IL GATTO – STORIA

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IL GATTO  – STORIA

Si ritiene che il più antico antenato del gatto risalga a circa 50 milioni di anni fa e si chiamava miacis. Da esso, 30-40 di milioni di anni fa, si evolsero l’hoplophoneus ed il dinictis. Il diretto antenato del gatto è lo Smilodon. che comparve circa 25 milioni di anni fa. Dal dinictis evolse il pseudailurus che era molto simile un gatto. Da esso, 18 milioni di anni fa apparve il primo animale moderno del genere felis da cui derivano tutti i gatti: l’acinonyx.I primi gatti moderni ad apparire furono il gatto di Martelli ed il gatto di Pallas. Il gatto di Martelli e’ attualmente estinto, ma il Manul (o gatto di Pallas) si puo’ trovare ancora oggi in alcune regioni dell’Asia. Il gatto selvatico di Martelli era diffuso in tutt’ Europa e in alcune parti del Medio Oriente. Scomparve probabilmente circa un milione di anni fa, ma presumibilmente fu il diretto progenitore dei piccoli gatti selvatici moderni, da cui si sarebbero poi sviluppati i gatti domestici. Tra i suoi discendenti c’era infatti il Felis silvestris, la cui comparsa nella storia dei gatti si colloca tra 600 000 e 900 000 anni fa. Si diffuse in tutt’Europa, in Asia e in Africa e diede origine: al gatto selvatico comune (Felis silvestris), al gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica) e al gatto asiatico del deserto (Felis silvestris ornata).
Altri gatti sono oggi rarissimi o estinti come il gatto baio (bruno) ancora oggi presente ma rarissimo, vive nel Borneo, o il felis shawiana forse presente solo in sparute colonie nel Turkestan.
Si suppone che il gatto domestico derivi dal gatto selvatico africano, con qualche possibile ascendenza al gatto del deserto.
Tra i 10.000 e 9500 anni fa resti di topi domestici sono ritrovati all’ interno di antichi granai in Israele e i gatti cominciano ad avvicinarsi agli uomini in cerca di topi. Circa 9500 anni fa è la prima sepoltura di un uomo accanto a un gatto a Cipro: qui comincia il viaggio del gatto domestico.
I graffiti e le sculture fatti 5.000 anni fa mostrano i primi segni di un vero rapporto tra uomo e gatto. Gli Egiziani lo importarono dall’Etiopia, lo chiamarono miu, emu o mau. Macedoni e Fenici abili mercanti, erano usi esportare dall’Egitto ogni specie di animali come i cani, i leoni, i volatili ed i gatti. Inizialmente quest’ultimo fu commerciato solo come curiosità.
I primi ad interessarsi al gatto furono le ricche famiglie greche che lo apprezzarono come animale curioso, forse da compagnia e ben presto venne sostituito alle fameliche faine sulle navi da cargo usate per la caccia al topo. Tuttavia presso i greci il gatto non divenne mai un animale importante.
ll gatto arrivò a Roma più tardi rispetto alla Grecia anche se nei reperti archeologici degli etruschi sono state ritrovate piccole statue in pietra raffiguranti un gatto. Presso le popolazioni romaniche, il gatto non ebbe lo stesso successo che ebbe tra gli egizi. Anche i Romani, come i Greci, erano soliti usare altri carnivori, come la donnola, la faina e la martora, per il controllo dei topi. Il popolo romano negli animali ammirava la forza e la mole. Appassionati di circhi e combattimenti importavano dall’Africa prevalentemente grossi felini e altri animali feroci di grossa taglia. Ugualmente desiderarono avere i gatti come animali da compagnia. Durante le campagne di conquiste i romani li portarono con sé contribuendo alla sua diffusione in tutta Europa.
Il gatto viene menzionato in testi indù. Nel nord dell’ india veniva adorata la dea Shashti, protettrice della maternità e dei bambini. Secondo una credenza indiana il gatto nell’ utima delle sue 7 vite sarebbe i ngrado di partorire 28 cuccioli. In generale esso viene visto come ambiguo: giocoso ma anche infingardo, amichevole ma anche egoista. Il gatto Ornato ( Felis Silvestris ornata) detto anche gatto del deserto indiano è probabilmente all’ origine del nostro gatto di casa. Furono le grandi civiltà dell ‘Indo e mesopotamiche ad addomesticarlo
Nei primi secoli che seguirono l’impero romano il gatto era diffuso in tutta Europa come guardiano dei granai.
Successivamente il suo modo di essere misterioso lo fece diventare animale demoniaco e spessissimo veniva torturato ed ucciso. Ironicamente la quasi estinzione del gatto favorì il proliferare dei topi che, come sappiamo, erano legati al la diffusione della peste.
Dopo il 1400 nelle zone rurali, presso nobili e proprietari terrieri, dove l’ influenza cattolica era meno presente, il gatto fu apprezzato come animale da compagnia.
Durante il rinascimento il gatto iniziò a riguadagnare il suo spazio come animale da compagnia. In Francia ed in Inghilterra divenne alla moda possedere un gatto. In alcune regioni d’Europa l’uccisione volontaria di un gatto divenne reato e in alcuni diritti fondiari, di questo periodo, venne addirittura dichiarato utile, se non obbligatorio, possedere un gatto nelle tenute agricole.
Nel 1871 avviene la prima esposizione nella quale vengono messe in mostra le razze selezionate dall’ uomo, al Crystal Palace di Londra. Nel 2006 l’ azienda Allerca crwa il primo gatto ipoallergenico

Publié dans : gatti - saperne qualcosa di più |le 20 octobre, 2011 |Pas de Commentaires »

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