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GIOTTO, SAN FRANCESCO E LA MADDALENA

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GIOTTO, SAN FRANCESCO E LA MADDALENA

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Pubblicato da edito In Data 09 Jun. 2008 Nella Categoria: Maria

La Cappella della Maddalena, nella Basilica Inferiore di San Francesco in Assisi, fu affrescata da Giotto e dalla sua bottega nel 1307-1308, su commissione di Teobaldo Pontano, vescovo di Assisi dal 1296 al 1329.
La Maddalena è stata sempre considerata la patrona degli eremiti, per aver condotto vita monastica e penitenziale, secondo la tradizione, nella grotta detta La Sainte Baume, in Francia. Francesco d’Assisi che alternava mesi di predicazione del vangelo a mesi di eremitaggio e preghiera solitaria (che egli chiamava, con la terminologia medioevale, Quaresime, plurale che le differenziava dall’unica Quaresima che preparava alla Pasqua) ha avuto una particolare venerazione per Santa Maria Maddalena alla quale erano dedicati alcuni degli eremi nei quali si ritirava.
La Legenda Aurea di Jacopo da Varagine condensa le notizie sui santi del calendario liturgico conosciute e credute nel Medioevo. I principali eventi della vita della Maddalena riassunti nella Legenda sono rappresentati dagli affreschi di Giotto in questa cappella.

1. La cena in casa del fariseo
Maria di Magdala era entrata in scena nei Vangeli per la prima volta come una delle donne che assistevano Gesù e i suoi discepoli coi loro beni. In quell’occasione si era aggiunta una precisazione piuttosto forte: «da lei erano usciti sette demoni» (Luca 8,1-3)… Di per sé, l’espressione poteva indicare un gravissimo (il sette è il numero della pienezza) male fisico o morale che aveva colpito la donna e da cui Gesù l’aveva liberata. Ma la tradizione, ripetuta mille volte nella storia dell’arte e perdurante fino ai nostri giorni, ha fatto di Maria una prostituta e questo solo perché nella pagina evangelica precedente – il capitolo 7,36-50 di Luca – si narra la storia della conversione di un’anonima «peccatrice nota in quella (innominata) città», colei che aveva cosparso di olio profumato i piedi di Gesù, ospite in casa di un notabile fariseo, li aveva bagnati con le sue lacrime e li aveva asciugati coi suoi capelli. (G. Ravasi)

2. La resurrezione di Lazzaro
Ora, questo stesso gesto verrà ripetuto nei confronti di Gesù da un’altra Maria, la sorella di Marta e Lazzaro (Giovanni 12,1-8). E, così, si consumerà un ulteriore equivoco per Maria di Magdala, confusa da alcune tradizioni popolari con Maria di Betania, dopo essere stata confusa con la prostituta di Galilea. (G. Ravasi)

3. Noli me tangere
È una storia strana quella di Maria, la discepola di Gesù originaria di Magdala, un villaggio di pescatori sul lago di Tiberiade, centro commerciale ittico denominato in greco Tarichea, cioè “pesce salato”. La sua figura fu, infatti, sottoposta a una serie di equivoci. Noi vorremmo partire proprio da quell’alba primaverile evocata da un brano del Vangelo di Giovanni che la liturgia di Pasqua ci propone, sia pure parzialmente (20,1-18). Maria è davanti al sepolcro ove poche ore prima era stato deposto il corpo esanime di Gesù. Paradossale è l’equivoco in cui cade la donna che scambia quel Gesù, ritornato a nuova vita e presente davanti a lei, col custode dell’area cimiteriale… Strano destino quello di Maria di Magdala, abbassata a prostituta ed elevata a Sapienza divina! Per fortuna l’unico che la chiamò per nome e la riconobbe fu proprio Gesù, il suo Maestro, il Rabbunì, in quel mattino di Pasqua. (G. Ravasi)
4. Viaggio a Marsiglia e miracolo della famiglia del governatore
La tradizione medioevale – che è sintetizzata nella Legenda aurea di Jacopo da Varagine o Varazze, che fu arcivescovo di Genova (dove Legenda è un latinismo che sta per Testo che deve essere letto nel giorno della ricorrenza festiva) – vuole che Pietro abbia affidato la Maddalena a Massimino, uno dei 72 discepoli di cui ci parla il vangelo di Luca. Massimino, la Maddalena, suo fratello Lazzaro, sua sorella Marta, la serva di Marta Martilla e Cedonio, cieco dalla nascita guarito dal Signore, catturati dagli infedeli sarebbero stati abbandonati su di una nave per farli morire, ma miracolosamente la nave sarebbe giunta a Marsiglia, in Francia (nell’affresco si vede la barca con i santi che giunge in Francia). Sbarcati, la Maddalena, inorridita dal vedere che gli abitanti del luogo facevano sacrifici agli idoli, li avrebbe dissuasi dai sacrifici pagani e invitati a convertirsi al cristianesimo. Giunse allora il capo della Provincia con la moglie i quali, essendo sterili, volevano sacrificare per avere un bambino. Maria Maddalena li dissuase. Il governatore ricevette una visione della Maddalena in sogno che lo invitava a prendere i naufraghi nel suo palazzo e a non far loro patire l’indigenza (a sinistra dell’affresco si vede la città di Marsiglia). Stabilitisi nel palazzo, accadde che la moglie si rivolse alla Maddalena per chiederle l’intercessione per avere un figlio. La Maddalena acconsentì, affermando che anche a Roma, per mano di Pietro, stavano avvenendo miracoli. La donna restò in cinta. Il governatore si decise allora a partire per Roma per verificare se anche Pietro stesse facendo gli stessi miracoli per convertirsi così al cristianesimo. La moglie, pur avendo ricevuto il consiglio di non partire, pretese di accompagnare il marito e la Maddalena li benedisse. Una volta in mare, però, la donna partorì e, per il moto delle onde, morì nel parto. Il marito decise allora di lasciare il corpo della moglie su di un isola, con il bambino ancora vivo, perché morisse fra le sue braccia e non nel prosieguo del viaggio (Giotto dipinge l’isola con la donna ed il bambino, in basso a sinistra). Il marito giunse a Roma, incontrò Pietro che compiva miracoli e si convertì. Al ritorno, passando vicino all’isola, volle fermarsi. La donna riprese vita e si scoprì che il bambino miracolosamente era ancora vivo. Ringraziando così nella preghiera la Maddalena rientrarono con gioia in Marsiglia. Allora il governatore decise di distruggere tutti gli idoli della città e Lazzaro fu acclamato primo vescovo di Marsiglia e morì poi martire, decapitato per il nome di Cristo. San Massimino convertì insieme agli altri la città di Aix-en-Provence e fu eletto vescovo di quel luogo.
5. La Maddalena eremita nella grotta detta Sainte Baume
La Maddalena andò poi in un luogo solitario per vivere nella contemplazione di Dio, dove rimase in incognito per 30 anni (è appunto il luogo che la tradizione venera come la Sainte Baume, la santa grotta, tuttora meta di pellegrinaggio nel Sud della Francia). Un sacerdote, anch’egli eremita, si ritirò in preghiera a dodici stadi dalla grotta della Maddalena e si accorse che ogni giorno, per le sette ore di preghiera canonica, gli angeli la portavano in cielo a cantare le lodi del Signore. Decise di andare a visitarla e lei le rivelò la propria identità e le chiese in dono un abito (fin lì era protetta solo dai suoi lunghi capelli). L’affresco dipinge l’atto del sacerdote-monaco di offrirle la veste.
6. La Maddalena elevata ogni giorno dalla Sainte Baume a pregare con gli angeli
Nell’affresco la Maddalena mentre viene portata dagli angeli ogni giorno per sette volte (le sette ore della liturgia delle ore) in cielo per cantare con tutti i santi del Paradiso la gloria del Signore. E’ un’immagine della comunione della chiesa terrestre e della chiesa celeste nel momento della preghiera liturgica.
7. La Maddalena portata dagli angeli a ricevere la comunione da san Massimino
La Maddalena viene informata miracolosamente che è ormai giunta l’ora della sua morte. Prega il sacerdote-eremita di recarsi da San Massimino per informarlo di prepararsi perché nel mattutino della domenica di Pasqua si sarebbe recata da lui per l’ultima comunione. Portata dagli angeli si presentò nell’oratorio dove Massimino si trovava il giorno di Pasqua e ricevette da lui il corpo ed il sangue di Cristo e subito spirò. Il santo vescovo la fece seppellire ed il luogo si riempì subito di profumo. Il luogo è oggi noto come St.Maximin-la Sainte Baume.

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