Archive pour mars, 2016

Upupa – Upupa epops L. – bellissime immagini sul sito

  Upupa - Upupa epops L. - bellissime immagini sul sito dans A. UCCELLI Botbotik

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f4/Botbotik.jpg

https://it.wikipedia.org/wiki/Upupa_epops

 

Publié dans:A. UCCELLI |on 17 mars, 2016 |Pas de commentaires »

sto cadendo dal sonno, buona notte!

sto cadendo dal sonno, buona notte! dans ☻☻ immagini buona notte, buon giorno e....♥

https://federicsblog.wordpress.com/2015/12/08/le-due-specie-di-orango/

GIOVANNI PAOLO I – LA CARITÀ (1978)

http://w2.vatican.va/content/john-paul-i/it/audiences/documents/hf_jp-i_aud_27091978.html

GIOVANNI PAOLO I – LA CARITÀ

UDIENZA GENERALE

Mercoledì 27 settembre 1978

« Mio Dio, amo con tutto il cuore sopra ogni cosa Voi, bene infinito e nostra eterna felicità, e per amor Vostro amo il prossimo mio come me stesso e perdono le offese ricevute. O Signore, ch’io Vi ami sempre più ». È una preghiera notissima intarsiata di frasi bibliche. Me l’ha insegnata la mamma. La recito più volte al giorno anche adesso e cerco di spiegarvela, parola per parola, come farebbe un catechista di parrocchia. Siamo alla « terza lampada di santificazione » di Papa Giovanni: la carità. Amo. A scuola di filosofia il professore mi diceva: Tu conosci il campanile di San Marco? Sì? Ciò significa ch’esso è entrato in qualche modo nella tua mente: fisicamente è rimasto dov’era, ma nel tuo intimo esso ha impresso quasi un suo ritratto intellettuale. Tu, invece, ami il campanile di S. Marco? Ciò significa che quel ritratto, da dentro, ti spinge e ti inclina, quasi ti porta, ti fa andare con l’animo verso il campanile ch’è fuori. Insomma: amare significa viaggiare, correre con il cuore verso l’oggetto amato. Dice l’imitazione di Cristo: chi ama « currit, volat, laetatur », corre, vola e gode (1). Amare Dio è dunque un viaggiare col cuore verso Dio. Viaggio bellissimo. Ragazzo, mi estasiavo nei viaggi descritti da Giulio Verne (« Ventimila leghe sotto i mari », « Dalla terra alla luna », « Il giro del mondo in ottanta giorni », ecc.). Ma i viaggi dell’amore a Dio sono molto più interessanti. Li si legge nella vita dei Santi. S. Vincenzo de’ Paoli, di cui celebriamo oggi la festa, per esempio, è un gigante della carità: ha amato Dio come non si ama un padre e una madre, è stato lui stesso un padre per prigionieri, malati, orfani e poveri. S. Pietro Claver, consacrandosi tutto a Dio, firmava: Pietro, schiavo dei negri per sempre. Il viaggio porta anche dei sacrifici, ma questi non devono fermarci. Gesù è in croce: tu lo vuoi baciare? non puoi fare a meno di piegarti sulla croce e lasciarti pungere da qualche spina della corona, che è sul capo del Signore (2). Non puoi far la figura del buon S. Pietro, che è stato bravo a gridare « Viva Gesù » sul monte Tabor, dove c’era la gioia, ma non s’è neppure lasciato vedere accanto a Gesù sul monte Calvario, dove c’era il rischio e il dolore (3). L’amore a Dio è anche viaggio misterioso: io non parto cioè, se Dio non prende prima l’iniziativa. « Nessuno – ha detto Gesù – può venire a me, se non lo attira il Padre » (4). Si chiedeva S. Agostino: ma, allora, la libertà umana? Dio, però, che ha voluto e costruito questa libertà, sa Lui come rispettarla, pur portando i cuori al punto da Lui inteso: « parum est voluntate, etiam voluptate traheris »; Dio non soltanto ti attira in modo che tu stesso voglia, ma perfino in modo che tu gusti di essere attirato (5). Con tutto il cuore. Sottolineo, qui, l’aggettivo « tutto ». Il totalitarismo, in politica è brutta cosa. In religione, invece, un nostro totalitarismo nel confronto di Dio va benissimo. Sta scritto: « Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte » (6). Quel « tutto » ripetuto e piegato alla pratica con tanta insistenza è davvero la bandiera del massimalismo cristiano. Ed è giusto: è troppo grande Dio, troppo Egli merita da noi, perché gli si possano gettare, come ad un povero Lazzaro, appena poche briciole del nostro tempo e del nostro cuore. Egli è bene infinito e sarà nostra felicità eterna: i denari, i piaceri, le fortune di questo mondo, al suo confronto, sono appena frammenti di bene e momenti fugaci di felicità. Non sarebbe saggio dare tanto di noi a queste cose e poco di noi a Gesù. Sopra ogni cosa. Adesso si viene ad un confronto diretto tra Dio e l’uomo, tra Dio e il mondo. Non sarebbe giusto dire: « O Dio o l’uomo ». Si devono amare « e Dio e l’uomo »; quest’ultimo, però, mai più di Dio o contro Dio o alla pari di Dio. In altre parole: l’amore di Dio è bensì prevalente, ma non esclusivo. La Bibbia dichiara Giacobbe santo (7) e amato da Dio (8), lo mostra impegnato in sette anni di lavoro per conquistarsi Rachele come moglie; « e gli parvero pochi giorni, quegli anni, tanto era il suo amore per lei » (9). Francesco di Sales fa sopra queste parole un commentino: « Giacobbe – scrive – ama Rachele con tutte le sue forze, e con tutte le sue forze ama Dio; ma non per questo ama Rachele come Dio né Dio come Rachele. Ama Dio come suo Dio sopra tutte le cose e più di se stesso; ama Rachele come sua moglie sopra tutte le altre donne e come se stesso. Ama Dio con amore assolutamente e sovranamente sommo, e Rachele con sommo amore maritale; l’un amore non è contrario all’altro perché quello di Rachele non viola i supremi vantaggi dell’amore di Dio » (10). E per amor vostro amo il prossimo mio. Siamo qui di fronte a due amori che sono « fratelli gemelli »e inseparabili. Alcune persone è facile amarle; altre, è difficile; non ci sono simpatiche, ci hanno offeso e fatto del male; soltanto se amo Dio sul serio, arrivo ad amarle, in quanto figlie di Dio e perché questi me lo domanda. Gesù ha anche fissato come amare il prossimo: non solo cioè con il sentimento, ma coi fatti. Questo è il modo, disse. Vi chiederò: Avevo fame nella persona dei miei fratelli più piccoli, mi avete dato da mangiare? Mi avete visitato, quand’ero infermo? (11)
Il catechismo traduce queste ed altre parole della Bibbia nel doppio elenco delle sette opere di misericordia corporali e sette spirituali. L’elenco non è completo e bisognerebbe aggiornarlo. Fra gli affamati, per esempio, oggi, non si tratta più soltanto di questo o quell’individuo; ci sono popoli interi.
Tutti ricordiamo le grandi parole del papa Paolo VI: « I popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell’opulenza. La Chiesa trasale davanti a questo grido di angoscia e chiama ognuno a rispondere con amore al proprio fratello » (12). A questo punto alla carità si aggiunge la giustizia, perché – dice ancora Paolo VI – « la proprietà privata non costituisce per alcuno un diritto incondizionato e assoluto. Nessuno è autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ciò che supera il suo bisogno, quando gli altri mancano del necessario » (13). Di conseguenza « ogni estenuante corsa agli armamenti diviene uno scandalo intollerabile » (14).
Alla luce di queste forti espressioni si vede quanto – individui e popoli – siamo ancora distanti dall’amare gli altri « come noi stessi », che è comando di Gesù.
Altro comando: perdono le offese ricevute. A questo perdono pare quasi che il Signore dia precedenza sul culto: « Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono »(15).
Ultime parole della preghiera sono: Signore, ch’io vi ami sempre più. Anche qui c’è obbedienza a un comando di Dio, che ha messo nel nostro cuore la sete del progresso. Dalle palafitte, dalle caverne e dalle prime capanne siamo passati alle case, ai palazzi, ai grattacieli; dai viaggi a piedi, a schiena di mulo o di cammello, alle carrozze, ai treni, agli aerei. E si desidera progredire ancora con mezzi sempre più rapidi, raggiungendo mete sempre più lontane. Ma amare Dio – l’abbiamo visto – è pure un viaggio: Dio lo vuole sempre più intenso e perfetto. Ha detto a tutti i suoi: « Voi siete la luce del mondo, il sale della terra »(16); « siate perfetti com’è perfetto il vostro Padre celeste » (17). Ciò significa: amare Dio non poco, ma tanto; non fermarsi al punto in cui si è arrivati, ma col Suo aiuto, progredire nell’amore.

(1) L’imitazione di Cristo, 1.III, c. V, n. 4.
(2) Cfr. S. FRANCESCO DI SALES, OEuvres, éd. Annecy, t. XXI, p. 153.
(3) Cfr. Ibid., t. XV, p. 140.
(4) Io. 6, 44.
(5) S. AUGUSTINI In Io. Evang. tract., 26, 4.
(6) Deut. 6, 5-9.
(7) Dan. 3, 35.
(8) Mal. 1, 2; Rom. 9, 13.
(9) Gen. 29, 20.
(10) S. FRANCESCO DE SALES, OEuvres, éd. Annecy, t. V, p. 175.
(11) Cfr. Matth. 25, 34 ss.
(12) Populorum Progressio, 3.
(13) Ibid. 22.
(14) Ibid. 53.
(15) Matth. 5, 23-24.
(16) Matth. 5, 8.
(17) Ibid. 5, 48.

 

Byzantine Iconography – Angels SFANTUL ARHANGHEL MIHAIL

Byzantine Iconography - Angels SFANTUL ARHANGHEL MIHAIL dans immagini sacre 751a3edc9f0dba221bd9ee7d7bbb5c6f

https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/564x/75/1a/3e/751a3edc9f0dba221bd9ee7d7bbb5c6f.jpg

https://it.pinterest.com/pin/378020962448000829/

Publié dans:immagini sacre |on 11 mars, 2016 |Pas de commentaires »

IL CARDINALE GIANFRANCO RAVASI E GLI ANGELI

http://santiangelididio.org/2-uncategorised/246-il-cardinale-gianfranco-ravasi-e-gli-angeli.html

IL CARDINALE GIANFRANCO RAVASI E GLI ANGELI

Di don Marcello Stanzione

Gianfranco Ravasi, consacrato arcivescovo da papa Benedetto XVI, è presidente del Pontificio Consiglio della cultura e delle Pontificie Commissioni per i Beni culturali della Chiesa e di Archeologia sacra. Esperto biblista ed ebraista, è stato Prefetto della biblioteca – Pinacoteca Ambrosiana di Milano e docente di Esegesi dell’Antico Testamento alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. Per anni ha tenuto la rubrica Il Mattutino sul quotidiano « Avvenire » attualmente collabora a vari giornali, tra cui « L’Osservatore Romano » e « Il Sole 24 Ore ». Conduce inoltre la rubrica domenicale « Le frontiere dello Spirito » su Canale 5. La sua vasta opera ammonta a oltre centocinquanta volumi, riguardanti soprattutto argomenti biblici, teologici e letterari dove spesso ci sono richiami alla realtà angelica. Nel suo libro  » 500 curiosità della fede » edito da Mondadori nel 2009 riguardo agli angeli così scrive:  » Dalla prima pagina della Bibbia coi « Cherubini dalla fiamma della spada folgorante » posti a guardia del giardino dell’Eden (Gn 3,24) fino alla folla angelica che popola l’Apocalisse, le Sacre Scritture sono animate dalla presenza di queste figure sovraumane ma non divine, la cui realtà era nota anche alle culture circostanti a Israele, sia pure con modalità differenti.
Il nome stesso ebraico, mal’ak e greco , ànghelos ne denota la funzione : significa, infatti, « Messaggero ». Da qui si riesce a intuire la missione,e per un’espressione del filosofo Massimo Cacciari la « necessità » (L’angelo necessario è il titolo di una sua opera) di questa figura biblica, affermata ripetutamente dalla tradizione giudaica e cristiana, confermata dal magistero della Chiesa nei documenti conciliari (a partire dal Credo di Nicea del IV secolo) e papali, e accolta nella liturgia e nella pietà popolare. Il compito dell’angelo è sostanzialmente quello di salvaguardare la trascendenza di Dio, ossia il suo essere misterioso e « altro » rispetto al mondo e alla storia, ma al tempo stesso di renderlo vicino a noi comunicando la sua parola e la sua azione, proprio come fa il « messaggero ». E’ per questo che in alcuni casi l’angelo nella Bibbia sembra quasi ritrarsi per lasciare spazio a Dio che entra in scienza direttamente. Così nel racconto del roveto ardente ad apparire a Mosè tra quelle fiamme è innanzitutto « l’angelo del Signore », ma subito dopo è « Dio che chiama dal roveto: Mosè, Mosè! » (Es. 3,2 – 4). La funzione dell’angelo è, quindi, quella di rendere quasi visibili e percepibili in modo mediato la volontà, l’amore e la giustizia di Dio, come si legge nel Salterio: « L’angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono e li salva … Il Signore darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi; sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede » (34, 8; 91, 11-12). Si ha qui l’immagine tradizionale dell’ « angelo custode », bene raffigurata nell’angelo Azaria/ Raffaele del libro di Tobia. Il compito dell’angelo è quello del mediatore tra l’infinito di Dio e il finito dell’uomo, e questa funzione la espleta anche per il Cristo. Come scriveva il teologo Hans Urs Balthasar, « gli angeli circondano l’intera vita di Gesù, appaiono nel presepe come splendore della discesa di Dio in mezzo a noi; riappaiono nella Risurrezione e nell’Ascensione come splendore dell’ascesa di Dio ». La loro è ancora una volta la missione di mettersi vicini all’umanità per svelare il mistero della gloria divina presente in Cristo in un modo che non ci accechi come sarebbe con la luce divina diretta. L’angelo è un segno dell’Unico che dev’essere adorato, Dio; è solo un indice puntato verso l’unico mistero, quello divino; è un mediatore al servizio dell’unico perfetto Mediatore tra Dio e gli uomini, Cristo Signore: « A quale degli angeli » si chiede la Lettera agli Ebrei (1,5) « Dio ha detto: Tu sei mio figlio oggi ti ho generato? ». E’, quindi, pericolosa la deriva a cui ha condotto il movimento New Age con l’immissione di elementi magico – esoterici e di « misteriose presenze » nella concezione degli angeli. L’angelo può per questa via sconfinare paradossalmente in demonio. Il tema della caduta degli angeli, in verità, è molto caro alla tradizione giudaica e cristiana soprattutto popolare, ma ha una presenza solo allusiva nella Bibbia: ad esempio, c’è la Lettera di Giuda che parla di « angeli che non conservano la loro dignità ma lasciarono la propria dimora »; oppure ci si può riferire alla Seconda Lettera di Pietro che presenta « gli angeli che avevano peccato, precipitati negli abissi tenebrosi dell’inferno » (2,4). Ciò che è netta è l’affermazione biblica della presenza oscura di Satana che cerca proprio di spezzare quel dialogo di vita e di amore tra Dio e l’umanità che l’angelo, invece, favorisce e sostiene ».

Publié dans:ANGELI, CAR. GIANFRANCO RAVASI |on 11 mars, 2016 |Pas de commentaires »

A Monumental Underwater Museum “MUSA” – statue sotto l’acqua, è bellissimo, vedere il sito, ci sono molte bellissime foto, (inglese)

A Monumental Underwater Museum “MUSA” - statue sotto l'acqua, è bellissimo, vedere il sito, ci sono molte bellissime foto, (inglese) dans STATUE

http://1.bp.blogspot.com/-ME7aYIMdjr4/UHUXDs4-0TI/AAAAAAAACn4/vdwqpk_Y9bk/s1600/000099ee.jpeg

http://remarkable-pictures.blogspot.it/2012_10_01_archive.html?view=classic

Publié dans:STATUE, UNDERWATER - DI TUTTO |on 10 mars, 2016 |Pas de commentaires »

PREGHIERE DEL CRISTIANO ORTODOSSO -PREGHIERE DEL MATTINO

http://www.piemontesacro.it/ortodossi/preghiera_del%20mattino.htm

PREGHIERE DEL CRISTIANO ORTODOSSO -PREGHIERE DEL MATTINO

Destatici dal sonno, ci prostriamo davanti a Te, o Dio di bontà e ti cantiamo l’inno degli Angeli, o Dio potente: Santo, Santo, Santo sei, o Dio.
Per l’intercessione della Madre tua, abbi pietà di me.
Gloria al Padre, e al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
O Signore che mi hai svegliato dal sonno, illumina la mia mente e apri le mie labbra ed il mio cuore per cantarti, Trinità Santa: Santo, Santo, Santo sei o Dio.
Per l’intercessione della Madre di Dio, abbi pietà di noi.
Signore, abbi pietà (12 volte)
Destatomi dal sonno ti ringrazio, o Santa Trinità, che nella tua bontà infinita e paziente non ti sei adirata con me indolente e peccatore e non mi hai condannato per i miei peccati, ma come sempre hai avuto compassione di me, scotendomi dalla mia insensibilità per farmi fin dal mattino adorare la tua gloriosa potenza.
d ora illumina gli occhi della mia mente affinché mi istruisca alla tua parola, comprenda i tuoi comandamenti ed adempia la tua volontà ed apri la mia bocca affinché ti lodi con tutto il cuore ed inneggi al Santissimo tuo Nome, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Narciso Erlicheer daffodil, buona serata e buona notte

Narciso Erlicheer daffodil, buona serata e buona notte dans fiori e piante NErlicheer-framed

http://2.bp.blogspot.com/-cCDIId_nuDY/T2BoejfCu7I/AAAAAAAACHc/IIMlrDJ7740/s1600/NErlicheer-framed.jpg

http://ilgiardinodifastifloreali.blogspot.it/2012/03/narcisi-prova.html

Publié dans:fiori e piante |on 9 mars, 2016 |Pas de commentaires »

lumache in un sottobosco, sito da visitare, molte belle immagini

lumache in un sottobosco, sito da visitare, molte belle immagini dans MOLLUSCHI Vyacheslav-Mishchenko-slider

http://www.whatagreenlife.com/wp-content/uploads/2014/12/Vyacheslav-Mishchenko-slider.jpg

http://www.whatagreenlife.com/vyacheslav-mishchenko-world/

Publié dans:MOLLUSCHI |on 6 mars, 2016 |Pas de commentaires »

Strange flowers

Image de prévisualisation YouTube
Publié dans:fiori...strani, You tube |on 5 mars, 2016 |Pas de commentaires »
123

mes envies, mes faiblesses,... |
c'est une crevette !!! |
el mondo apocalipticodramat... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | Un coeur à toi pour toujours
| etreunevraie
| Juste pour moi car écrire c...