IL CARLINO

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IL CARLINO

Caratteristiche
Il carlino ha un aspetto simile a un bulldog, ma è più piccolo. Una sua caratteristica è quella di emettere, durante il respiro, un rantolo simile a suoni asmatici, come succede a molti cani con conformazione brachicefica. Questa caratteristica lo rende particolarmente sensibile alle temperature alte e agli sforzi fisici eccessivi.[1][2]
È un cane solido e compatto, ben proporzionato e con una testa inconfondibile, piatta e piena di rughe; il muso è sempre nero, e perciò viene detto pafusso. In ragione della conformazione del muso, questo risulta essere molto espressivo e simpatico. Ha un carattere calmo, molto sensibile, leale e affettuoso. È un cane abbastanza pigro, dorme molto ed è poco incline al moto.
Nei primi 2 o 3 anni di vita, i maschi sono molto più iperattivi, dal terzo in poi sono più calmi e rilassati, come del resto tutti i molossoidi. Tendono inoltre ad appesantirsi con facilità se non abituati ad una dieta equilibrata.

Storia della razza
Madama Elisabetta (François-Hubert Drouais, 1770)
L’origine del carlino come razza risale all’antica Cina, anche se sicuramente non si presentava come i carlini d’oggi. Le prime notizie che lo riguardano risalgono alla località di Gullin, situata nella parte settentrionale di Canton. Originariamente, il carlino presentava una statura più elevata, rimpicciolita nel tempo a causa di accurate selezioni. Cani chiamati « dal muso corto », o pafussoidali, sono descritti in documenti datati circa 600 a.C. ed erano gli antenati della razza che noi chiamiamo carlino.
Solamente tra il Cinquecento e il Seicento la Cina iniziò gli scambi commerciali con l’Europa (Portogallo, Paesi Bassi, Spagna e Inghilterra). I commercianti portavano con sé piccoli cani come doni dall’oriente: così cominciò la crescita della popolarità del carlino in Europa.
Un grande impatto nella razza del carlino nel 1800 si ebbe quando, nel 1860, due carlini di pure linee cinesi furono portati in Inghilterra. Questi due cani, Lamb e Moss, produssero un figlio chiamato Click.
Il carlino è altresì noto col nome di « Pug » e di « Mops » (musetto). Il nome italiano deriva da Carlo Bertinazzi (detto Carlino), un attore famoso nel ruolo di Arlecchino, che indossava una maschera nera e rugosa, molto simile al muso del cane.

Caratteristiche fisiche
Il carlino è un molossoide di piccola taglia il suo peso ideale dovrebbe essere compreso tra i 7 e gli 8 kg. L’altezza al garrese in media è compresa tra 30–33 cm. Caratteristica tipica del carlino, nonché parametro di valutazione della qualità dell’esemplare, è la coda a ricciolo ripiegata sul dorso. Gli occhi sono molto grandi e di forma arrotondata.

Varietà a pelo nero
Aspetto generale: Cane solido, ma di salute fragile (si ammala facilmente) e di stazza decisamente robusta. Possiede una muscolatura proporzionata e compatta.
Carattere: È un cane da compagnia che si distingue per la sua dignità e serietà. Giocherellone e spesso iperattivo (specialmente da cucciolo), è un cane leale, sensibile ed affettuoso, quasi struggente nei confronti del padrone. Non ama il movimento se non le brevi passeggiate pomeridiane e serali. Si adatta ad ogni situazione e può essere un ottimo guardiano. Molto apprezzato da adulti e bambini, il Carlino riserva poche attenzioni agli estranei, con i quali si dimostra spesso diffidente. Soffre moltissimo se lasciato da parte, non ama restare a lungo lontano dal padrone e dalle sue attenzioni ed è fortemente dipendente dall’affetto. Ama stare in compagnia della sua famiglia e non disdegna ore ed ore di riposo. Per questo è consigliato tenere d’occhio la sua alimentazione, dato che il cane aumenta di peso molto facilmente. Evitare ciò è molto importante date le caratteristiche respiratorie del cane che, se in sovrappeso, potrebbero causare seri problemi. Non è vero che i carlini sono cagnetti « gestibili » per quanto riguarda le malattie, spesso vengono abbandonati proprio perché i padroni vengono presi alla sprovvista. Oltre ad essere estremamente « tardivi » nell’imparare dove fare i bisognini sia liquidi che solidi da piccoli, sono predisposti a molteplici malattie, ad esempio problemi di respirazione (correlati alla conformazione anatomica delle prime vie respiratorie), otiti, allergie e intolleranze alimentali anche gravi, problemi oculari. Per ridurre il rischio di dermatiti umide è bene pulire accuratamente e frequentemente le pieghe cutanee di muso ed occhi. Tutto ciò lo rende un cane impegnativo e che richiede un’attenta gestione.

Testa e cranio: Testa robusta ma mancante del solco sul cranio (cosiddetto cranio « a mela »), tondeggiante e piena di rughe. La testa è la parte del carlino da cui parte la focatura nera negli esemplari color nocciola o grigio chiaro.
Occhi: Tondeggianti, vivaci ed espressivi, sguardo dolce e fiero. A causa della loro conformazione sporgente, essi sono soggetti a frequenti irritazioni o malattie come la cheratocongiuntivite secca, cheratite pigmentaria ed atrofia progressiva della retina, che spesso portano ad una totale o parziale cecità del cane. Gli occhi sono la parte più delicata del cane, e necessitano di frequente pulizia, idratazione e cura.
Orecchie: Nere e piccole, morbide come il velluto. Alcuni carlini presentano come caratteristica le cosiddette « orecchie a rosa » (ripiegate all’indietro), ma gli esemplari preferiti sono quelli con le orecchie cosiddette « a bottone », piccole e con i lobi ripiegati in avanti, con la punta verso l’occhio.
Naso: Il tartufo è perfettamente tondeggiante e nero, ben visibile tra le rughe che lo circondano. Lo stop è quasi assente, favorendo al cane la possibilità di tenere la lingua spesso e volentieri ripiegata sul naso.
Bocca: Il musetto è sempre nero e rugoso. La bocca presenta una forma di prognatismo, mandibola ampia e spesso deviata. In alcuni casi, i denti e la lingua sono persino visibili (come in alcuni Bulldog), ed i denti si presentano storti ed affollati.
Tronco: Corto, robusto e tarchiato. Torace non troppo largo ma perfettamente proporzionato rispetto al resto del corpo e rispetto all’andatura tipica del cane.
Arti: Gli arti anteriori segnano due spalle oblique. Non troppo lunghi ma resistenti. Gli arti posteriori sono dritti e paralleli, con muscolatura sviluppata.
Coda: Ripiegata sul dorso, a forma di ricciolo. È molto apprezzato il doppio giro della coda, presente in pochi esemplari.
Mantello: Pelo folto, liscio e morbido, corto ma non raso. Il carlino possiede un mantello lucido e facile da tenere in ordine. Nel corso dei vari cambia di stagione, il mantello del carlino tende a perdere molto pelo.
Colori: Nero lucido, nocciola (o albicocca) focato, giallo-bianco, grigio chiaro focato.

Publié dans : cani...CANI ????? |le 1 mai, 2015 |Pas de Commentaires »

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