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oggi un pranzetto e via a casa

credo di non avervi raccontato dei nostri « pranzetti » nelle trattorie romane e del « classico » aperitivo prima, ricordi di Papà;

sì è così, di solito al Sabato, ma se capita anche in altri giorni, andiamo a mangiare in qualche trattoriola romana, niente di particolare fino a qui, di particolare c’è che questo non  è solo un momento di relax, ma un ricordo ed un insegnamento di Papa; è stato lui che ci ha insegnato ad andare a mangiare fuori quando ancora non si usava tanto a causa della guerra finita da poco; certo la tradizione a Roma c’era; Papà quando era solo,  di mattina andava in quelle mescite di vino che oggi non ci sono più o si sono trasformate in « Enologie con assaggio », si prendeva un bicchiere di vino e ,allora si usava che avevano sempre a disposizione un uovo sodo, Papà faceva colazione così; io mi sono ridotta (guai a chi me lo tocca!) al caffé quotidiano quando mi alzo non me lo toglie nessuno; poi Papa ci portava sia nelle trattorie dei Castelli Romani, sia a Roma centro; Papà preferiva queste anche perché gli dava fastidio – e molto – andare nelle trattorie un po’ più di lusso (a parte il prezzo) anche perché (allora si usava così) il camaeriere stava sempre dietro, se appena facevi una pausa tra un boccone e l’altro ti toglievano il piatto di sotto quando pregustavi già il seguito…una rabbia…poi non si usava prendere, come oggi, anche un solo piatto con una bibita, dovevi prendere: primo, secondo, contorno, formaggi, frutta, dessert; oggi noi prendiamo un piatto che di solito è pastasciutta, perché anche se c’è una portata buona e magari particolare, la pastasciutta ci attira sempre come una calamita;

oggi anche siamo andate a mangiare fuori, contavamo di mangiare in un posticino carino non troppo caro, vicino a Campo de’ fiori, era chiuso per ferie, allora, dato che avevamo fame e tanto presto non era, siamo andate sul sicuro, non eravamo lontane da piazza Navona, dietro la piazza, a Piazza Pasquino (quello che una volta parlava contro il governo e altro, però quando c’era il Papa, oggi non è più divertente, la satira politica è diventata uno sport nazionale, anche se qualche volta giustificato, ma che non diverte più nessuno) ancora oggi qualcuno fa parlare la statua, tuttavia, come ho detto non è più divertente, a Roma si direbbe: « c’è più da piagne che da ride »;

in poche parole abbiamo mangiato bene vicino a Pasquino, robba bona e cucinata bene, e poi ho digerito tutto;

non vorrei fare reclame, ma in questo caso forse si può data la serietà e la consistenza del « Campari soda », ripeto che non faccio reclame che tanto non hanno bisogno di me; allora prima di mangiare andiamo a prendere l’aperitivo che prendiamo da tempo immemorabile, come sembra, oramai, il dopoguerra; sapete ha proprietà inaspettate, per esempio: mette pace in famiglia;

poi andiamo a prenzo in qualche posto sempre al centro di Roma, cioè in quelli che si chiamano i « Rioni », certo per l’Assunta andremo a pranzo fuori, ma dato che prima andiamo a Messa dopo conviene stare vicino casa, non ci sono dalle parti nostre le classiche trattorie romane, tuttavia ci sono alcune trattorie dove si mangia bene e sappiamo che cucinano cose buone e fresche, vale la pena di restare vicino casa;

io quando ero giovane bevevo più vino, anche troppo, ora ne bevo poco,  dopo che fui operata di un tumore maligno mi venne un ulcera, sapete come l’ho curata? dunque non sapevo di avere un ulcera, ci trovava ad agosto in villeggiatura, ad un certo punto mi presero dei dolori allo stomaco fortissimi, dissi a mia sorella (rimedio sempre efficace) vai a prendere una bottiglia di cognac che mi farà bene, nell’attesa stavo seduta per terra dal dolore, mia sorella arrivò con il Cognac io ne bevvi forse due bicchieri, NON SONO ANDATA ALL’OSPEDALE, MI È PASSATO TUTTO DI COLPO, finita la villeggiatura, andai dal medico il quale mi disse: hai l’ulcera! devi fare subito l’analisi (col sondino), me lo disse così, semplicemente, come quando andai a dirgli che avevo una palla da Tennis nel seno destro, mi disse, pacioso, è un tumore maligno, forse un carcinoma, di misura com…(e ci azzeccò in pieno anche con le misure) vai di corsa in ospedale perché se vai avanti potresti anche morire; 

andai all’ospedale, mi operarono, una delle dottoresse (bontà sua) volle dirmi (forse per consolarmi) che forse dovevo morire, gli risposi: già lo so; poi il Signore mi ha aiutato è andato tutto bene e sto ancora qui a raccontarlo;

ma non volevo finire con il raccontare questo episodio, volevo finire con il pranzo di oggi, niente di speciale, ma molto ben cucinato: io ho preso gli spaghetti col pesto (fatto da loro veramente) e poi un tortino di patate che lo fanno molto bene; mia sorella i pomodori con il riso e poi un insalata mista che, era talmente tanta che neache lei che è una specie di capra è riuscita a finirla, io ho bevuto acqua, mia sorella un bicchiere di Chardonnet (si scrive così?  noi sappiamo come si beve),  alla fine un dessert di panna cotta con sopra « resina di Pino », la resina di Pino era buona, la Panna cotta non sembrava proprio panna cotta, ma pazienza, poi via a casa;

e per oggi basta;  

Publié dans:oggi |on 4 août, 2007 |Pas de commentaires »

pensieri cattivi, propositi buoni

ho voglia di raccontare qualcosa così come viene, piccoli appunti di giornate afose e piene di cose da fare, anche piccole cose, e di malesseri frequenti;

appunto,  il caldo sembra attenuarsi  in alcune ore, poi riprende con tutta la sua forza, io faccio fatica a sopportarlo, ho già avuto due colpi di calore e poi si ripercuote sulla stanchezza generale, ho avuto e ho, dei dolori lombari piuttosto forti e una sciatalgia, sono andata dal medico, mi ha dato delle pasticche da prendere, ma mi hanno disturbato lo stomaco, poi io sopporto poche medicine, faccio fatica a camminare perché i dolori si diffondono sulle gambe e mi danno difficoltà a camminare; sto prendendo delle medicine di erboristeria consigliate anche da reumatologi, faccio esercizi di stretching, e oggi ho comperato i cerotti quelli che si mettono dietro perché sembra che facciano bene, vedremo;

in più mi sento stanca di alcune cose che mi porto dietro, cioè sto cominciando a metabolizzare, ossia a vivere nel Signore i dispiaceri passati, e sto cominciando a pensare, come pensiero oramai diventato mio che le persone che mi hanno fatto soffrire sono persone da amare perché questo è l’insegnamento di Cristo, amare i nemici, non vuol dire non fargli del male, ma amarli veramente e, forse, Dio mi sta insegnando ad amare anche i nemici come li ha amati lui, forse;

ci sono, però, cose che dovrebbero essere piccole, dei dispiaceri piccoli che pure appunto, mi dispiacciono, avevo parlato della poesia e di un sito al quale partecipo,  gli altri possono commentare le tue poesie, e fin qui sarebbe una cosa buona, ma: intanto poesie io sul sito, con tanti poeti, non ne vedo, solo ma solo di distorcere la lingua italiana al fine di comporre  qualcosa che sembri poesia, e si illudono che lo sia, io ci provo, ma con serenità, credo che gli sono antipatica, anche perché tutto sommato sulla poesia, come sulle altre arti sono preparata, non tanto a comporre, ma a saper valutare si, non per nulla ho fatto lettere e filosofia e bene, dove si studia anche il linguaggio della poesia, il senso profondo;

quante belle poesie sono composte di parole semplici e sono quelle più perfette, e nel linguaggio, per noi difficile perché antico di Dante, in fondo quanto sono semplici le sue strofe, qunto sentiti i palpiti del cuore, l’avevo lasciato quel sito, e ci sono ritornata, ma perchè?, forse mi fa’ piacere partecipare, ma in fondo giudico e giudico non positivamente quei cosiddetti poeti, se la poetessa che ha aperto il sito legge quanto scrivo si dispiacerà, ma io la consideravo amica, ma non è andata così, anche oggi ho postato un piccola cosa, ma mi devo decidere ad allontanarmi come avevo già fatto, non riesco a partecipare;

i Blog vanno bene considerando che siamo ad agosto ed una flessione di « ascolti » c’è naturalmente, poi, magari pochi, ma specialmente i francesi mi scrivono, spesso poche parole, ma sento che leggono, che partecipano, e scrivono con il loro consueto pudore, la loro cortesia, il loro stile e la loro lingua sempre affascinante;

con le persone sto comincindo a rapportarmi meglio,  anche ad accettare l’imperfezione degli altri e, naturalmente, la mia, non so perché forse vorrei degli amici dei fratelli nel Signore perfetti o almeno quasi e non è così, ti danno dispiaceri, e a Roma dove di piccolo non si può considerare niente, chi è il prossimo? è la domanda eludente fatta a Gesù, eppure a volte me la faccio, chi sono i « miei », forse in comunità più piccole è più facile e più difficile, ma a Roma, dove molti frequentano la parrocchia solo qualche volta per portarsi nelle Basiliche più belle, cioè sono tutte belle, sia le maggiori sia le minori (perché noi romani siamo un po’ basilicari) allora chi sono i tuoi? quelli della celebrazione certamente, ma poi solo raramente e pochi li ritrovi,  o i tuoi sono i vicini di casa, quelli che lavorano nei dintorni, ma quali sono  i dintorni? dov’è il confine, in fondo è belloe perché c’è la possibilità di comunicare con molti, con tanti, in fondo è difficile perché raramente ti rivedi con le stesse persone; se si fa una scelta, poi di un gruppo di persone, in fondo ci deve essere un motivo in più oltre la vicinanza materiale, a Roma mi sembra che ci deve essere un motivo in più per essere amici, di vivere, di esser fratelli con gli altri, anche se a volte lo provo, non è spesso esprimibile;

c’è un po’ di tristezza, di delusione generale per tutte le cose che sono accadute e non si sono risolte mai, sembra quasi che quelli che hanno fatto la guerra abbiano vissuto un periodo meno difficile del nostro, stretti tra le maglie di difficoltà di ogni genere, di pensieri urlati al vento come verità e poi, quanto facilmente e amaramente ci accorgiamo che erano menzone, propositi costruiti per i personali interessi, e non parlo solo di politica, ma un po’ di tante cose;

quanto sarebbe bella la semplicità, la verità, l’umità, tutte queste cose che sembrano disusate, spesso allora mi rivolgo ai santi, almeno loro bugie non me ne dicono, io non ne dico a loro, ma non ho le virtù del cristiano, la cosa più grave è la tristezza, e la tristezza fa parte dei vizi capitali, molti non lo sanno neppure, ma è il sentimento che i primi cristiani, speciamente i Padri del deserto ma non solo, combattevano più aspramente, come peccato grave, poi, basta poco, il sorriso di qualcuno che amico e fratello lo è veramente e tutto passa;

riprendo il discorso della poesia, c’è una poetessa su un sito francese, un po’ compone lei, un po’ riporta, citati, scritti di qualche grande poeta, e per grande intendo grande: Charles Peguy, Baudelaire, la grande poetica francese, e quanto ella stessa somiglia a loro, come accompagna con cura ogni scritto con un’immagine affascinante, come è « charmante » lei e tutto quello che fa, noi spesso buttiamo li le nostre parole, le nostre convinzioni, i nostri affetti, come i cavalli lasciavano cadere in strada i loro bisogni prima che gli mettessero le mutande; si abbiamo messo le mutande ai cavalli, ma ce le siamo tolte noi, scusate non me la prendo con nessuno, volevo espirmere i miei pensieri, e vogliono essere uno sguardo, in questo momento amaro, su quello che mi circonda, se riesco a guardare le cose in modo diverso, se Dio mi aiuta, lo farò, ma adesso lo so che sono in difetto, in peccato di tristezza e di giudizio, cerco le cose belle, gli amici, ma li trovo solo nella creazione e nei santi, certo, solo Dio lo sa se lo è, ma metto tra i santi anche Papa Benedetto;

spero di ritrovare la pace nel senso di sentire come Dio, ora lo so che non è così, pregherò, non so che altro fare;

Publié dans:oggi |on 3 août, 2007 |2 Commentaires »

io e la liturgia

c’è qualcosa che sto finendo per tralasciare, ossia il rapporto con la Chiesa; io sono stata sempre credente e praticante, quando ero piccola con i sacerdoti mi trovavo, erano un po’ paternalistici, ma aiutavano, poi molti sono stati « scombinati » dal Concilio Vaticano II, perché, ma io non voglio fare una critica ne’ un esame della situazione non ne sono in grado, dico un poco quello che ho sperimentato; molti si sono buttati a fare cose completamente nuove tralasciando il buono che c’era, in questo caso soprattutto alcuni gruppi ecclesiali; alcuni si sono barcamenati facendo fatica a trovare una effettiva collocazione ecclesiale alla liturgia, altri, pur cercando di seguire in Concilio in buona fede, facevano concretamente le cose che hanno fatto tutti e che sono sembrate giuste, girare l’altare verso il popolo ed altro, tuttavia molti, fino a poco tempo fa non avevano studiato l’Antico Testamento, e, a tutt’oggi, non tutti sono preparati, perché stanno preparando bene i giovani dei quali alcuni ormai sono parroci o altro, ma non sono a sufficienza, poi ad alcuni di questi manca un po’ di esperienza, comunque in genere sono bravi; alcune famiglie religiose come gli agostiniani, parlo perché li frequento e li conosco, specialmente le famiglie maschili, sono riuscite a trovare un equilibrio sia liturgico, sia a portare la parola con quella ricchezza a cui invitava il Concilio Vaticano II, in buona parte anche altre famiglie, ma io conosco soprattutto i francescani ed un poco i domenicani che entrambi hanno fatto del loro meglio, del disagio si avverte così come una differenza di vedute, di desiderio di vivere la liturgia in modo diverso, un po’ tra giovani e più anziani, un po’ le abitudini, oramai radicate, che oramai, a distanza di tanti anni dal Concilio, possono essere sia di aver completamente escluso il latino e i canti diciamo armoniosi per infilarci la chitarra, che io non sopporto in chiesa anche se l’ho studiata un poco, perché poi non si tratta, secondo me di privilegiare dei strumenti musicali, quanti di saperli suonare bene, può essere sgradevole anche l’organo se viene suonato male e capita;

ma non è solo questo il discorso, anche io ho fatto gli studi di teologia, e la biblica si è fatta bene, anche se è stata un po’ anatomizzata e spezzettata come dice – meglio di me – Papa Benedetto – comunque ho trovato sempre dei buoni biblisti, ottimi, e questo si è bene riversato nella Chiesa, l’apertura verso il mondo ebraico è certamente stata ed è una ricchezza incalcolabile, così un migliore rapporto di vicinanza con la Chiesa Cattolica di Rito Bizantino e quella Ortodossa;

molto, ma molto e molto, sta facendo Papa Benedetto, sia per dare delle indicazioni liturgiche chiare, che derivano soprattutto da un accogliere la liturgia dalle mani di Dio e non da una sorta di « fai da te », l’apertura grandissima, intelligente e sapiente, sia verso il mondo ebraico sia verso la Sacra Scrittura ebraica ed i commenti alla Scrittura degli ebrei, ripeto un ricchezza enorme;

io, però, per l’età che ho probabilmente, ho vissuto sia il preconcilio ed ero contenta, non c’era niente da buttare, era da rinnovare questo si; poi il dopo Concilio, nel quale un po’ frettolosamente si sono fatte forse troppe cose, comunque sono stata contenta lo stesso, poi, ad un certo punto, come molti si saranno resi conto, di un certo post Concilio esasperato e forzato ci si è stancati, e molti stanno cercando una forma giusta, e la forma giusta è quella che sta insegnando Papa Benedetto, intanto niente si butta e poi la liturgia nasce dalla vita e dall’azione di Gesù Cristo, quindi si segue quello che ha fatto lui e non delle idee o fantasie; magari esperienza personale si, insomma, pur trovandomi vicino a le chiese, o forse per questo, tra le più importanti di Roma senso disagio;

tanto per dire e non fare nomi, se vado di fronte (sempre casa mia) l’Antico Testamento spesso non viene commentato, magari per prendere delle persone di una certa statura morale che però sono un po’ anziani, se vado di fronte un po’ più a destra, c’è un ottimo, giovane sacerdote, che, però, si lascia trascinare dai vecchi giovani (non i giovani) che hanno in mente solo una celebrazione superciacchierata con musiche che non si fanno più neanche ai bambini; se mi sposto ancora a destra c’è una bella liturgia, ma è bella perché ci sono degli ottimi sacerdoti, l’ambiente, le persone forse, non so,  costringe a non perfezionare questa liturgia con i tempi di silenzio ed un canto che la situazione consentirebbe un poco più elevato;

con questo non sto facendo delle critiche sto cercando di raccontare la mia esperienza, cioè il Concilio l’ho visto nescere e crescere finire e maturare, non è stata una cosa che mi sono trovata già fatta, e ho potuto vedere le trasformazioni, e vedo che c’è tanta gente che va in chiesa e che ha tanta pazienza con i sacerdoti, e vedo i sacerdoti che hanno tanta pazienza con noi, forse manca una maggiore capacità di incontrarsi e comprendersi;

io credo, e forse già lo avrete capito, che il papa Benedetto è una grande dono per la Chiesa, per quello che lui è, per quello che insegna, per quello che fa, e per la liturgia che sta cercando di mettere in ordine;

comunque io ho deciso una cosa, sempre con l’aiuto di Dio, che alla messa domenicale vado un’ora o più prima, perchè le prime messe delle 8, delle 9, ed anche delle 10 sono quelle meno sovraccariche di problemi, forse c’è più unformità tra le persone che partecipano e si forma l’Assemblea anche quando le persone non si conoscono per niente;

credo di aver detto molto, mi manca di ringraziare Dio per tutto quello che mi ha dato, in questo tempo di rinnovamento (e mutamenti rapidi); Ringrazio Dio per tutto quello che mi ha dato e gli chiedo pedono se sono un po’ criticona;

Publié dans:ieri, oggi |on 29 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

Marta, Maria e il sì della Madonna (e io?)

oggi il vangelo ci propone il racconto di Marta e Maria ed il discorso che fa loro Gesù, molte volte, e per questo lo scrivo, mi sono domandata quale era il mio posto: tra le pesone attive o contemplative? ossia io me lo sono domandata, così, al di là delle interpretazioni bibliche, ossia non è un’interpretazione sbagliata, ma non può essere l’unica;

detto questo, sì io chi sono? Marta o Maria, io tendo verso la contemplazione, verso la preghiera, verso il silenzio, pure sono attratta non tanto dalle cose da fare per Dio e il prossimo, ossia di vita attiva, quanto a fare, a risolvere problemi, ad intervenire quanto ci sono cose che non vanno, a mandare a quel paese le persone moleste (invece di sopportare pazientemente) e ce ne sono tante;

io so che in fondo è stato sempre così, ho cercato il colloquio con Dio, e spesso mi sono sentita vicina a lui, magari attraverso la mediazione di qualcosa della creazione, di un immagine sacra, dei sacramenti, è bello stare con Dio, come dice il salmo « un giorno nei suoi atri è più che mille altrove » (a memoria, non controllo il numero del salmo), tuttavia è come uno sforzo immane, qualcosa di difficile spiegazione, cerco di concentrarmi, di pregare o di stare in silenzio, la realtà è che se Dio non interviene e mi viene incontro è impossibile un vero colloquio con lui;

qualche volta aiuta il rosario, io lo comincio poi piano piano, a volte non sempre, le parole se ne vanno dalla mia testa ed incomincia a parlare Dio, spesso è serenità e gioia che è difficile tramutare in parole, qualche volta pono poche parole che mi dice, anche solo una, qualche volta intervengono i santi, quelli che amo, un giorno ho avuto come un falsh c’era San Paolo che mi diceva « mi vuoi seguire? » ed io (figurarsi san Paolo!) gli ho detto subito di sì, poi mi sono domandata in che modo ed ho atteso lui, credo che lo seguo nell’amore per il Signore, nella sofferenza, nell’umiltà, ossia mi sta insegnando a non essere io la protagonista della mia vita con Dio, ma Dio stesso devo lasciare che si metta al centro della mia vita;

ho fatto questa riflessione, non so se può essere anche una riflessione sul vangelo di oggi, ma credo di sì, in fondo Marta non stava facendo cose sbagliate era Maria che: « aveva scelto la parte migliore »;

ma c’è qualcosa che ho capito, e l’ho capita anche leggendo alcune storie di santi, quando non riesco a pregare con questa profondità di unione con Dio non devo lasciare di tentare, si continua a pregare anche solo con le parole, con i salmi, con il canto ( io sono stonata), anche se sembra di dire solo parole, e forse in quel momento è così, mi sembra, però, che sia un modo per dire a Dio quel « Fiat » che si può dire solo con il suo aiuto , ma il nostro consenso ci vuole, c’è qualcosa che si rischia nella vita cristiana: di dimenticarsi quel « sì » di Maria, senza il quale Dio non può fare nulla e, con il quale Dio può tutto, far nascere Gesù dentro Maria e dentro di noi;

Publié dans:oggi |on 22 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

cose strane di condominio

io ho qualche difficoltà sia materiale, ossia che non trovo il tempo di fare  niente e poi con il caldo faccio fatica, sia psicologica nel senso che mi accorgo che sto: « mutando pelle », sì, è normale che si cambi, ma qualche volta ho la sensazione che deve avere un serpente quando fa la muta, credo che sia una cosa bella levarsi di dosso la pelle vecchia per una nuova, però qualche volta penso che quella nuova può non essere migliore della vecchia, lo spero, ma poiché mi sento più forte ho l’impressione che farei a botte ogni volta che qualcosa non va, ma non ci devo neanche pensare, sia perché sono una donna e alla fine ci rimetterei, sia perché non si finirebbe più di dare cazzotti a destra e a manca;

poi vorrei essere cristiana ed amare non solo i nemici come dice Gesù, Gesù però non ci ha detto come fare con i rompiscatole, dove si mettono? tra gli amici….mmmmm…tra i nemici…mmmmmm…tra il prossimo come nel Samaritano della parabola, è si forse;

vorrei parlare della mia fede, delle cose belle, ma purtroppo mi vengono i mente i fatti, dunque IL CONDOMINIO, mi posso contentare: quelli sul piano mio sono persone gentili e corrette, ed in genere le due scale del mio palazzo;

però: c’è una donna che strilla sempre, deve portarsi dentro dei ricordi terribili, è stata ricoverata alcune volte, ma urla in un modo che fa tra pietà e rabbia, poi fino a qualche tempo fa la sentivo urlare dentro casa, come usciva cambiava completamente, ci incontravamo al bar sotto casa e ci salutavamo con un correttezza che sfiorava il Galateo di Mons. Della Casa, ora quando esce se la prende, ed urla, con quelli che passano, nessuno vuole fare niente perché come ti muovi si rischia il ricovero, ma questi giorni, se per strada se la prende con qualcuno invece di andare in un ospedale finisce in guardina, non so che fare, forse potrei parlare con il parroco perché ci sono delle persone, cattoliche specializzate per questi casi, dovrei andarci, ci andrò;

il racconto precedente è triste e molto, tuttavia qualcosa di un po’ più umoristico c’è: io ho le finestre sul cortile, ma è un cortile grandissimo che prese tre palazzi « attaccati » l’uno a l’altro, dalla parte destra ci sono famiglie giovani giovani o giovani mescolati boh! che fanno una caciara tale che poveracci chi ci abita vicino, io  se chiudo i vetri non li sento;

da qualche parte che non riesco ad identificare ci sono forse due giovani, almeno un ragazzo ed una ragazza (almeno) che ogni tanto….lo « fannno strano » e si sente per tutto il cortile, poi qualcuno, un uomo in genere gli strilla di piantarla e forse continuano più silenziosamente, credo, una volta ho provato a dirgli qualcosa io dall’alto dei miei 65 anni, ma mi è venuto da dire: « non potete, invece di strillare, magari mugolare o altro? » non credo sia servito se non si sono messi a ridere;

per fortuna non abbiamo il « capataz », ossia ci sono delle donne di una certa età (ma ce l’avrei anche io…o no?) che ogni tanto vorrebbero mettersi a capo di qualche rivolta che alla fine spesso consiste nel rischiare una causa per una riga nera sul muro bianco;

forse devo piantarla così altrimenti chissà che mi viene da raccontare già ho detto troppo; 

Publié dans:oggi |on 20 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

cerco di spiegare il senso di qualcosa che vivo e che amo, ma non so se ci sono riuscita

conoscete il Colle Oppio? chi è di Roma si, altrimenti il colle Oppio si trova, venendo da San Giovanni (più o meno)  poco prima del Colosseo, è uno dei « Colli » originari di Roma, ora è diventato, recentemente, zona archeologica, comunque c’ è un giardino che non saprei dire dove comincia perchè vi sono delle strade che non so se considerare nel colle, comunque finisce sulla strada che va al Colosseo;

ma non volevo farvi una lezione di archelogia anche perché, come tutti i romani, vedo le cose belle, le ammiro e diro dritta, non sarei mai un buon cicerone, volevo raccontarvi di quello che c’è prima, ossia tra via Merulana dove abito ed il Colle Oppio, niente di particolare, ma per essere centro e particolarmente trafficato e caotico, queste stradine hanno qualcosa di particolare, sono silenziose, verdi e tranquille; anzi più che verdi sono colorate, vi sono file di – credo – alberi oleandro – ossia, sempre credo che l’oleandro possa essere anche un piccolo albero; insomma in queste strade vi sono file di alberelli colmi di fiori rosa, rossi, bianchi, che essendo in grande numero pesano sulla pianta e scendono giù fino a terra, uno di questi giorni li fotografo;

allora queste strade sono fresche e belle e si trovano tra via Merulana e il Colosseo, io ci vado spesso, e spesso tiro fuori dalla borsa il rosario e lo recito, i colori, il silenzio, strano per la zona, mi fanno venire voglia di pregare, su una di queste strade c’è anche un piccolo Bar tranquillo, non incasinato come quelli sulle strade principali, ci sono andata a leggere qualcosa e prendere un caffé, insomma vi sto raccontando uno dei miei momenti di relax, spesso questi momenti, infatti, li vivo per le strade di Roma (sapendo scegliere dove andare), anche ai Fori imperiali, cioè sotto, dentro i Fori, non sulla strada principale che è di un caotico, ma di un caotico che…beh!, dentro si sta bene, ma non adesso che fa troppo caldo, più in una stagione un po’ fredda; 

 cioè mi ritrovo un poco vicino a Dio perché c’è silenzio, si può guardare il cielo, si possono trovare gli uccelli, ce ne sono molti e, come forse ho detto molte volte anche i gabbiani che dal Tevere arrivano fino dentro la città,  i colori della creazione, i colori della storia, e mi sembra di essere in un luogo senza tempo e con una storia infinita, con tutti i tempi della nostra storia contemporaneamente, perché anche i palazzi ricordano le varie epoche;

 non so forse basta poco per ritrovarsi con Dio e superare le barriere delle nostre difficiltà e quelle del tempo, una strada, degli alberi, degli uccelli, dei cani che fanno pipì (molti in questa zona e simpatici) e le nostre antiche, medioevali, vecchie,  moderne strade;

Publié dans:Non classé, oggi |on 18 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

ho aperto un altro Blog in francese su Papa Benedetto

ho aperto un altro Blog in francese su Papa Benedetto, sentivo da tempo l’esigenza di presentare il Papa attraverso delle immagini alle quali accompagno delle didascalie, sia citazioni di quanto scrive, sia sintesi; il fatto è che vorrei trovare io stessa, ed offrire, una presentazione del Papa più immediata, più fruibile e più amabile;

ho cominciato con lo scrivere, soprattutto riportare, testi un po’ complicati, ne sono contenta e mi sembra che, tutti i Blog che ho aperto fin’ora vanno bene, spero di poter offrire non solo un modo nuovo di leggere il Papa, ma anche quello che io comprendo di lui, come lo percepisco: come una persona armonica, una persona che al minimo segno di Dio, al minimo « tocco » di qualcosa celeste, risuona come uno strumento musicale ed esprime la sua lode a Dio;

spero che chi conosce il francese ( ma in questo caso sono solo didascalie) lo venga a visitare, grazie,

Gabriella

Publié dans:oggi |on 16 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

per Claudio + 7.7.06

per Claudio + 7.7.06 dans oggi

http://pergola1.free.fr/?p=77

Publié dans:oggi |on 11 juillet, 2007 |2 Commentaires »

(mio) nostro cugino Claudio

mio cugino aveva un cane lupo bello grande, io ero ancora piccola e mi sentivo orgogliosa di portarlo a spasso, mio cugino si chiamava Claudio, era nato nel ’37, è stato il nostro compagno di giochi, ma i problemi tra le famiglie (quando mai!) ci hanno divisi, non da piccoli però;

era un po’ un fanfarone, si dava le arie, lui era di un anno più grande di mia sorella e di 4 e messo più di me, non mi ricordo di lui quando ero piccolissima, anche perché forse ero piccola, era lui che era più grande, mia sorella non aveva una grande stima di lui (ma sapete come sono le ragazzine!) però gli voleva bene ed anche io; la prima cosa che mi ricordo di lui, comunque, fu il funerale di mia nonna, la bara stava in casa di nonna (e di Claudio) allora si usava che i bambini baciavano il morto, mi fece un po’ di impressione, ma non più di tanto -  il mio caratterino cominciava a venir fuori - insomma ricordo che Claudio disse a me ad a mia sorella: usciamo, ed uscimmo noi tre, vicino a casa loro c’era un parco giochi, ossia la solita ruota, quelli che sparano e poi, boh! non ricordo, comunque giocammo un po’, poi ci dicemmo che forse non avremmo dovuto farlo, ma oramai era fatta;

 ad un certo punto Claudio fu mandato in collegio, in uno dei Castelli Romani, ma non ricordo quale, comunque si poteva vederlo solo in giorni prestabiliti, mi ricordo che andammo da lui la nostra famiglia e la famiglia di Claudio, ossia a Claudio era morto il Papà quindi solo la mamma; poiché Papà era l’ « uomo » della famiglia fu incaricato di andare dai religiosi (mi pare) per chiedere se potevano far uscire con noi Claudio per…avrebbe dovuto dire un’ « oretta », ma Papà doveva essere un po’ emozionato e disse un’  » orina », ci abbiamo riso per anni;

da più grandi andavamo a ballare insieme, cioè io me la sarei cavata bene se non fossi sempre stata la più piccola, poi non è che ci tenevo tanto e non credo neanche mia sorella, lì Claudio incontrò una ragazza che, mi disse: con lei sto proprio bene e si sposarono; mamma e papà dissero che erano ancora troppo giovani ed immaturi tutti e due, ma speriamo bene (poi mi ricordo che allora si usava telefonare la mattina dopo la « notte « nunziale » per domandare come era andata (ma che c…!), insomma per alcuni anni sembrò che tutto andasse liscio, ebbero due bambini, la prima Elisabetta,…nel frattempo si separarono, il divorzio venne dopo;

Claudio non lo vedemmo che raramente, sembra, ma non sono sicura di niente, che andò a Parigi a fare il clochard, ma credo per davvero, non per finta, non credo che gli mancassero i soldi, ma forse era stordito e sofferente per tutto quello che era accaduto;

lo rivedemmo diversi anni dopo ci portò una bottiglia di spumante, bevemmo e mangiammo insieme qualcosa e poi sparì di nuovo; morto nostro zio, ossia l’ultimo parente  in vita di tutta la famiglia, ossia morti anche i miei, saltò fuori la storia di un testamento, io non me ne occupai, andarono, Luciana, ossia mia sorella e mio cugino, i soldi che aveva zio, e qualcosa aveva (e chi se ne frega!!) l’aveva lasciati tutti ad una donna (?????) che (?????) insomma, l’importante era, per noi che tutte le cose stessero posto, però per Claudio se usciva fuori qualche soldo meglio così; (queste storie di famiglia assomigliano tanto ad alcuni film TV moderni che scivolano tra hard e scemenze; prendemmo in eredità una somma molto piccola, ma tutto fa brodo;

la cosa più importante però accadde dopo, Claudio stava insieme ad un altra donna, una donna buona e semplice che ci piaceva, poi stette male, e, in quel momento, per vari motivi, decise di sposarsi con lei civilmente; ne fummo contente per lui; poi entrò in ospedale, non ci venne detto che era grave, ma solo che doveva mettersi a posto – più o meno – anche perché era molto ingrassato; un giorno, il giorno 7 luglio per il compleanno io e mia sorella comperammo un pensierino per lui ed andammo in ospedale, non lo trovavamo, poi un paziente ci disse: è morto…era morto!!! Claudio era morto!!!! – 2006, un anno fa;

il resto è storia di oggi, ci stiamo ancora piangendo;

Publié dans:oggi |on 11 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

l’elezione di Papa Benedetto, una tappa importante « ed unica » anche nella mia vita

l'elezione di Papa Benedetto, una tappa importante

http://www2.regione.veneto.it/videoinf/rurale/precedenti/anno%202005/15/papa_Benedetto.htm

Publié dans:oggi |on 9 juillet, 2007 |Pas de commentaires »
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