Archive pour le 31 octobre, 2014

Tutti i Santi

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Publié dans:immagini sacre |on 31 octobre, 2014 |Pas de commentaires »

BENEDETTO XVI. OMELIA NELLA SOLENNITÀ DI TUTTI SANTI (2008)

http://liturgiadomenicale.blogspot.it/2010/10/benedetto-xvi-omelia-e-angelus-nella.html

BENEDETTO XVI. OMELIA NELLA SOLENNITÀ DI TUTTI SANTI

PIAZZA SAN PIETRO

SABATO, 1° NOVEMBRE 2008

Cari fratelli e sorelle!

Celebriamo oggi con grande gioia la festa di Tutti i Santi. Visitando un vivaio botanico, si rimane stupefatti dinanzi alla varietà di piante e di fiori, e viene spontaneo pensare alla fantasia del Creatore che ha reso la terra un meraviglioso giardino. Analogo sentimento ci coglie quando consideriamo lo spettacolo della santità: il mondo ci appare come un « giardino », dove lo Spirito di Dio ha suscitato con mirabile fantasia una moltitudine di santi e sante, di ogni età e condizione sociale, di ogni lingua, popolo e cultura. Ognuno è diverso dall’altro, con la singolarità della propria personalità umana e del proprio carisma spirituale. Tutti però recano impresso il « sigillo » di Gesù (cfr Ap 7,3), cioè l’impronta del suo amore, testimoniato attraverso la Croce. Sono tutti nella gioia, in una festa senza fine, ma, come Gesù, questo traguardo l’hanno conquistato passando attraverso la fatica e la prova (cfr Ap 7,14), affrontando ciascuno la propria parte di sacrificio per partecipare alla gloria della risurrezione.

La solennità di Tutti i Santi si è venuta affermando nel corso del primo millennio cristiano come celebrazione collettiva dei martiri. Già nel 609, a Roma, il Papa Bonifacio IV aveva consacrato il Pantheon dedicandolo alla Vergine Maria e a tutti i Martiri. Questo martirio, peraltro, possiamo intenderlo in senso lato, cioè come amore per Cristo senza riserve, amore che si esprime nel dono totale di sé a Dio e ai fratelli. Questa meta spirituale, a cui tutti i battezzati sono protesi, si raggiunge seguendo la via delle « beatitudini » evangeliche, che la liturgia ci indica nell’odierna solennità (cfr Mt5,1-12a). E’ la stessa via tracciata da Gesù e che i santi e le sante si sono sforzati di percorrere, pur consapevoli dei loro limiti umani. Nella loro esistenza terrena, infatti, sono stati poveri in spirito, addolorati per i peccati, miti, affamati e assetati di giustizia, misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace, perseguitati per la giustizia. E Dio ha partecipato loro la sua stessa felicità: l’hanno pregustata in questo mondo e, nell’aldilà, la godono in pienezza. Sono ora consolati, eredi della terra, saziati, perdonati, vedono Dio di cui sono figli. In una parola: « di essi è il Regno dei cieli » (cfrMt 5,3.10).

In questo giorno sentiamo ravvivarsi in noi l’attrazione verso il Cielo, che ci spinge ad affrettare il passo del nostro pellegrinaggio terreno. Sentiamo accendersi nei nostri cuori il desiderio di unirci per sempre alla famiglia dei santi, di cui già ora abbiamo la grazia di far parte. Come dice un celebre canto spiritual: « Quando verrà la schiera dei tuoi santi, oh come vorrei, Signore, essere tra loro! ». Possa questa bella aspirazione ardere in tutti i cristiani, ed aiutarli a superare ogni difficoltà, ogni paura, ogni tribolazione! Mettiamo, cari amici, la nostra mano in quella materna di Maria, Regina di tutti i Santi, e lasciamoci condurre da Lei verso la patria celeste, in compagnia degli spiriti beati « di ogni nazione, popolo e lingua » (Ap 7,9). Ed uniamo nella preghiera già il ricordo dei nostri cari defunti che domani commemoreremo.

  

GIOVANNI PAOLO II – ANGELUS 1980 – COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/angelus/1980/documents/hf_jp-ii_ang_19801102_it.html

GIOVANNI PAOLO II

ANGELUS – DOMENICA 2 NOVEMBRE 1980

COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

1. Tutto il mondo davanti a te, come polvere sulla bilancia, / come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra. / Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi, / non guardi ai peccati degli uomini, in vista del pentimento. / Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; / se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata. / Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? / O conservarsi se tu non l’avessi chiamata all’esistenza? / Tu risparmi tutte le cose, / perché tutte sono tue, Signore, amante della vita, / poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose. / Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli / e li ammonisci ricordando loro i propri peccati, / perché, rinnegata la malvagità, credano in te, Signore” (Sap 11, 22-12,2).
la Chiesa celebra la “commemorazione di tutti i fedeli defunti”. Le sopracitate parole del libro della sapienza, desunte dalla prima lettura della domenica trentunesima “per annum”, possono aiutare molto ciascuno di noi a vivere questo incontro con l’eternità, che portano in sé i primi due giorni di novembre.
parole ci accompagnino durante la visita ai cimiteri, quando ci fermeremo presso le tombe dei nostri defunti, vicini o lontani, conosciuti o sconosciuti: “. . .poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose” (Sap 12, 1).
Che queste visite ai defunti, questi incontri con loro, siano avvalorati, nei nostri cuori, dalla speranza che “è piena di immortalità” (Sap 3, 4).. Ritorno, ancora una volta, al Sinodo dei Vescovi che, una settimana fa, ha terminato i suoi lavori dedicati ai compiti della famiglia nel mondo contemporaneo. Perché oggi voglio dire che la famiglia è un luogo particolare dell’uomo. In questo luogo, in questa comunità, viene salutata con gioia la sua nascita, la sua venuta al mondo; e in questo luogo, soprattutto, si risente la sua scomparsa, la sua morte. giorno dei defunti è un giorno particolare per le famiglie. Esse si dirigono, in questo giorno, nei luoghi dove riposano i loro defunti più vicini e più cari; si incontrano, nel silenzio, nella preghiera, nella meditazione, presso le loro tombe.
Rivivono ricordi gioiosi e dolorosi; a volte le lacrime cominciano a scorrere sul viso, così grande è il senso della vicinanza, nonostante la morte, così grande è la commozione!
Appartengono alla famiglia anche coloro che sono dipartiti, e tuttavia rimangono nei cuori, perché tanto profondamente ci ha legato ad essi il mistero della vita e dell’amore. Permangono nella vedovanza dei loro rispettivi mariti e mogli, rimasti in vita. Permangono nello stato di orfani dei loro figli.
3. In questo giorno vorrei ricordare tutti i morti di quest’anno, e in particolare le vittime di catastrofi naturali e dei numerosi, troppi episodi di violenza, di rapimenti, di terrorismo accaduti in diversi paesi del mondo.
Penso alle schiere di bambini innocenti – come agli alunni della scuola di Ortuella in Spagna -, a tante persone che, nei luoghi di lavoro, per le strade o nella propria casa, furono travolte, ignare, da atti di distruzione e di morte, di cui spesso neppure conobbero la causa.
Penso ad un piccolo paese, El Salvador, e ad altri paesi del mondo tormentati da un cronico prolungarsi di violenze e di uccisioni, che provocano lutti nelle famiglie e nella comunità ecclesiale.
Vorrei rinnovare, anche in nome della pietà per i morti, un appello accorato perché prevalga in tutte le parti responsabili il sentimento di riconciliazione dettato dalla coscienza cristiana e dall’amore per la propria patria.
Vorrei non dimenticare le vittime della guerra che da alcune settimane infuria tra l’Irak e l’Iran, con scontri sanguinosi tra gli eserciti e bombardamenti di città e di popolazioni indifese; purtroppo, la stessa opinione pubblica del mondo sembra abituarsi facilmente persino allo spettacolo di così terribili distruzioni.
Mentre la nostra preghiera vuole abbracciare la sorte anche di questi nostri fratelli, invochiamo Dio onnipotente e misericordioso perché faccia rinascere pensieri di pace, e in particolare risvegli il desiderio di risolvere i contrasti con la trattativa, nel rispetto dell’integrità dei diritti umani, nazionali e territoriali dei paesi coinvolti nel conflitto.
4. Nel giorno della commemorazione dei defunti oltrepassiamo, in un certo senso, i limiti della loro assenza, il cui segno è la tomba fredda, e ci uniamo con loro nella fede che ci conduce alla casa del Padre.
E insieme con l’autore del libro della Sapienza ripetiamo a quel Padre: “Signore, tutto tu puoi . . . e tu ami tutte le cose che hai creato . . .” (cf. Sap 11, 23-24). Tu ami l’uomo che hai creato a tua somiglianza e lo hai redento mediante il sangue del tuo Figlio. Tu ami l’uomo . . .

Gigi Proietti: « prima de pija sonno » – dallo sceneggiato: Fregoli del 1881

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Publié dans:1. GIGI PROIETTI |on 31 octobre, 2014 |Pas de commentaires »

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