Archive pour février, 2017

MEDUSE (molte immagini sul sito)

http://www.mille-animali.com/animali/tag/meduse

MEDUSE

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Le Meduse sono animali che fanno parte della categoria delle specie planctonica, cioè quegli esseri che non possiedono capacità di movimento per spostarsi in acqua, ma semplicemente galleggiano, grazie alla consistenza e al rivestimento del loro corpo (gelatinoso). Questi animali marini fanno parte della famiglia dei Cnidari e la loro vita si conclude durante la riproduzione sessuale, lasciando al loro posto un polipo (questa potrebbe essere anche considerata un’evoluzione rispetto allo stato precedente, cioè a quello di medusa). Alcuni studi hanno comunque dimostrato che alcune specie di Meduse, sarebbero immortali, riuscendo addirittura a ringiovanire da sole, riportandosi allo stato primordiale, continuando così un altro ciclo e così via.
Le Meduse possono assumere dimensioni differenti in base alle specie, per esempio la Cyanea capillata è considerata la specie più grande e può arrivare ai 2,5 metri di diametro. Per quanto riguarda la forma, quella tipica che caratterizza la Medusa è quella di un polipo rovesciato, è formata da una zona superiore convessa, chiamata esombrella e da una parte inferiore chiamata subombrella. In mezzo è presente la bocca alla quale si collega la cavità gastrovascolare, mediante un tubo chiamato manubrium; dalla parte inferiore si propagano i famosi tentacoli urticanti, unica arma di difesa e di predazione della Medusa. Il corpo della medusa è composto prevalentemente da acqua. Alcuni esemplari non sono urticanti, ma è molto difficile riconoscerle, motivo per cui si tende a evitare il più possibile questi esemplari. Il liquido, rilasciato dai suoi tentacoli, serve a paralizzare la preda e ucciderla mediante shock anafilattico.
I tentacoli rilasciano tre particolari sostanze, l’ipnotossina che paralizza, la talassina che produce una risposta infiammatoria di natura allergica e la congestina che uccide per shock anafilattico. Per l’essere umano sono altrettanto pericolose, fortunatamente non tutti gli esemplari portano alla morte come conseguenza del loro tocco, è fondamentale farsi vedere immediatamente da un medico o comunque usare la corrispettiva pomata per lenire immediatamente il gonfiore, per evitare reazioni ancora più pericolose. Chiunque sia stato, anche solo sfiorato da una Medusa, descrive questo episodio come molto doloroso, la zona della pelle in cui si è venuti a contatto dei suoi tentacoli, diventa immediatamente rossa, per poi ricoprirsi di bolle e vescicole, accompagnate da una sensazione molto dolorosa e ustionante. In caso di contatto, bisogna provvedere immediatamente a spalmare la zona con le pomate apposite o comunque utilizzare sostanze a base di ammoniaca, bicarbonato di sodio e acido acetico, il quale lenirà il dolore.
La riproduzione di questi animali è di tipo sessuale, la femmina depone le uova nel mare, il maschio libera gli spermatozoi che le fecondano. Successivamente, dallo zigote, nascerà la planula, una larva che si fisserà sul fondale marino, per poi trasformarsi in polipo. Nella specie degli Scifozoi, la riproduzione può avvenire anche tramite la fase asessuale; in questo caso, la medusa si divide in due esemplari differenti che diventeranno adulti, gli efire. I predatori per eccellenza di quest’animale sono i cetacei, i pesci palla e le tartarughe marine. Proprio a causa della scarsità di questi esemplari nel Mediterraneo, le Meduse stanno piano piano aumentando nei nostri mari.
Le Meduse sono animali che fanno parte della categoria delle specie planctonica, cioè quegli esseri che non possiedono capacità di movimento per spostarsi in acqua, ma semplicemente galleggiano, grazie alla consistenza e al rivestimento del loro corpo (gelatinoso). Questi animali marini fanno parte della famiglia dei Cnidari e la loro vita si conclude durante la riproduzione sessuale, lasciando al loro posto un polipo (questa potrebbe essere anche considerata un’evoluzione rispetto allo stato precedente, cioè a quello di medusa). Alcuni studi hanno comunque dimostrato che alcune specie di Meduse, sarebbero immortali, riuscendo addirittura a ringiovanire da sole, riportandosi allo stato primordiale, continuando così un altro ciclo e così via.
Le Meduse possono assumere dimensioni differenti in base alle specie, per esempio la Cyanea capillata è considerata la specie più grande e può arrivare ai 2,5 metri di diametro. Per quanto riguarda la forma, quella tipica che caratterizza la Medusa è quella di un polipo rovesciato, è formata da una zona superiore convessa, chiamata esombrella e da una parte inferiore chiamata subombrella. In mezzo è presente la bocca alla quale si collega la cavità gastrovascolare, mediante un tubo chiamato manubrium; dalla parte inferiore si propagano i famosi tentacoli urticanti, unica arma di difesa e di predazione della Medusa. Il corpo della medusa è composto prevalentemente da acqua. Alcuni esemplari non sono urticanti, ma è molto difficile riconoscerle, motivo per cui si tende a evitare il più possibile questi esemplari. Il liquido, rilasciato dai suoi tentacoli, serve a paralizzare la preda e ucciderla mediante shock anafilattico.
I tentacoli rilasciano tre particolari sostanze, l’ipnotossina che paralizza, la talassina che produce una risposta infiammatoria di natura allergica e la congestina che uccide per shock anafilattico. Per l’essere umano sono altrettanto pericolose, fortunatamente non tutti gli esemplari portano alla morte come conseguenza del loro tocco, è fondamentale farsi vedere immediatamente da un medico o comunque usare la corrispettiva pomata per lenire immediatamente il gonfiore, per evitare reazioni ancora più pericolose. Chiunque sia stato, anche solo sfiorato da una Medusa, descrive questo episodio come molto doloroso, la zona della pelle in cui si è venuti a contatto dei suoi tentacoli, diventa immediatamente rossa, per poi ricoprirsi di bolle e vescicole, accompagnate da una sensazione molto dolorosa e ustionante. In caso di contatto, bisogna provvedere immediatamente a spalmare la zona con le pomate apposite o comunque utilizzare sostanze a base di ammoniaca, bicarbonato di sodio e acido acetico, il quale lenirà il dolore.
La riproduzione di questi animali è di tipo sessuale, la femmina depone le uova nel mare, il maschio libera gli spermatozoi che le fecondano. Successivamente, dallo zigote, nascerà la planula, una larva che si fisserà sul fondale marino, per poi trasformarsi in polipo. Nella specie degli Scifozoi, la riproduzione può avvenire anche tramite la fase asessuale; in questo caso, la medusa si divide in due esemplari differenti che diventeranno adulti, gli efire. I predatori per eccellenza di quest’animale sono i cetacei, i pesci palla e le tartarughe marine. Proprio a causa della scarsità di questi esemplari nel Mediterraneo, le Meduse stanno piano piano aumentando nei nostri mari.

 

Publié dans:Animali acquatici, immagini e testi |on 28 février, 2017 |Pas de commentaires »

LA SENTINELLA (racconto)

http://www.sestogiorno.it/racconti/racconti_la%20sentinella.html

LA SENTINELLA (racconto)

(El centinela. www.cipecar.org)

C’era una volta un piccolo antico villaggio, guardato a vista da un castello ancora più antico. Erano situati sul confine di un paese lontano, accanto a un grande deserto. Sia il villaggio che il castello erano molto annoiati, perché raramente qualcuno passava nei paraggi. Talvolta si fermavano a pernottare strane carovane o escursionisti solitari, ma appena avevano mangiato e riposato, se ne andavano, lasciando gli abitanti del villaggio e il castello nella loro noia quotidiana.
E così fino a quando un giorno giunse un messaggio del re della nazione che informava di aver saputo ufficialmente che Dio stesso sarebbe arrivato in visita, anche se non si sapeva bene quale città o villaggio avrebbe visitato. Ma era probabile o almeno possibile, che avrebbe potuto attraversare il piccolo villaggio. Pertanto, in quel caso, il villaggio e il castello avrebbero dovuto essere pronti a riceverlo come Dio meritava.
La notizia entusiasmò le autorità, che ordinarono di riparare le strade, pulire le facciate, costruire archi di trionfo, riempire di drappeggi i balconi. E soprattutto, nominarono come sentinella il più nobile residente del villaggio con l’obbligo di andare a vivere sulla torre più alta del castello e da lì costantemente scrutare l’orizzonte, per dare la notizia dell’arrivo di Dio il più presto possibile.
La sentinella accolse l’incarico con orgoglio: mai nella sua vita aveva fatto qualcosa di così importante. E si dispose a rimanere sulla torre con gli occhi spalancati.
« Come sarà Dio? » si chiedeva.
« Come arriverà? Magari con un grande esercito? Forse con carri maestosi? ».
In questo caso, si disse, sarà facile accorgersi anche da lontano che sta per arrivare.
Nelle 24 ore del giorno e della notte non riusciva a pensare ad altro e restava in piedi con gli occhi aperti.
Ma dopo alcuni giorni e notti, il sonno aveva incominciato a pesare e pensò che non sarebbe successo nulla di grave se avesse dato qualche capocciata; d’altra parte la venuta di Dio sarebbe stata preceduta da suoni di trombe, che, in ogni caso, l’avrebbero risvegliato.
Ma passarono non solo giorni, ma anche settimane, e la gente del piccolo villaggio tornò alla vita quotidiana e si dimenticò presto della venuta di Dio. E anche la sentinella dormiva tranquillo per intere notti e incominciò a pensare ad altro, perché non era più in grado di concentrarsi solo su quelle speranze.
E passarono non solo settimane, ma mesi e anni e in paese nessuno ricordava più l’ annuncio. Quando venne un anno di carestia, la popolazione migrò verso terre più prospere. E la sentinella rimase sola, ancora in piedi sulla torre, in attesa, anche se con una speranza molto debole. E passavano eserciti e carovane che, per un momento, riaccendevano i suoi sogni, ma non era l’esercito o la carovana del Dio annunciato.
E la sentinella cominciò a pensare:
 » Per che cosa dovrebbe venire Dio? Se il villaggio non aveva alcun interesse prima, ora, vuoto, meno ancora. E poi, perché avrebbe dovuto fermarsi proprio in questo castello così insignificante ? « .
Ma, siccome gli avevano dato un ordine e il comando gli aveva suscitato speranze, la sua decisione di rimanere era più forte dei suoi dubbi.
Finché un giorno si rese conto che, con il passare dei giorni e degli anni, era diventato vecchio e le sue gambe si rifiutavano di salire le scale della torre. Sentiva che i suoi occhi si chiudevano, e che la morte si stava avvicinando. E lui non riuscì a frenare un grido: « Ho passato tutta la vita in attesa di una visita di Dio e morirò senza vederlo ».
Ma proprio in quel momento, sentì una voce dolce dietro di lui. Una voce che diceva: « Ma non mi conosci? ».
Allora la sentinella, benchè non vedesse nessuno, esplose di gioia e disse: « Oh, ci sei, perché mi hai fatto aspettare così a lungo? E da dove vieni? Non ti ho visto! ».
E, ancora più dolcemente, la voce rispose: « Io sono sempre stato intorno a te, accanto a te, anzi, dentro di te Hai avuto bisogno di molti anni per accorgertene. Ma ora lo sai. Questo è il mio segreto: io sono sempre con chi attende e solo chi mi attende mi può vedere ».
E allora l’anima della sentinella si riempì di gioia. E, vecchio e quasi morto come era, aprì gli occhi e si fermò a fissare con amore l’orizzonte.

Publié dans:RACCONTI BELLI ED EDIFICANTI... |on 27 février, 2017 |Pas de commentaires »

roses blue

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Publié dans:roses blu |on 26 février, 2017 |Pas de commentaires »

Sinagoga di Roma, Papa Francesco Rav Di Segni (17.1.2016)

Sinagoga

papa francesco rav di segni

 

vi piace un gatto blu? è vero, si chiamano « russian blue »

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Publié dans:fiori...) |on 24 février, 2017 |Pas de commentaires »

un altro bellissimo fiore blu (in realtà sembra un girasole a colore unico, però è bello!)

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Publié dans:fiori e piante |on 23 février, 2017 |Pas de commentaires »

Buona notte

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ANTICHI SAPORI DI ROMA – LA MITICA FETTINA PANATA!!!!!…NOI LA CHIAMIAMO COSÌ!

http://www.iloveroma.it/articoli/fettinapanata.htm

ANTICHI SAPORI DI ROMA – LA MITICA FETTINA PANATA!!!!!…NOI LA CHIAMIAMO COSÌ!

Tenete presente che solo dopo aver capito e personalmente verificato la presenza su internet e quindi la sua partecipazione attiva ad un vero e proprio progetto di comunicazione nonna ha deciso di svelare anche questa ricetta, una ricetta che noi nipoti annotiamo tra le migliori e proprio per questo mai svelata prima d’ora.

Ingredienti per quattro persone:
500 gr di fettine di vitella, la storia del macellaio di fiducia la conoscete già…..
5 rosette secche
3 uova
½ limone
olio extra vergine di oliva
sale
pepe

Mettete le fettine di vitella su una tavoletta di legno e battetele una ad una con il batticarne di antica memoria per assottigliarle.
Rimuovete eventuali grassetti con le forbici ed intaccate con il coltello le fettine in più punti.
Prendete le rosette che diversi giorni prima avrete provveduto a mettere da parte e grattatele con la gratta formaggio preferibilmente elettrica ( fate prima!).
Una volta formato il pangrattato che deve essere particolarmente fine impanate singolarmente ogni fettina.
Già che ci siete preparate anche un piatto fondo dove sbattere con una forchetta le uova insieme a ½ limone (mi raccomando utilizzate il passino in modo che i semi rimangano fuori), sale ed una spolverata di pepe.
Alla prima impanatura (senza uovo)ne segue una seconda , questa volta però con l’uovo.
Attenzione qui la cosa si fa delicata: la fettina, precedentemente ricoperta di pangrattato, deve essere passata nell’uovo molto rapidamente in modo da non perdere la precedente impanatura ma – e qui si vede l’abilità- al tempo stesso la carne deve essere intinta in ogni sua parte e tutto deve risultare assolutamente omogeneo.
Disponete le fettine così preparate su un vassoio una accanto all’altra e preparatevi per la fase finale: la frittura.
In una padella larga ma rigorosamente bassa mettete la quantità di olio giusta per friggere e non appena avrà raggiunto la temperatura ottimale calate le fettine.
Per garantire un perfetto risultato le fettine al momento della cottura non devono essere troppo vicine altrimenti non è possibile girarle con disinvoltura e potrebbero perdere parte dell’impanatura.
Un altro consiglio è quello di roteare la padella durante la frittura in modo che l’olio bollente tocchi proprio tutti i punti della carne senza che si renda necessario girarla più volte.
Quando si frigge qualcosa, qualsiasi cosa sia, è meglio toccarla poco!
Quando la carne raggiungerà un colorito dorato sarà giunta l’ora di scolarla.
Anche qui fate attenzione, sollevate la fettina con una schiumarola aspettando qualche minuto sopra la padella in modo che scoli l’olio e poi adagiatela sulla carta con la quale ogni mattina comprate il pane, è perfettamente assorbente e di gran lunga migliore rispetto a qualsiasi altro prodotto.
Non è per disincentivarvi ma questo piatto è solo apparentemente facile perché per realizzare una frittura veramente perfetta può rivelarsi necessario più di un tentativo ma, dato che “fritta è buona anche una ciavatta”, come dice nonna state pur certi che anche la prima volta il risultato sarà comunque sufficiente.
Tuttavia sarete promossi a pieni voti solo quando la vostra fettina panata sarà come quella di nonna ovvero grande quanto tutto il piatto piano, assolutamente piatta, di colore oro chiaro e perfettamente croccante.
Si consiglia vivamente di evitare il primo piatto, piuttosto è preferibile affiancare un contorno di fagiolini conditi con olio sale e limone.

Esercitatevi!
Nonna

Publié dans:ROMA LA CUCINA, ROMA LAC |on 23 février, 2017 |Pas de commentaires »

Algeria, il deserto

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http://www.ilgazzettinodelviaggiatore.it/magazine/benvenuti-nel-mondo/1040-algeria.html

Publié dans:IMMAGINI BELLE |on 21 février, 2017 |Pas de commentaires »

IL DESERTO – UN HABITAT DAI FORTI CONTRASTI

http://www.eniscuola.net/argomento/deserto/il-bioma-deserto/un-habitat-dai-forti-contrasti/

IL DESERTO – UN HABITAT DAI FORTI CONTRASTI

Il deserto (dal latino deserere che significa abbandonare) è un habitat caratterizzato da una bassa piovosità. In molti deserti la piovosità annua è inferiore ai 50 mm, ma può essere anche nulla. In questo ecosistema, la scarsità d’acqua è il fattore ecologico principale che influenza la vita, sia vegetale sia animale. Oltre alla scarsità delle precipitazioni, anche la loro variabilità annua influisce fortemente sulla vita: per avere un termine di paragone, basta rilevare che in Europa il valore delle precipitazioni varia annualmente del 20%, mentre nel Sahara arriva a 80-150%. Questo comporta violenti scrosci saltuari, durante i quali può cadere più pioggia che in vari anni consecutivi.
I deserti possono essere freddi o caldi. I deserti freddi si trovano ad altitudini elevate, dove in inverno la temperatura arriva ad essere sottozero, come il Deserto di Gobi, protetto dalle masse di aria che portano piovosità da alte catene montuose. Nei deserti caldi, la temperatura atmosferica diurna può arrivare a 50°C, mentre quella della superficie della sabbia può salire fino a 90°C. Durante la notte, il suolo e l’aria si raffreddano rapidamente con escursioni di oltre 20°C.
In un ambiente così inospitale, tutti gli esseri viventi devono essere altamente specializzati: per ovviare alla scarsa presenza di acqua, si sono evolute le più svariate forme di adattamento anche se la biodiversità è comunque bassa, poiché in 150.000 km2 (pari alla metà dell’Italia) si possono incontrare da un numero minimo di 20 specie di piante ad un massimo di 400.

Il

Publié dans:DESERTO |on 21 février, 2017 |Pas de commentaires »
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