiano: miao
Inglese: meow
Francese: miaou
Spagnolo: miao
Tedesco: miau
Danese: miav
Ebraico: miyau
Finlandese: miau
Giapponese: nyan nyan / nyaa nyaa
Greco: miaou
Olandese: miauw
Russo: miyau
Svedese: mjan mjan
Turco: miyav
Ungherese: miau

E le fusa?
Anche il suono delle fusa risulta diverso all’orecchio delle persone!
Italiano: prrr
Inglese: purr
Francese: ronron
Spagnolo: rrr
Tedesco: srr
Danese: pierr
Finlandese: hrr
Giapponese: goro goro
Olandese: prrr
Russo: mrrr
Ungherese: dorom

Curioso come un suono possa risultare relativo e diverso a seconda di chi lo ascolta.
Allora, il vostro gatto fa “miao” o “meow”? ??

in Giappone un’isola dei gatti

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immagine originale e sito

http://www.focus.it/ambiente/animali/aoshima-lisola-dominata-dai-gatti

I gatti nell’antico Egitto (Articolo link)

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https://buongiornoegitto.wordpress.com/2015/10/25/i-gatti-nellantico-egitto/

Publié dans:gatti - saperne qualcosa di più |on 19 février, 2017 |Pas de commentaires »

LINGUAGGIO FELINO : LE FUSA

http://moomylechat.altervista.org/linguaggio.htm

LINGUAGGIO FELINO : LE FUSA

Contrariamente a ciò che si possa immaginare, le fusa feline hanno molteplici significati.

Prima di tutto esse esprimono contentezza, serenità e stato di appagamento, infatti, le fusa dei gatti sono spesso accompagnate da un atteggiamento rilassato, con occhi socchiusi ed hanno la capacità di trasmettere le stesse sensazioni e lo stesso stato di benessere a chi li circonda. Non a caso, grazie a recenti studi, vengono considerate un ottimo « rimedio » allo stress.

Sicuramente si tratta della primissima forma di linguaggio fra la mamma e i suoi cuccioli, che poi il gatto adulto utilizzerà anche con l’uomo per dimostrargli il suo affetto.
Le fusa rappresentano quindi uno dei primi “dialoghi” tra mamma gatta e i suoi piccoli. La micia infatti inizia a fare le fusa durante il parto e poi i cuccioli appena nati avvertono le vibrazioni, insieme al calore del corpo, e riescono ad orientarsi raggiungendo il ventre materno per la poppata. Allo stesso modo i gattini, già dopo il secondo giorno di vita, ricambiano le fusa alla madre per comunicarle la propria presenza e la propria necessità di nutrimento e protezione.

Le ripercussioni dell’emissione delle fusa sono positive su tutto l’organismo del gatto: contribuiscono alla circolazione dell’aria nell’apparato respiratorio e a migliorare la circolazione del sangue in tutto il corpo.

Sembra che i gatti, mentre fanno le fusa, producano endorfine, sostanze prodotte dal cervello, dotate di proprietà tranquillizzanti simili a quelle della morfina e dell’oppio. Alcuni gatti, mentre fanno le fusa, sollevano la terza palpebra; altri « fanno la pasta », esibendosi in quel tipico movimento alternato delle zampe anteriori, come il gattino quando succhia il latte materno (infatti questo movimento viene detto anche « danza del latte »).

Ma un gatto purtroppo non fa le fusa solo per manifestare uno stato di benessere o di grande soddisfazione, infatti esse vengono emesse anche da soggetti malati o irrequieti. In questi ultimi casi è probabile che le fusa servono a calmare l’animale o siano una sorta di richiesta di aiuto.

Le fusa restano comunque ancora un mistero! Ancora non è chiaro come il gatto riesca a “produrre” le fusa, visto che i felini non sembrano possedere un organo dedicato esclusivamente ad esse.
L’ipotesi più diffusa suppone una contrazione molto rapida dei muscoli della laringe, che comprimerebbe e dilaterebbe la glotta facendo vibrare l’aria che passa. Secondo questa prima teoria, la più probabile, le fusa verrebbero dunque emesse dalla laringe, dal diaframma e dalle corde vocali.
Secondo un’altra teoria, le fusa sono dovute a vibrazioni della cassa toracica in seguito a turbolenze del sangue all’interno della vena cava.

Una cosa sola è certa, non è semplice non restare affascinati e non lasciarsi trasportare da questo dolce e delicato « ron-ron » che il nostro gatto produce per trasmetterci tutto il suo amore.

 

Swimming cats (altre foto veramente belle sul sito)

 Swimming cats (altre foto veramente belle sul sito) dans gatti swimming_cats_05

http://acidcow.com/pics/10932-swimming-cats-part-2-30-pics.html

gatto di razza « Bengala », Il gatto Bengalese è la prima razza ottenuta dall’incrocio di un gatto domestico con un felino selvatico (il gatto leopardo).

gatto di razza

 http://www.canigattieco.com/gatti/razze-gatti.aspx?id_articolo=5

IL GATTO – STORIA

dal sito:

http://digilander.libero.it/eonkaimi/gatto/home.html

IL GATTO  – STORIA

Si ritiene che il più antico antenato del gatto risalga a circa 50 milioni di anni fa e si chiamava miacis. Da esso, 30-40 di milioni di anni fa, si evolsero l’hoplophoneus ed il dinictis. Il diretto antenato del gatto è lo Smilodon. che comparve circa 25 milioni di anni fa. Dal dinictis evolse il pseudailurus che era molto simile un gatto. Da esso, 18 milioni di anni fa apparve il primo animale moderno del genere felis da cui derivano tutti i gatti: l’acinonyx.I primi gatti moderni ad apparire furono il gatto di Martelli ed il gatto di Pallas. Il gatto di Martelli e’ attualmente estinto, ma il Manul (o gatto di Pallas) si puo’ trovare ancora oggi in alcune regioni dell’Asia. Il gatto selvatico di Martelli era diffuso in tutt’ Europa e in alcune parti del Medio Oriente. Scomparve probabilmente circa un milione di anni fa, ma presumibilmente fu il diretto progenitore dei piccoli gatti selvatici moderni, da cui si sarebbero poi sviluppati i gatti domestici. Tra i suoi discendenti c’era infatti il Felis silvestris, la cui comparsa nella storia dei gatti si colloca tra 600 000 e 900 000 anni fa. Si diffuse in tutt’Europa, in Asia e in Africa e diede origine: al gatto selvatico comune (Felis silvestris), al gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica) e al gatto asiatico del deserto (Felis silvestris ornata).
Altri gatti sono oggi rarissimi o estinti come il gatto baio (bruno) ancora oggi presente ma rarissimo, vive nel Borneo, o il felis shawiana forse presente solo in sparute colonie nel Turkestan.
Si suppone che il gatto domestico derivi dal gatto selvatico africano, con qualche possibile ascendenza al gatto del deserto.
Tra i 10.000 e 9500 anni fa resti di topi domestici sono ritrovati all’ interno di antichi granai in Israele e i gatti cominciano ad avvicinarsi agli uomini in cerca di topi. Circa 9500 anni fa è la prima sepoltura di un uomo accanto a un gatto a Cipro: qui comincia il viaggio del gatto domestico.
I graffiti e le sculture fatti 5.000 anni fa mostrano i primi segni di un vero rapporto tra uomo e gatto. Gli Egiziani lo importarono dall’Etiopia, lo chiamarono miu, emu o mau. Macedoni e Fenici abili mercanti, erano usi esportare dall’Egitto ogni specie di animali come i cani, i leoni, i volatili ed i gatti. Inizialmente quest’ultimo fu commerciato solo come curiosità.
I primi ad interessarsi al gatto furono le ricche famiglie greche che lo apprezzarono come animale curioso, forse da compagnia e ben presto venne sostituito alle fameliche faine sulle navi da cargo usate per la caccia al topo. Tuttavia presso i greci il gatto non divenne mai un animale importante.
ll gatto arrivò a Roma più tardi rispetto alla Grecia anche se nei reperti archeologici degli etruschi sono state ritrovate piccole statue in pietra raffiguranti un gatto. Presso le popolazioni romaniche, il gatto non ebbe lo stesso successo che ebbe tra gli egizi. Anche i Romani, come i Greci, erano soliti usare altri carnivori, come la donnola, la faina e la martora, per il controllo dei topi. Il popolo romano negli animali ammirava la forza e la mole. Appassionati di circhi e combattimenti importavano dall’Africa prevalentemente grossi felini e altri animali feroci di grossa taglia. Ugualmente desiderarono avere i gatti come animali da compagnia. Durante le campagne di conquiste i romani li portarono con sé contribuendo alla sua diffusione in tutta Europa.
Il gatto viene menzionato in testi indù. Nel nord dell’ india veniva adorata la dea Shashti, protettrice della maternità e dei bambini. Secondo una credenza indiana il gatto nell’ utima delle sue 7 vite sarebbe i ngrado di partorire 28 cuccioli. In generale esso viene visto come ambiguo: giocoso ma anche infingardo, amichevole ma anche egoista. Il gatto Ornato ( Felis Silvestris ornata) detto anche gatto del deserto indiano è probabilmente all’ origine del nostro gatto di casa. Furono le grandi civiltà dell ‘Indo e mesopotamiche ad addomesticarlo
Nei primi secoli che seguirono l’impero romano il gatto era diffuso in tutta Europa come guardiano dei granai.
Successivamente il suo modo di essere misterioso lo fece diventare animale demoniaco e spessissimo veniva torturato ed ucciso. Ironicamente la quasi estinzione del gatto favorì il proliferare dei topi che, come sappiamo, erano legati al la diffusione della peste.
Dopo il 1400 nelle zone rurali, presso nobili e proprietari terrieri, dove l’ influenza cattolica era meno presente, il gatto fu apprezzato come animale da compagnia.
Durante il rinascimento il gatto iniziò a riguadagnare il suo spazio come animale da compagnia. In Francia ed in Inghilterra divenne alla moda possedere un gatto. In alcune regioni d’Europa l’uccisione volontaria di un gatto divenne reato e in alcuni diritti fondiari, di questo periodo, venne addirittura dichiarato utile, se non obbligatorio, possedere un gatto nelle tenute agricole.
Nel 1871 avviene la prima esposizione nella quale vengono messe in mostra le razze selezionate dall’ uomo, al Crystal Palace di Londra. Nel 2006 l’ azienda Allerca crwa il primo gatto ipoallergenico

Publié dans:gatti - saperne qualcosa di più |on 20 octobre, 2011 |Pas de commentaires »

È opinione diffusa che il gatto Abissino sia un discendente in linea diretta dei gatti degli antichi Egizi…

È opinione diffusa che il gatto Abissino sia un discendente in linea diretta dei gatti degli antichi Egizi... dans gatti gatto-abissino

proveniente dall’Abissinia, questo gatto fu introdotto in Europa nel 1860, ed ebbe modo di moltiplicarsi grazie alla passione di alcuni allevatori inglesi, che nel 1929 ne fissarono lo standard com’è riconosciuto oggi. Si ebbe la quasi totale estinzione della razza a causa della prima e della seconda guerra mondiale, e tra gli anni 60 e 70 a causa della leucemia felina. Oggi è uno dei gatti più ricercati, in special modo in Nord America.
L’Abissino ha la testa allungata, leggermente a triangolo, ha il naso scuro orlato di nero, le orecchie grandi e tondeggianti e gli occhi possono essere gialli, verdi o a nocciola. Possiede un corpo molto armonioso, lungo e magro, con zampe sottili che gli permettono movimenti molto aggraziati; il pelo è corto e molto fitto, anche nella coda. I colori più comuni per il mantello sono l’arancio/bruno con picchiettature nere, e il rosso rame con maculature marroni; esistono, inoltre, varietà rarissime azzurre o crema
.

http://www.tuttozampe.com/gatto-abissino/425/

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