GIOVANNI PAOLO II – ANGELUS (Sacro Cuore di Gesù 28.6)

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GIOVANNI PAOLO II – ANGELUS (Sacro Cuore di Gesù 28.6)

Domenica, 3 settembre 1989

“Cuore di Gesù, nostra pace e riconciliazione abbi pietà di noi”.

1. Carissimi fratelli e sorelle.

Recitando con fede questa bella invocazione delle litanie del Sacro Cuore, un senso di fiducia e di sicurezza si diffonde nel nostro animo: Gesù è veramente la nostra pace, la nostra suprema riconciliazione.
Gesù è la nostra pace. È noto il significato biblico del termine “pace”: esso indica, in sintesi, la somma dei beni che Gesù, il Messia, ha portato agli uomini. Per questo, il dono della pace segna l’inizio della sua missione sulla terra, ne accompagna lo svolgimento, ne costituisce il coronamento. “Pace” cantano gli angeli presso il presepe del neonato “Principe della Pace” (cf. Lc 2, 14; Is 9, 5). “Pace” è l’augurio che sgorga dal Cuore di Cristo, commosso dinanzi alla miseria dell’uomo infermo nel corpo (cf. Lc 8, 48) o nello spirito (cf. Lc 7, 50). “Pace” è il saluto luminoso del Risorto ai suoi discepoli (cf. Lc 24, 36; Gv 20, 19. 26), che egli, al momento di lasciare questa terra, affida all’azione dello Spirito, sorgente di “amore, gioia, pace” (Gal 5, 22).
2. Gesù è, al tempo stesso, la nostra riconciliazione. In seguito al peccato si è prodotta una profonda e misteriosa frattura tra Dio, il creatore, e l’uomo, sua creatura. Tutta la storia della salvezza altro non è che il resoconto mirabile degli interventi di Dio in favore dell’uomo perché questi, nella libertà e nell’amore, ritorni a lui; perché alla situazione di frattura succeda una situazione di riconciliazione e di amicizia, di comunione e di pace.
Nel Cuore di Cristo, pieno di amore per il Padre e per gli uomini, suoi fratelli, ha avuto luogo la perfetta riconciliazione tra cielo e terra: “Siamo stati riconciliati con Dio – dice l’Apostolo – per mezzo della morte del Figlio suo” (Rm 5, 10).
Chi vuol fare l’esperienza della riconciliazione e della pace deve accogliere l’invito del Signore e andare da lui (cf. Mt 11, 28). Nel suo Cuore troverà pace e riposo; là, il suo dubbio si muterà in certezza; l’affanno, in quiete; la tristezza, in gioia; il turbamento, in serenità. Là troverà sollievo al dolore, coraggio per superare la paura, generosità per non arrendersi all’avvilimento e per riprendere il cammino della speranza.
3. In tutto simile al Cuore del Figlio è il cuore della Madre. Anche la beata Vergine è per la Chiesa una presenza di pace e di riconciliazione: non è lei che, per mezzo dell’angelo Gabriele, ha ricevuto il più grande messaggio di riconciliazione e di pace, che Dio abbia mai inviato al genere umano (cf. Lc 1, 26-38)?
Maria ha dato alla luce colui che è la nostra riconciliazione; ella stava accanto alla Croce, allorché, nel sangue del Figlio Dio ha riconciliato “a sé tutte le cose” (Col 1, 20); ora, glorificata in cielo, ha – come ricorda una preghiera liturgica – “un cuore pieno di misericordia verso i peccatori, / che volgendo lo sguardo alla sua carità materna / in lei si rifugiano e implorano il perdono” di Dio (cf. Missale Romanum, Praefatio “de Beata Maria Vergine”).
Maria, regina della pace, ci ottenga da Cristo il dono messianico della pace e la grazia della riconciliazione, piena e perenne, con Dio e con i fratelli. Per questo la preghiamo.

 

Publié dans : FESTE DEL SIGNORE |le 25 juin, 2019 |Pas de Commentaires »

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