Archive pour la catégorie 'amici animali amici veri'

che dolci!!!

che dolci!!! dans amici animali amici veri CAVALLI+12

http://oipatrento.blogspot.com/2010/06/nuova-collaborazione-per-oipa-trento_18.html

Panda minore

animaletto

http://www.animalidalmondo.com/page/42/

http://www.animalidalmondo.com/page/42/

Publié dans:amici animali amici veri |on 10 mars, 2011 |Pas de commentaires »

ho cercato un bel micione che ci faccia un po’ di coccole e prrr prrr – va bene credo, si!

ho cercato un bel micione che ci faccia un po' di coccole e prrr prrr  - va bene credo, si! dans amici animali amici veri 521484542
http://puertolibre.myblog.it/animali

Publié dans:amici animali amici veri, gatti |on 1 février, 2011 |Pas de commentaires »

Il nostro prossimo, gli animali (Paolo De Benedetti)

[Il nostro prossimo, gli animali
Recensione di "Animali", di Paolo De Benedetti]
presentazione di un libro, sul sito, dal sito:

http://www.peacelink.it/pace/a/24731.html

Il nostro prossimo, gli animali

Paolo De Benedetti

(12 gennaio 2008 – Enrico Peyretti)
Fonte: Pubblicato, senza bibliografia, in Studi Fatti Ricerche, ott-dic. 2007, p. 11 (v. Boccaccio 27, 20123 Milano)

Nella serie curata da Brunetto Salvarani, Parole delle fedi, che va costituendo un piccolo “vocabolario interreligioso”, esce ora questo colto e delizioso libretto del noto studioso di ebraismo Paolo De Benedetti. Egli conosce e ama gli animali dei quali coglie l’anima con affetto pari alla sua conoscenza delle scritture e delle tradizioni religiose. Da questo patrimonio di sapienza, De Benedetti sa estrarre vecchie e nuove rivelazioni sul mistero dei nostri fratelli animali.
Con lui vediamo che il malinteso “dominare la terra” del Genesi significa fare cose più belle di quelle fatte da Dio, perché il pane è più bello delle spighe e il tessuto più bello del lino. A chi tratta bene gli animali è promessa la stessa ricompensa, vita lunga e felice, di chi onora padre e madre: e sono gli unici due casi nella Bibbia. Il Talmud prescrive di non mettersi a tavola prima di aver dato da mangiare ai propri animali, come sanno bene le mie gatte. Nella tradizione rabbinica gli animali hanno l’anima, l’angelo custode, e pregano; gli alberi è come se parlassero, e Dio ha tenuto nascosto il nome dell’albero da cui Adamo mangiò peccando, perché esso non debba arrossire davanti agli uomini. Le maledizioni che il Deuteronomio lancia a chi disprezza la Legge, sono precisamente i disastri naturali causati oggi dall’uomo arrogante. Dove gli uomini sono cattivi, ma ugualmente Dio manda il sole e la pioggia, ciò è merito degli animali, che Dio vuole salvi insieme agli uomini. Dio promette pace anche con le pietre del campo e le bestie selvatiche. In sostanza, tutto il creato è nostro “prossimo”, da amare come tale. Dice un rabbi che se hai in mano una pianta da piantare e arriva il messia, vai prima a piantare la pianta, e poi vai a riceverlo (pp. 19-30).
Per capire bene, bisogna tenere insieme, nella differenza, l’esegesi storico-critica della Bibbia e la sua lettura come nutrimento spirituale. L’alleanza del Sinai è con Israele, ma quella con Noè dopo il diluvio è universale, con tutti i viventi: forse anche i demoni sono stati salvati da Noè sull’arca. La prima alleanza, nel paradiso, non permetteva all’uomo di mangiare animali, concessione venuta solo dopo il diluvio. Di ogni creatura Dio dice subito che la vede buona, ma dell’uomo, che causa dolore anche alle altre creature, non lo dice. Il sabato è riposo anche per l’animale, ma lui, a differenza dell’uomo, è libero da precetti. Se gli animali non hanno peccato, perché sono travolti nella punizione dell’uomo? Forse perché c’è una fondamentale uguaglianza tra tutte le specie. La tradizione ebraica contiene storie di animali con sentimenti religiosi. E il Talmud dice che, se non avessimo la Torà, potremmo imparare determinate virtù dagli animali, p. es. la modestia dal gatto.
Anche nella tradizione islamica Dio è grato a chi aiuta un animale, e gli animali risorgeranno come gli uomini. Si racconta che Mohammed tagliò un’ampia manica del suo abito per non svegliare il gatto che vi dormiva sopra.
La tradizione cristiana è la più arretrata nel riconoscimento e rispetto del mistero degli animali. Ma un autore cristiano come Damien osserva che se l’animale non ha la nozione di Dio, ha bene la nozione dell’uomo, il quale cos’è se non l’immagine di Dio? Mi ricordo un detto indù, per cui gli animali tendono a noi come noi tendiamo a Dio. Dunque anche loro, con noi, tendono a Dio. E noi – scrive De Benedetti – abbiamo una responsabilità verso il creato e verso i viventi, uguale a quella che Dio ha verso di noi. Non solo: noi siamo religiosi quando riteniamo che Dio sia buono; gli animali sono devoti a noi anche quando non siamo buoni con loro, sicché, in certo senso, «la religione degli animali è superiore alla religione degli uomini» (pp. 31-47).
Altre delicate e sorprendenti intuizioni De Benedetti presenta in una intervista che è l’ultima parte del libretto, chiuso con una stupenda e finissima favola di Marie Noël, in cui il cane meraviglia anche Dio per la sua bontà.
La Bibbia è caratteristica anche per la sua originale desacralizzazione della natura e del cosmo, contro gli idoli precedenti e circostanti: forse questo, per eccesso, ha contribuito a privare il creato del giusto riconoscimento di “prossimo” nostro.
Gli animali “feroci” devono essere i più contagiati dal nostro peccato di violenza: non per nulla il lupo per Hobbes, il “lione” per Machiavelli, l’aquila per tanti simboli militari e politici, personificano la ferocia umana del potere degli uni sugli altri e, al contrario, il lupo di Francesco, come il lupo e l’aspide in Isaia, sono immagini di redenti che prefigurano la pace del creato.
Certo, alla sensibilità nostra, anche i sacrifici rituali di animali risultano incompatibili (fino a preferire il vegetarianesimo) con tutto ciò che De Benedetti sa leggere nella tradizione sul riconoscimento della loro vita e destino. La Bibbia prescrive di non farli soffrire, ma è davvero possibile? Gli animali capiscono, e tengono alla vita come noi! In Marocco ho imparato che il dromedario, che pure è forte e vendicativo, quando sta per essere ucciso, piange.
Lungo la rivelazione biblica, l’immagine di Dio si libera a fatica dall’ambiguità tra amore e violenza (Barbaglio ha studiato bene il problema) e ciò forse spiega la violenza presente e accettata nella Bibbia, persino attribuita alla volontà di Dio, anche verso i nostri fratelli, gli animali. Ma è l’ora di liberare Dio e noi anche da questa vile ingrata violenza.
Enrico Peyretti (24 luglio 2007)

P S – Una mia amica, G. B., che da giovane fece l’assistente volontaria del filosofo Carlo Mazzantini (notoriamente neo-tomista ) mi scrive il 27 luglio 2007 di averlo sentito dire molte volte che «se non fosse andata in paradiso la sua gatta non ci sarebbe potuto andare nemmeno lui».

Una prima bibliografia
(sul sito)

Publié dans:amici animali amici veri, EBRAISMO |on 13 janvier, 2011 |Pas de commentaires »

Predatori in pantofole (l’articolo completo sul sito)

Predatori in pantofole (l'articolo completo sul sito) dans amici animali amici veri 1377156054

Predatori in pantofole

I gestori di uno zoo cinese hanno dichiarato che le loro tigri sono diventate così domestiche che si spaventano dei polli di cui dovrebbero nutrirsi.
Il Chongqing Wild Animal Park ha cinque rari esemplari adulti di tigri bianche che, da cucciole, sono state addestrate per divertire i visitatori con esibizioni in coppia con altri animali dello zoo.

 segue sul sito

http://larrestodelcarlino.myblog.it/tigri

Publié dans:amici animali amici veri |on 10 décembre, 2010 |Pas de commentaires »

San Diego Zoo, Wild Animal Park, Sea World (ancora un dolcissimo Panda)

San Diego Zoo, Wild Animal Park, Sea World  (ancora un dolcissimo Panda) dans amici animali amici veri draft_lens1421272module43098432photo_1246262483san-diego-zoo-giant-panda
http://www.squidoo.com/san_diego

va bene questo uccellino dorato per la domenica della Santa Trinità?

va bene questo uccellino dorato per la domenica della Santa Trinità?  dans amici animali amici veri tennessee-warbler-07F736

Tennessee Warbler

http://www.naturephoto-cz.com/birds/all-birds.html

San Francesco predica agli uccelli (dai Fioretti)

San Francesco predica agli uccelli (dai Fioretti) dans amici animali amici veri acquerello2

http://fratesolesoreluna.blogspot.com/2007/09/predica-agli-uccelli.html

FIORETTI DI SAN FANCESCO

Capitolo 16 – PREDICA AGLI UCCELLI

Come santo Francesco ricevuto il consiglio di santa Chiara e del santo frate Silvestro, che dovesse predicando convertire molta gente, e’ fece il terzo Ordine e predicò agli uccelli e fece stare quete le rondini.

L’umile servo di Cristo santo Francesco, poco tempo dopo la sua conversione, avendo già radunati molti compagni e ricevuti all’Ordine, entrò in grande pensiero e in grande dubitazione di quello che dovesse fare: ovvero d’intendere solamente ad orare, ovvero alcuna volta a predicare; e sopra ciò disiderava molto di sapere la volontà di Dio. E però che la santa umiltà, ch’era in lui, non lo lasciava presumere di sé né di sue orazioni, pensò di cercarne la divina volontà con le orazioni altrui. Onde egli chiamò frate Masseo e dissegli così: « Va’ a suora Chiara e dille da mia parte ch’ella con alcune delle più spirituali compagne divotamente preghino Iddio, che gli piaccia dimostrarmi qual sia il meglio; ch’io intenda a predicare o solamente all’orazione. E poi va’ a frate Silvestro e digli il simigliante ». Quello era stato nel secolo messere Silvestro, il quale avea veduto una croce d’oro procedere dalla bocca di santo Francesco, la quale era lunga insino al cielo e larga insino alla stremità del mondo; ed era questo frate Silvestro di tanta divozione e di tanta santità, che di ciò che chiedeva a Dio, e’ impetrava ed era esaudito, e spesse volte parlava con Dio; e però santo Francesco avea in lui grande divozione.
Andonne frate Masseo e, secondo il comandamento di santo Francesco, fece l’ambasciata prima a santa Chiara e poi a frate Silvestro. Il quale, ricevuta che l’ebbe, immantenente si gittò in orazione e orando ebbe la divina risposta, e tornò frate Masseo e disse così: « Questo dice Iddio che tu dica a frate Francesco: che Iddio non l’ha chiamato in questo stato solamente per sé, ma acciò che faccia frutto delle anime e molti per lui sieno salvati ». Avuta questa risposta, frate Masseo tornò a santa Chiara a sapere quello ch’ella avea impetrato da Dio. Ed ella rispuose ch’ella e l’altre compagne aveano avuta da Dio quella medesima risposta, la quale avea avuto frate Silvestro.
Con questo ritorna frate Masseo a santo Francesco, e santo Francesco il riceve con grandissima carità, lavandogli li piedi e apparecchiandogli desinare. E dopo ‘l mangiare, santo Francesco chiamò frate Masseo nella selva e quivi dinanzi a lui s’inginocchia e trassesi il cappuccio, facendo croce delle braccia, e domandollo: « Che comanda ch’io faccia il mio Signore Gesù Cristo? ». Risponde frate Masseo: « Sì a frate Silvestro e sì a suora Chiara colle suore, che Cristo avea risposto e rivelato che la sua volontà si è che tu vada per lo mondo a predicare, però ch’egli non t’ha eletto pure per te solo ma eziandio per salute degli altri ». E allora santo Francesco, udito ch’egli ebbe questa risposta e conosciuta per essa la volontà di Cristo, si levò su con grandissimo fervore e disse: « Andiamo al nome di Dio ». E prende per compagno frate Masseo e frate Agnolo, uomini santi.
E andando con empito di spirito, sanza considerare via o semita, giunsono a uno castello che si chiamava Savurniano. E santo Francesco si puose a predicare, e comandò prima alle rondini che tenessino silenzio infino a tanto ch’egli avesse predicato. E le rondini l’ubbidirono. Ed ivi predicò in tanto fervore che tutti gli uomini e le donne di quel castello per divozione gli volsono andare dietro e abbandonare il castello; ma santo Francesco non lasciò, dicendo loro: « Non abbiate fretta e non vi partite, ed io ordinerò quello che voi dobbiate fare per salute dell’anime vostre ». E allora pensò di fare il terzo ordine per universale salute di tutti. E così lasciandoli molto consolati bene disposti a penitenza, si partì quindi e venne tra Cannaio e Bevagno.
E passando oltre con quello fervore, levò gli occhi e vide alquanti arbori allato alla via, in su’ quali era quasi infinita moltitudine d’uccelli; di che santo Francesco si maravigliò e disse a’ compagni: « Voi m’aspetterete qui nella via, e io andrò a predicare alle mie sirocchie uccelli ». E entrò nel campo e cominciò a predicare alli uccelli ch’erano in terra; e subitamente quelli ch’erano in su gli arbori se ne vennono a lui insieme tutti quanti e stettono fermi, mentre che santo Francesco compiè di predicare; e poi anche non si partivano infino a tanto ch’egli diè loro la benedizione sua. E secondo che recitò poi frate Masseo a frate Jacopo da Massa, andando santo Francesco fra loro, toccandole colla cappa, nessuna perciò si movea. La sustanza della predica di santo Francesco fu questa: « Sirocchie mie uccelli, voi siete molto tenute a Dio vostro creatore, e sempre e in ogni luogo il dovete laudare, imperò che v’ha dato la libertà di volare in ogni luogo; anche v’ha dato il vestimento duplicato e triplicato; appresso, perché elli riserbò il seme di voi in nell’arca di Noè, acciò che la spezie vostra non venisse meno nel mondo; ancora gli siete tenute per lo elemento dell’aria che egli ha deputato a voi. Oltre a questo, voi non seminate e non mietete, e Iddio vi pasce e davvi li fiumi e le fonti per vostro bere, e davvi li monti e le valli per vostro refugio, e gli alberi alti per fare li vostri nidi. E con ciò sia cosa che voi non sappiate filare né cucire, Iddio vi veste, voi e’ vostri figliuoli. Onde molto v’ama il vostro Creatore, poi ch’egli vi dà tanti benefici, e però guardatevi, sirocchie mie, del peccato della ingratitudine, e sempre vi studiate di lodare Iddio ». Dicendo loro santo Francesco queste parole, tutti quanti quelli uccelli cominciarono ad aprire i becchi e distendere i colli e aprire l’alie e riverentemente inchinare li capi infino in terra, e con atti e con canti dimostrare che ‘l padre santo dava loro grandissimo diletto. E santo Francesco con loro insieme si rallegrava e dilettava, e maravigliavasi molto di tanta moltitudine d’uccelli e della loro bellissima varietà e della loro attenzione e famigliarità; per la qual cosa egli in loro divotamente lodava il Creatore. Finalmente compiuta la predicazione, santo Francesco fece loro il segno della Croce e diè loro licenza di partirsi; e allora tutti quelli uccelli si levarono in aria con maravigliosi canti, e poi secondo la Croce ch’avea fatta loro santo Francesco si divisono in quattro partì; e l’una parte volò inverso l’oriente e l’altra parte verso occidente, e l’altra parte verso lo meriggio, e la quarta parte verso l’aquilone, e ciascuna schiera n’andava cantando maravigliosi canti; in questo significando che come da santo Francesco gonfaloniere della Croce di Cristo era stato a loro predicato e sopra loro fatto il segno della Croce, secondo il quale egli si divisono in quattro parti del mondo; così la predicazione della Croce di Cristo rinnovata per santo Francesco si dovea per lui e per li suoi frati portare per tutto il mondo; li quali frati, a modo che gli uccelli, non possedendo nessuna cosa propria in questo mondo, alla sola provvidenza di Dio commettono la lor vita.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.

ma che strana amicizia!

ma che strana amicizia! dans amici animali amici veri strano

Avreste mai pensato che il gatto, questa nobile ed elegante matassa di peli occhiuta, autosufficiente e indipendente, opportunista e affettuoso allo stesso tempo, tanto morbido e sinuoso nei movimenti quanto goffo e pasticcione nel gioco, sarebbe un giorno diventato il fulcro dell’attenzione di bizzarri inventori capaci di creare vere e proprie linee da boutique di prodotti a lui riservati? Francamente non ci si può stupire più di nulla! Ma, tutto sommato, vi chiedo, che c’è di male? Buttiamoci senza esitazione in questo fantastico mondo: un mondo parallelo, di pura fantasia, dove conosciamo il punto di partenza e non quello di arrivo, senza preconcetti e con lo spirito di brillanti, giovani, curiosi esploratori… (segue sul sito)

http://www.accessorigatti.com/sito/

Publié dans:amici animali amici veri, gatti |on 27 mai, 2010 |Pas de commentaires »

questa sera ho incontato questi due amici, belli eh!

questa sera ho incontato questi due amici, belli eh! dans amici animali amici veri horse2
http://www.wallpaperbydesign.com/wallpapers/wildlife/farm-animals/

mes envies, mes faiblesses,... |
c'est une crevette !!! |
el mondo apocalipticodramat... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | Un coeur à toi pour toujours
| etreunevraie
| Juste pour moi car écrire c...