Archive pour juillet, 2017

La piscina di Ezechia, Gerusalemme

lA PISCINA DI EZECHIA _Jerusalem,_Holy_Land - Copia

Publié dans:immagini sacre |on 31 juillet, 2017 |Pas de commentaires »

IL SANTO SEPOLCRO DI CRISTO: META DEL PELLEGRINAGGIO CRISTIANO

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IL SANTO SEPOLCRO DI CRISTO: META DEL PELLEGRINAGGIO CRISTIANO

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IL Santo Sepolcro

Il cristianesimo non è legato a nessun paese né luogo in particolare, ma si basa su una rivelazione storica e così come esiste una “storia della salvezza” esiste anche una “geografia della salvezza”: la Terra Santa.
Così la descrive Paolo VI: “Terra dove un tempo vissero i nostri padri nella fede; terra in cui risuonò la voce dei profeti, i quali parlarono in nome di Dio, di Abramo, di Isacco e di Giacobbe; e soprattutto terra che la presenza di Gesù ha reso benedetta e sacra per i cristiani e tutto il genere umano”.
Essa è “la terra di Gesù, ossia patrimonio spirituale di tutti i cristiani che desiderano visitarla almeno una volta nella vita”.
Dunque, per ogni cristiano, Gerusalemme è il cuore della Terra Santa, la sintesi dell’azione di Dio per il bene di tutta l’umanità.
Lo esprime con parole piene di emozione Giovanni Paolo II: “Quanti ricordi, quante immagini, quanta passione e che gran mistero avvolge la parola Gerusalemme!
Per noi cristiani rappresenta il punto geografico dell’unione fra Dio e gli uomini, fra l’eternità e la storia.
La predicazione, la passione e la resurrezione di Gesù, l’ultima Cena, il dono dello Spirito alla Chiesa, le fondamenta della nostra fede sono impiantate per sempre, come rocce, sulle colline luminose della Città Santa.
Quante volte il suo nome riecheggia nei libri storici, nei Salmi, nei Profeti, nei Vangeli! Gerusalemme, sempre amata e desiderata, denigrata e pianta, calpestata e risuscitata, rimproverata, consolata e glorificata. Davvero una città unica al mondo!”

Il centro di Gerusalemme è, invece, il Santo Sepolcro.
Qui si manifesta in modo molto speciale la presenza salvatrice di Dio, il suo amore per tutti gli uomini.
Descritto dalle parole di Paolo VI, esso è il santuario “più bello che esista per il cuore di un cristiano”. Di fatto, la passione, morte e resurrezione di Cristo sono da sempre il mistero centrale del cristianesimo e ciò che da senso alla nostra vita, con la liturgia che celebra i tre giorni del Venerdì Santo, del Sabato Santo e della Domenica di Resurrezione.
La comunità cristiana primitiva, qui nella Città Santa, commemorò in tre luoghi diversi:
il Calvario, luogo della passione e risposta al problema del dolore umano;
la Grotta di Adamo, luogo che ricorda la discesa di Cristo nel regno dei morti e il significato della nostra morte come separazione e sofferenza;
il Sepolcro Vuoto luogo della vittoria di Cristo sulla morte e segno tangibile della speranza cristiana.
Soltanto nel Santo Sepolcro la terra si fa liturgia e l’atto salvifico diventa concreto nel tempo e nello spazio.
In tanti paesi, la liturgia recita “Oggi Cristo è risorto”, ma è soltanto a Gerusalemme che possiamo dire “Cristo è risorto da questo sepolcro” o “Egli fu crocifisso in questo calvario”.
Il Santo Sepolcro è l’eco della “buona notizia” che è alla base di tutte le altre: Gesù è morto a riprova dell’infinito amore verso gli uomini ed è poi risuscitato come risusciteremo noi per Cristo, con Cristo ed in Cristo.
Questo annuncio spiega meglio le ragioni per cui i pellegrini vengono a Gerusalemme, spiega perché celebriamo la morte e resurrezione di Cristo e perché professiamo la nostra fede in una futura risurrezione dell’uomo.
Fu esattamente duemila anni fa che tutto iniziò, quando alcuni pescatori della Galilea andavano dicendo che Gesù era morto, risuscitato e che essi lo avevano visto. Ed è su questa fragile ed incredibile testimonianza che tutto si fonda: le chiese, le cattedrali, il sacerdozio, le missioni, i religiosi, i Concili, la teologia.
Il Sepolcro Vuoto è il kilometro zero da cui partono tutte le vie del mondo, “l’ombelico del mondo” come lo chiamavano i nostri antenati, il centro della nostra storia.
Il pellegrino che viene a Gerusalemme fa tutto il possibile per visitare quanto prima il Santo Sepolcro, il luogo più santo della cristianità. Al suo arrivo nella Città Santa, egli ripete le parole del Salmo “Che gioia quando mi dissero: andremo nella casa del Signore” (Salmo 122,1) mentre s’incammina verso la “Tomba di Cristo”.
Pellegrina Copta in Terra Santa
Non tutto è, però, così facile. Oggigiorno, il Santo Sepolcro di Gesù si trova in mezzo a costruzioni della città antica, circondato da mercati, negozi di souvenir e minareti.
Il pellegrino, dunque, si domanda dove siano la collina, il giardino e la tomba, desiderando che il santuario principale della cristianità si elevasse in maestoso isolamento dal resto e che la luce naturale lo illuminasse tutto, lontano dalla calca e dall’oscurità.
Egli vorrebbe intorno a sé pace e tranquillità, mentre invece fa esperienza della confusione fra i cinque gruppi che lo occupano – i Francescani, i Greci ortodossi, gli Armeni, i Siriani e i Copti ortodossi – che difendono gelosamente il loro diritto di stare là.
È, di fatto, l’unico posto al mondo in cui si manifesta l’amore per Dio nel modo più palese e profondo, ma anche la debolezza umana del voler monopolizzare quello stesso Dio.
È, perciò, importante che il pellegrino, che si sente spaesato, si lasci avvolgere dal mistero e capisca che, come lui, migliaia di altri pellegrini considerarono degno di valore rischiare la propria vita per adorare il nostro Salvatore.
Soltanto inginocchiandosi sulla Tomba Vuota e dimenticando tutto ciò che lo circonda, sarà in grado di sentire le parole dell’angelo “Non è qui! È risuscitato! Venite a vedere il luogo dove è stato deposto”(Mt. 28,6).

Fr. Artemio Vítores, ofm
Vicario della Custodia di Terra Santa

Publié dans:TERRA SANTA |on 31 juillet, 2017 |Pas de commentaires »

Vangelo di domenica XVII T.O.

salmi e diario - Copia

Publié dans:immagini sacre |on 28 juillet, 2017 |Pas de commentaires »

30 LUGLIO 2017 | 17A DOMENICA T. ORDINARIO – A | OMELIA

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30 LUGLIO 2017 | 17A DOMENICA T. ORDINARIO – A | OMELIA

NOI, PELLEGRINI VERSO IL REGNO
« Il Regno dei cieli è simile a… » Le folle si raccoglievano attorno a Gesù per capire. E oggi come allora, ci resta da capire chi siamo, e tutti insieme dove si va.
 » Già, chi siamo. Circolano tante definizioni dell’uomo: è un animale ragionevole, un bipede implume, un bipede ingrato, un bambino andato a male, il parassita del bue, il solo errore della natura.
Alcune definizioni portano firme illustri, e tutte contengono qualche spicciolo di verità. Ma c’è un’altra definizione dell’uomo, erudita, che papa Giovanni Paolo II ha proposto così: « L’uomo non può pensare alla propria vita se non come a un pellegrinaggio. Homo viator [viandante], pellegrino dell’assoluto ».
- Dunque noi viandanti, pellegrini. Camminiamo, e sappiamo che la nostra strada – laggiù in fondo – a un certo punto svolta. E là, che cosa si trova? Con le due brevi parabole proposte questa domenica, Gesù ci ricorda che siamo pellegrini, e dice che là dove la strada svolta c’è il Regno dei cieli. Il quale secondo il Signore risulta simile a un tesoro nascosto, e a una perla d’inestimabile valore.

QUEL TESORO NASCOSTO, QUELLA PERLA PREZIOSA
Viene da chiedersi che ci stesse a fare un tesoro sepolto in un campo. Era proprio tra i peperoni e le ortiche il posto giusto dove nascondere i tesori? E perché no. Già allora correvano tempi cattivi, e collocare i tesori ben in vista in casa era un invito ai ladri. Poi i campi passavano da una mano all’altra, il tesoro finiva dimenticato. E riscoperto per caso, da qualcuno che vi inciampava dentro.
* Dice Gesù che il Regno è come quel tesoro. L’uomo che lo ha trovato, per impadronirsene venderà tutto quel che possiede, metterà insieme tanto denaro, e acquisterà il campo. In pratica Gesù suggerisce: se i suoi discepoli vogliono il Regno dei cieli, dovranno fare così. Ecco dunque, siamo avvertiti.
* La parabola del mercante di perle è parallela, quasi fotocopia della prima. Il protagonista però, col suo modo d’agire risulta un personaggio complesso, e modello per i discepoli del Signore.
È mercante di perle, oggi diremmo commerciante in preziosi.

QUEL COMMERCIANTE, DA PRENDERE COME MODELLO
Nella descrizione di Gesù, il commerciante è un uomo riuscito nella vita. Tratta con i ricchi, ha ampie conoscenze, ha idee chiare sui propri obiettivi, sa muoversi con metodo e abilità. Sa come aggirare gli ostacoli e raggiungere i risultati. È sempre in movimento, in cerca delle perle. Ne conosce i vari tipi e il valore di ciascuna. Le compra per poco e le rivende con buon margine di profitto.
* Poi un giorno s’imbatte nella perla di valore superlativo: è l’occasione della vita, e non se la lascia scappare. È determinato. Vende tutto quel che possiede, e la compra.
Gesù suggerisce che quella perla è simbolo del Regno dei cieli, e se si vuole essere suoi discepoli occorre comportarsi come il mercante. Prenderlo come modello. Il discepolo del Signore dovrà costruirsi come il mercante una personalità solida, con idee chiare sulla realtà, competenza professionale, capacità di progetto. Grinta, determinazione, e passione. Ed essere ambizioso, puntare in alto.
* La Prima Lettura, una pagina celebre dell’Antico Testamento, suggerisce un altro modello eccellente: Salomone. Figlio del re Davide, gli era succeduto sul trono d’Israele poco più che adolescente. Seppe raccogliersi in sé, davanti a Dio, e pregò: « Signore, sono un ragazzo, non so come regolarmi. Concedimi un cuore docile, perché sappia distinguere il bene dal male, e rendere giustizia al tuo popolo ». Poteva chiedere salute, ricchezza, potenza militare, l’espansione del suo regno. Chiese invece « un cuore docile ». Cioè docibile, cioè capace di imparare, capace di intelligenza e saggezza.

DETTO NEL LINGUAGGIO ODIERNO
I due modelli – Salomone e il mercante di perle – che cosa insegnano, detto nel linguaggio odierno? Per esempio…
* I pensatori tedeschi hanno suggerito una parola lunga e complicata, secondo la loro maniera: Weltanschauung, cioè visione del mondo. Che è anche una filosofia. È qualcosa che ognuno di noi realizza dalla nascita, accumulando idee, esperienze, tirando le proprie conclusioni. Di fatto Noi nell’agire ci si regola secondo la nostra personale visione del mondo.
Si tratta di formarsi, come diceva Montaigne, une teste bien faicte: attraverso lo studio, la lettura, la riflessione. Altrimenti, con un certo modo di vivere il tempo libero, con la televisione dei programmi spazzatura, le ferie di pura evasione, si gira a vuoto.
Non pochi per fortuna occupano meglio il tempo. Cristiani che leggono libri di cultura e spiritualità, si ritagliano uno spazio per la meditazione, frequentano corsi, e nelle ferie gli esercizi spirituali.
* La chiara visione del mondo li porta a scoprire valori, ideali, obiettivi per cui impegnarsi. Elaborano un proprio progetto di vita, riguardo a famiglia, professione, amicizie, rapporti sociali…

PELLEGRINI DELL’ASSOLUTO
L’idea dell’uomo viandante attraversa tutta la Bibbia. A partire, se si vuole, da Adamo ed Eva, progenitori fuggiaschi, cacciati dall’Eden. Poi Abramo, pastore errante. E la sua discendenza, popolo nomade, per quarant’anni nella desolazione del Sinai. Poi in esilio.
* L’idea dell’uomo viandante era connaturale in Gesù, maestro itinerante, girovago per le contrade di Palestina. E naturale nei suoi seguaci. L’autore della Lettera agli Ebrei: « Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura » (Eb 13,14). E Paolo, esplicito: « La nostra cittadinanza è nei cieli » (Fil 3,20).
Così la riflessione dei tempi successivi. Nella Lettera a Diogneto (Alessandria di Egitto, tra 2° e 3° secolo) si legge: « I cristiani… abitano nella propria patria ma come pellegrini… Da tutto sono staccati come stranieri… Ogni nazione è la loro patria, e ogni patria è una nazione straniera… Dimorano sulla terra, ma sono cittadini del cielo ».
Un film esemplare del secolo scorso era intitolato La mia via, e di fatto ognuno ha la propria via. Il filosofo Gabriel Marcel, nel volume intitolato non a caso Homo viator, è stato lapidario: « Être c’est être en route (Essere è essere in marcia) ».
- E così eccoci in cerca della patria. La strada è il luogo della speranza cristiana. Laggiù in fondo la strada svolta, e introduce al Regno. Gesù ce l’ha detto con la pedagogia antica, proponendo le parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa.

Don ENZO BIANCO SDB (+

Publié dans:OMELIE |on 28 juillet, 2017 |Pas de commentaires »

Gigi Proietti, La Signora delle Camelie

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Publié dans:GIGI PROIETTI |on 28 juillet, 2017 |Pas de commentaires »

Gigi Proietti San Giovanni nìbosco

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Publié dans:santi, You tube |on 28 juillet, 2017 |Pas de commentaires »

un Puma per voi, buona serata

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Hibiscus

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Publié dans:fiori e piante |on 27 juillet, 2017 |Pas de commentaires »

gli esopianeti (un link a diversi articoli)

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https://www.wired.it/scienza/spazio/2017/02/22/sette-esopianeti-terra-scoperta/

Publié dans:ASTRONOMIA |on 24 juillet, 2017 |Pas de commentaires »

Ranuculo rosa , buona notte

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