Archive pour mars, 2015

Singing in the Rain – Good Morning !!

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Publié dans:MUSICHE DA FILM, You tube |on 29 mars, 2015 |Pas de commentaires »

Il giardino del getsemani a Gerusalemme

Il giardino del getsemani a Gerusalemme dans a. PIANTE (le) 446px-Gethsemane
http://it.cathopedia.org/wiki/File:Gethsemane.jpg

Publié dans:a. PIANTE (le), a. TERRA SANTA |on 27 mars, 2015 |Pas de commentaires »

GLI ULIVI DEL GETSEMANI ESISTONO ANCORA

http://thesundaypost.blogspot.it/2012/10/gli-ulivi-del-getsemani-esistono-ancora.html

GLI ULIVI DEL GETSEMANI ESISTONO ANCORA

Secondo i primi risultati di tre anni di ricerca sulle piante di olivo del giardino del Getsemani, dove Gesù, secondo i Vangeli, trascorse le ultime ore prima del suo arresto e la crocifissione, il tronco e i rami degli ulivi del Getsemani hanno 900 anni, ma il loro DNA suggerisce che essi sono nati da un albero molto più antico.
Per la prima volta, un team composto da ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), e varie università italiane ha esaminato i campioni del tronco di tre degli otto ulivi sulla montagna, dove ebbe inizio la Passione di Cristo e analizzato la sua impronta genetica (fingerprinting).
I risultati della ricerca hanno indicato la datazione del fusto di tre degli otto ulivi (gli unici su cui era tecnicamente possibile realizzare lo studio) come risalenti risalgono alla metà del 12 ° secolo (periodo, durante il quale i Crociati erano impegnati nella ricostruzione delle grandi chiese della Terra Santa e di Gerusalemme in particolare). Appare dunque verosimile che, in occasione della costruzione della basilica del Getsemani sia stato anche risistemato il giardino, realizzando un intervento di recupero degli ulivi presenti a quel tempo. Perciò, alle piante viene riconosciuta un’età di circa novecento anni. Occorre però fare una precisazione: la datazione indicata è da intendersi riferita solamente alla parte epigea delle piante, ovvero quella costituita dalla parte emersa della pianta, cioè dal tronco e dalla chioma. Infatti la stessa ricerca ha dimostrato che la parte ipogea, ovvero quella costituita dalle radici, è di certo più antico.
Secondo gli esperti, provengono tutti da un albero adulto, il che significa che parte di rami di uno esemplari sono stati piantati nel Getsemani con la stessa tecnica adottata da giardinieri palestinesi. I Vangeli riferiscono di ulivi adulti quando Gesù era lì e la loro presenza è stata testimoniata dai pellegrini nei secoli successivi.
I risultati della ricerca scientifica può essere controllato attraverso la storia. Tra il 1150 e il 1170, la Basilica del Getsemani fu ricostruita e probabilmente il giardino è stato ristrutturato recuperando gli alberi. I ricercatori ritengono che uno di loro avrebbe potuto essere il donatore di alberi di olivo di oggi anche se ulteriori ricerche saranno necessarie per dimostrare questo.
In una conferenza stampa a Roma, presentando i risultati della ricerca, Fra Pierbattista Pizzaballa ha osservato che «per ogni cristiano, gli ulivi del Giardino del Getsemani costituiscono un riferimento “vivente” alla Passione di Cristo; della testimonianza all’obbedienza assoluta al Padre, anche nel sacrificare la Sua persona per la salvezza dell’uomo, di tutti gli uomini; e sono anche indicazione e memoria della disponibilità che l’uomo deve avere nel “fare la volontà di Dio”, unico modo per distinguersi credente. In questo luogo, Cristo pregò il Padre e si affidò a Lui per superare l’angoscia della morte, l’’Agonia’, la Passione e la terribile esecuzione di croce, confidando nella vittoria finale, la Risurrezione e la Redenzione degli uomini.

Publié dans:a. TERRA SANTA |on 27 mars, 2015 |Pas de commentaires »

IL PASSERO E I SUOI QUATTRO FIGLI – UNA FIABA DEI FRATELLI GRIMM

http://www.grimmstories.com/it/grimm_fiabe/il_passero_e_i_suoi_quattro_figli

IL PASSERO E I SUOI QUATTRO FIGLI

UNA FIABA DEI FRATELLI GRIMM

Un passero aveva quattro piccoli in un nido di rondine. Quando misero le penne, dei ragazzi cattivi sfasciarono il nido, ma tutti e quattro riuscirono fortunatamente a fuggire nel turbinio del vento. Ora il padre si duole che i suoi figli se ne vadano per il mondo prima che egli abbia potuto metterli in guardia contro tutti i pericoli, o dato loro buoni consigli. D’autunno molti passeri si radunano in un campo di grano, e il padre trova i suoi quattro figli e, pieno di gioia, li porta a casa con s‚. -Ah, miei cari figlioli, quante preoccupazioni mi avete dato quest’estate, quando ve ne siete andati nel vento senza i miei consigli! Ascoltate le mie parole, ubbidite a vostro padre e fate bene attenzione: gli uccellini piccoli corrono gravi rischi!- Poi domandò al maggiore dove fosse stato durante l’estate e come si fosse nutrito. -Mi sono fermato nei giardini a cercare bruchi e vermiciattoli, fin che sono maturate le ciliegie-. -Ah, figlio mio!- disse il padre -l’abbondanza va bene, ma è anche pericolosa; perciò d’ora in poi fa’ bene attenzione soprattutto se nei giardini gira della gente con delle lunghe pertiche verdi, che sono vuote all’interno, ma con un forellino in cima.- -Sì, babbo; ma se sul forellino vi fosse attaccata con la cera una foglietta verde?- disse il figlio. -Dove l’hai visto?- -Nel giardino di un mercante- rispose l’uccellino. -Oh, figlio mio!- disse il padre -i mercanti: tutti lestofanti! Sei stato con uomini di mondo e hai imparato a essere avveduto: bada di fare buon uso, e non fidarti troppo di te stesso.- Poi domandò al secondo: -E tu dove sei stato?-. -A corte- rispose il figlio. -I passeri e gli uccellini sciocchi non stanno bene a corte, dove c’è tanto oro, velluto, sete, armi e corazze, sparvieri, civette e falchi; resta nella stalla dove si vaglia l’avena o dove si trebbia, e ti toccheranno in santa pace i tuoi granelli quotidiani.- -Sì, babbo- disse il figlio -ma se gli stallieri fanno delle trappole, nascondendo nella paglia reti e lacci, molti ci restano presi.- -Dove l’hai visto?- chiese il vecchio. -A corte, dal palafreniere.- -Oh, figlio mio, i cortigiani: falsi e ruffiani! Sei stato a corte, con i signori, e non ci hai lasciato neanche una penna, hai imparato a sufficienza e saprai cavartela al mondo. Tuttavia, guardati attorno e sta’ attento: spesso i lupi mangiano anche i cagnolini giudiziosi.- Il padre chiamò anche il terzo a s‚: -Dove hai tentato la tua fortuna?-. -Ho messo l’argano sulle strade maestre e sulle carrozzabili, e a volte ho trovato un granello o un bruco.- -E’ davvero un cibo fine- disse il padre -ma sta’ bene attento e guardati spesso attorno, soprattutto se qualcuno si china a prendere un sasso, non ti conviene stare ad aspettarlo.- -E’ vero- rispose il figlio -ma se uno avesse già una pietra in tasca o in seno?- -Dove l’hai visto?- -Dai minatori, caro babbo, quando escono con il carro, di solito portano delle pietre con s‚.- -Artigiani e minatori hanno menti superiori! Se sei stato con i minatori, hai visto e imparato qualcosa. Va’ pure, ma bene in guardia devi stare: i minatori, passeri e coboldi sanno ammazzare!-Infine il padre arrivò al fratello minore: -Tu, mio caro diavoletto, sei sempre stato il più sciocco e il più debole; resta con me, il mondo ha troppi uccellacci cattivi, che hanno becchi adunchi e artigli affilati, e non fanno che insidiare i poveri uccellini per divorarli; rimani con i tuoi pari, e prendi i ragnetti e i bruchi degli alberi e delle casette, e sarai felice a lungo-. -Oh, caro babbo, chi vive senza procurare danno agli altri va lontano, e non c’è sparviero, avvoltoio, aquila o nibbio che possa nuocergli, soprattutto se ogni sera e ogni mattina raccomanda con devozione se stesso e il proprio onesto nutrimento al buon Dio, che è il creatore e sostenta tutti gli uccellini del bosco e del villaggio, e che ascolta anche le grida e le preghiere dei piccoli corvi; poiché‚, senza il suo volere, non cade n‚ un passero n‚ uno scricciolo.- -Dove l’hai imparato?- Il figlio rispose: -Quando quel gran vento mi strappò da te, giunsi in una chiesa; là, per tutta l’estate, levai mosche e ragni dalle finestre e sentii predicare quel detto; e il padre di tutti i passeri mi ha nutrito per tutta l’estate e protetto da ogni sventura e dagli uccelli malvagi-. -In fede mia! Mio caro figliolo, se voli nelle chiese e aiuti a fare piazza pulita dei ragni e delle mosche che ronzano, e pigoli a Dio come i piccoli corvi, e ti raccomandi all’eterno Creatore, ti troverai bene anche se il mondo fosse pieno di perfidi uccelli crudeli. Chi al buon Dio si vuol raccomandare sa tacere, soffrire, attendere, pregare, aver fede e la coscienza pulita conservare, e il Buon Dio lo vorrà aiutare!-.

Publié dans:favole, FIABE D'AUTORE |on 26 mars, 2015 |Pas de commentaires »

Marc Chagall & l’Amour

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Publié dans:MARC CHAGALL |on 25 mars, 2015 |Pas de commentaires »

L’Annunciazione, Rubens Pieter Paul (1577 – 1640)

L'Annunciazione, Rubens Pieter Paul (1577 - 1640) dans immagini sacre gaudiosi-1

http://www.reginamundi.info/SantoRosario/gaudioso-1.asp

Publié dans:immagini sacre |on 24 mars, 2015 |Pas de commentaires »

MARIA, NUOVO MONTE SINAI DOVE DIO DISCENDE ( qualcosa, domani è l’Annunciazione)

http://it.mariedenazareth.com/526.0.html?&L=4

MARIA, NUOVO MONTE SINAI DOVE DIO DISCENDE

A. SERRA

La tradizione cristiana conta una importante serie di testi nei quali la Vergine è paragonata ad un monte, in generale e alcuni di essi salutano in lei il nuovo monte Sinai.

Romano il Melode (+ 560) :
« … io, il dolce, sono sceso infine dai cieli, come la manna, non sul monte Sinai, ma nel tuo seno. » [1]

San Giacomo di Sarug (+ 521)
paragona il grembo di Maria, adombrato dallo Spirito Santo, al monte Sinai, adombrato dalla nuvola. [2] Egli scrive :
« Come quando Mosé annunciò al popolo che l’Eccelso doveva discendere, e appena si furono purificati allora discese il Padre sopra il monte, così il Vigile [Gabriele] portò l’annuncio alla fedele [= Maria], la quale, come l’ebbe udito, si preparò e così in essa egli abitò. » [3]

Sant’Efrem Siro (+ 373):
« Come il monte Sinai io Ti ho ricevuto, tuttavia non rimasi bruciata dal fuoco tuo violento, poiché tu occultasti quel fuoco tuo affinché non mi nuocesse ; e non bruciò la fiamma tua che i serafini guardare non possono. » [4]
Si potrebbe citare anche Andrea di Creta e altri …. Perché dunque questi autori hanno salutato in Maria il nuovo Sinai ? Le radici di questo parallelismo si trovano nella Bibbia stessa.

SUL MONTE SINAI FU RATIFICATA L’ANTICA ALLEANZA

Tre furono gli attori di quel grande evento :
Dio,
Mosè,
il popolo.
Dio, mediante Mosè, parlò alle tribù d’Israele radunate, manifestando il suo progetto di voler stringere con loro un legame particolarissimo, fondato sull’accoglienza della sua Legge.
« Poi Mosè salì verso Dio ;
e l’Eterno lo chiamò dal monte, dicendo:
Così dirai alla casa di Giacobbe e questo annuncerai ai figli d’Israele: « Voi avete visto ciò che ho fatto agli Egiziani, e come io vi ho portato sulle ali d’aquila e vi ho condotto da me. Or dunque, se darete attentamente ascolto alla mia voce e osserverete il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare, poiché tutta la terra è mia. E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figli d’Israele ».
Allora Mosè mandò a chiamare gli anziani del popolo, ed espose loro tutte queste parole che l’Eterno gli aveva ordinato di dire. E tutto il popolo rispose insieme e disse: « Noi faremo tutto ciò che l’Eterno ha detto ». Così Mosè riferì all’Eterno le parole del popolo. »
(Es 19,3-8)
« Mosè allora venne e riferì al popolo tutte le parole dell’Eterno e tutte le leggi. E tutto il popolo rispose a una sola voce e disse: « Noi faremo tutte le cose che l’Eterno ha detto ». »
(Es 24,3)

Da quel giorno, Dio divenne Sposo d’Israele e Israele sposa di Dio. (cfr Ez 16,8)

Anche a Nazareth, come già al Sinai, abbiamo tre attori

Dio,
l’angelo,
Maria.
Dio, mediante l’angelo Gabriele, fa conoscere a Maria il compito che stava per assegnarle : divenire madre del Figlio suo divino, nel quale è sigillata l’alleanza nuova ed eterna tra cielo e la terra. (Lc 1,26-33).
E Maria, opportunamente istruita dall’angelo, accoglie la proposta divina con le celebri parole:
« Sono la serva del Signore, oh, si ! avvenga di me secondo la tua parola. »
(Lc 1, 38)

A seguito del Fiat della Vergine, il Figlio dell’ Altissimo si incarnò nel suo grembo e divenne il Figlio di Maria.

Il Sinai e Nazareth si congiungono

La montagna maestosa ove ebbe principio l’antica alleanza, cede adesso il paso all’umile borgata della Galilea, dove è inaugurata l’alleanza nuova di Dio, uomo tra gli uomini nel grembo di una donna.

Il Verbo prende dimora in lei come su un monte spirituale; scende il pacifico, dolce, misericordioso.
A Nazaret commincia l’Alleanza nuova.

Per essere più vicini a noi, e nostro « alleato », Dio preso nostra carne e nostro sangue, nostro volto, in una parola, nostra umanità.
Il racconto dell’Annunciazione (Lc 1, 26-38) rivela il modo con il quale Dio domanda il consento per far vivere l’Alleanza.

[1 ] Romanos le Mélode, Marie à la croix, strophe 6, Sources Chrétiennes n°128, p. 167
[2 ] A.Vona C., Omelie mariologiche di s. Giacomo di Sarug, Roma 1953, p. 144 et p. 147 (homelie sur l’Annonciation de la mère de Dieu), p. 212 (Homélie VI sur la nativité de notre Seigneur)
[3 ] Homélie VI sur la nativité de notre Seigneur traduit du syriaque par A.Vona C., Omelie mariologiche di s. Giacomo di Sarug, Introduzione, traduzione dal siriaco e commento, Roma 1953, p. 209
[4 ] Hymne à la Vierge n° 18, traduit par du Syriaque par G. Ricciotti, Turin, 1939, p. 92

A. SERRA
, La Donna dell’Alleanza, Prefigurazioni di Maria nell’Antico Testamento,

Publié dans:Maria Vergine |on 24 mars, 2015 |Pas de commentaires »

Andrea Bocelli – Besame Mucho (2006)

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Publié dans:Andrea Bocelli, MUSICA, You tube |on 23 mars, 2015 |Pas de commentaires »

HO VISTO IL SIGNORE VIVENTE – Starec Silvano dell’Athos

(scusate ho perduto il link)

Starec Silvano dell’Athos

HO VISTO IL SIGNORE VIVENTE 

Durante la mia infanzia mi chiedevo in che modo il Signore fosse asceso al cielo sulle nuvole e come la Madre di Dio e i santi apostoli avessero visto questa ascensione. Quando però nella giovinezza smarrii la grazia di Dio, l’anima mia si indurì lasciandosi incantare dal peccato, e solo raramente pensavo all’ascensione del Signore. In seguito riconobbi il mio peccato e ne fui molto addolorato: avevo offeso il Signore, smarrendo la fiducia in lui e nella Madre di Dio. Provai un profondo disgusto per il mio peccato e decisi di entrare in monastero, per implorare e supplicare da Dio il perdono per i miei molti peccati.
Appena terminato il servizio militare, entrai in monastero, ma poco dopo mi assalirono pensieri carnali che mi spingevano a tornare nel mondo e a sposarmi. Ma io non cessavo di ripetere con risolutezza: “Morirò qui per i miei peccati”. Cominciai a pregare intensamente il Signore affinché nella sua misericordia perdonasse i miei molti peccati.
Una volta fui preda dello spirito di disperazione: sembrava che Dio mi avesse rigettato per sempre e che per me non ci fosse più salvezza. Percepivo in me con chiarezza di trovarmi sull’orlo della perdizione eterna e che Dio era inesorabilmente spietato nei miei confronti. Rimasi in preda a questo spirito per più di un’ora. L’angoscia e la tortura provocate da questo spirito sono tali che il semplice ricordo è terribile. L’anima non può sopportarlo a lungo: in momenti simili ci si può perdere per l’eternità. Il Signore misericordioso ha permesso allo spirito della malvagità infernale di muovere guerra all’anima mia.
Dopo un po’ mi recai in chiesa per i vespri e, fissando lo sguardo sull’icona del Salvatore, esclamai: “Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me peccatore!”. A quelle parole vidi, al posto dell’icona, il Signore vivente, e la grazia dello Spirito santo mi riempì totalmente l’anima e il corpo. Così conobbi, nello Spirito santo, che Gesù Cristo è Dio, e questa grazia divina fece sorgere in me il desiderio di soffrire per Cristo.
Da quel preciso istante l’anima mia anela al Signore, e null’altro più mi rallegra sulla terra: la mia unica gioia è Dio. È lui la mia letizia, la mia forza, la mia speranza, il mio bene.

FIORE ROSSO…ON ICE

FIORE ROSSO...ON ICE dans immagini buona notte, buon giorno e....♥ 56231447_721ff3d09c

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