Archive pour octobre, 2008

di H. C. Andersen : Il brutto anatroccolo

di H. C. Andersen : Il brutto anatroccolo  dans favole anatroccolo

 dal sito:

http://www.letturegiovani.it/Andersen/brutto_anatroccolo.htm

Il brutto anatroccolo

di H. C. Andersen

L’estate era iniziata; i campi agitavano le loro spighe dorate, mentre il fieno tagliato profumava la campagna. In un luogo appartato, nascosta da fitti cespugli vicini ad un laghetto, mamma anatra aveva iniziato la nuova cova. Siccome riceveva pochissime visite, il tempo le passava molto lentamente ed era impaziente di vedere uscire dal guscio la propria prole… finalmente, uno dopo l’altro, i gusci scricchiolarono e lasciarono uscire alcuni adorabili anatroccoli gialli.
- Pip! Pip! Pip! Esclamarono i nuovi nati, il mondo è grande ed è bello vivere!
- Il mondo non finisce qui, li ammonì mamma anatra, si estende ben oltre il laghetto, fino al villaggio vicino, ma io non ci sono mai andata. Ci siete tutti? – Domandò.
Mentre si avvicinava, notò che l’uovo più grande non si era ancora schiuso e se ne meravigliò. Si mise allora a covarlo nuovamente con aria contrariata.
- Buongiorno! Come va? – Le domandò una vecchia anatra un po’ curiosa che era venuta in quel momento a farle visita.
- Il guscio di questo grosso uovo non vuole aprirsi, guarda invece gli altri piccoli, non trovi che siano meravigliosi?
- Mostrami un po’ quest’uovo. – Disse la vecchia anatra per tutta risposta. – Ah! Caspita! Si direbbe un uovo di tacchina! Ho avuto anche io, tempo fa, Questa sorpresa: Quello che avevo scambiato per un anatroccolo era in realtà un tacchino e per questo non voleva mai entrare in acqua. Quest’uovo è certamente un uovo di tacchino. Abbandonalo ed insegna piuttosto a nuotare agli altri anatroccoli!
- Oh! Un giorno di più che vuoi che mi importi! Posso ancora covare per un po’. – Rispose l’anatra ben decisa.
- Tu sei la più testarda che io conosca! – Borbottò allora la vecchia anatra allontanandosi.
Finalmente il grosso uovo si aprì e lascio uscire un grande anatroccolo brutto e tutto grigio.
- Sarà un tacchino! – Si preoccupò l’anatra. – Bah! Lo saprò domani!
Il giorno seguente, infatti, l’anatra portò la sua piccola famiglia ad un vicino ruscello e saltò nell’acqua: gli anatroccoli la seguirono tutti, compreso quello brutto e grigio.
- Mi sento già più sollevata, – sospirò l’anatra, – almeno non è un tacchino! Ora, venite piccini, vi presenterò ai vostri cugini.
La piccola comitiva camminò faticosamente fino al laghetto e gli anatroccoli salutarono le altre anatre.
- Oh! Guardate, i nuovi venuti! Come se non fossimo già numerosi!… e questo anatroccolo grigio non lo vogliamo! – Disse una grossa anatra, morsicando il poverino sul collo.
- Non fategli male! – Gridò la mamma anatra furiosa
- E’ così grande e brutto che viene voglia di maltrattarlo! – Aggiunse la grossa anitra con tono beffardo.
- E’ un vero peccato che sia così sgraziato, gli altri sono tutti adorabili, – rincarò la vecchia anitra che era andata a vedere la covata.
- non sarà bello adesso, può darsi però che, crescendo , cambi; e poi ha un buon carattere e nuota meglio dei suoi fratelli, – assicurò mamma anatra, – la bellezza, per un maschio, non ha importanza, – concluse, e lo accarezzò con il becco – andate, piccoli miei, divertitevi e nuotate bene!
Tuttavia, l’anatroccolo, da quel giorno fu schernito da tutti gli animali del cortile: le galline e le anatre lo urtavano, mentre il tacchino, gonfiando le sue piume, lo impauriva. Nei giorni che seguirono, le cose si aggravarono: il fattore lo prese a calci e i suoi fratelli non perdevano occasione per deriderlo e maltrattarlo.
Il piccolo anatroccolo era molto infelice. Un giorno, stanco della situazione, scappò da sotto la siepe. Gli uccelli, vedendolo, si rifugiarono nei cespugli. « sono così brutto che faccio paura! » pensò l’anatroccolo. Continuò il suo cammino e si rifugiò, esausto, in una palude abitata da anatre selvatiche che accettarono di lasciargli un posticino fra le canne. Verso sera, arrivarono due oche selvatiche che maltrattarono il povero anatroccolo già così sfortunato. Improvvisamente, risuonarono alcuni spari… le due oche caddero morte nell’acqua! I cacciatori, posti intorno alla palude, continuarono a sparare. Poi i lori cani solcarono i giunchi e le canne. Al calar della notte, il rumore cessò. Il brutto anatroccolo ne approfittò per scappare il più velocemente possibile. Attraversò campi e prati, mentre infuriava una violenta tempesta. Dopo qualche ora di marcia, arrivò ad una catapecchia la cui porta era socchiusa. L’anatroccolo si infilò dentro: era la dimora di una vecchia donna che viveva con un gatto ed una gallina. Alla vista dell’anatroccolo, il micio cominciò a miagolare e la gallina cominciò a chiocciare, tanto che la vecchietta, che aveva la vista scarsa, esclamò:
- Oh, una magnifica anatra! Che bellezza, avrò anche le uova… purché non sia un’ anatra maschio! Beh, lo vedremo, aspettiamo un po’!
La vecchia attese tre lunghe settimane… ma le uova non arrivarono e cominciò a domandarsi se fosse davvero un’anatra! Un giorno, il micio e la gallina, che dettavano legge nella stamberga, interrogarono l’anatroccolo:
- Sai deporre le uova? – domandò la gallina;
- No… – rispose l’anatroccolo un po’ stupito.
- Sai fare la ruota? – domandò il gatto;
- No, non ho mai imparato a farla! – rispose l’anatroccolo sempre più meravigliato.
- Allora vai a sederti in un angolo e non muoverti più! – gli intimarono i due animali con cattiveria.
Improvvisamente, un raggio di sole e un alito di brezza entrarono dalla porta. L’anatroccolo ebbe subito una grande voglia di nuotare e scappò lontano da quegli animali stupiti e cattivi. L’autunno era alle porte, le foglie diventarono rosse poi caddero. Una sera, l’anatroccolo vide alcuni bellissimi uccelli bianco dal lungo collo che volavano verso i paesi caldi. Li guardò a lungo girando come una trottola nell’acqua del ruscello per vederli meglio: erano cigni! Come li invidiava! L’inverno arrivò freddo e pungente; l’anatroccolo faceva ogni giorno un po’ di esercizi nel ruscello per riscaldarsi. Una sera dovette agitare molto forte le sue piccole zampe perché l’acqua intorno a lui non gelasse: ma il ghiaccio lo accerchiava di minuto in minuto… finché, esausto e ghiacciato, svenne. Il giorno seguente, un contadino lo trovò quasi senza vita; ruppe il ghiaccio che lo circondava e lo portò ai suoi ragazzi che lo circondarono per giocare con lui. Ahimè, il poveretto ebbe una gran paura e si gettò prima dentro un bidone di latte e poi una cassa della farina. Finalmente riuscì ad uscire e prese il volo inseguito dalla moglie del contadino. Ancora una volta il brutto anatroccolo scappò ben lontano per rifugiarsi, esausto, in un buco nella neve. L’inverno fu lungo e le sue sofferenze molto grandi… ma un giorno le allodole cominciarono a cantare e il sole riscaldò la terra: la primavera era finalmente arrivata! L’anatroccolo si accorse che le sue ali battevano con molto più vigore e che erano anche molto robuste per trasportarlo sempre più lontano. Partì dunque per cercare nuovi luoghi e si posò in un prato fiorito. Un salice maestoso bagnava i suoi rami nell’acqua di uno stagno dove tre cigni facevano evoluzioni graziose. Conosceva bene quei meravigliosi uccelli! L’anatroccolo si lanciò disperato verso di loro gridando:
- Ammazzatemi, non sono degno di voi!
Improvvisamente si accorse del suo riflesso sull’acqua: che sorpresa! Che felicità! Non osava crederci: non era più un anatroccolo grigio… era diventato un cigno: come loro!! I tre cigni si avvicinarono e lo accarezzarono con il becco dandogli così il benvenuto, mentre alcuni ragazzi attorno allo stagno declamavano a gran voce la sua bellezza e la sua eleganza. Mise la testa sotto le ali, quasi vergognoso di tanti complimenti e tana fortuna: lui che era stato per tanto tempo un brutto anatroccolo era finalmente felice e ammirato.

Publié dans:favole |on 17 octobre, 2008 |Pas de commentaires »

RUDY!!!! CHE TI SEI BEVUTO STASERA?…OPS…AVEVO LASCIATO IN GIRO UN BICCHIERINO DI BRANDY….RUDY!!!!…

RUDY!!!! CHE TI SEI BEVUTO STASERA?...OPS...AVEVO LASCIATO IN GIRO UN BICCHIERINO DI BRANDY....RUDY!!!!... dans io e il gatto DANCING%20BLACK%20CAT

http://www.the-wild-flower-trilogy.com/images/DANCING%20BLACK%20CAT.gif

Publié dans:io e il gatto |on 11 octobre, 2008 |Pas de commentaires »

ehmm….ho fatto il bidè al micio…è stato un po’ difficile…spiegazione in 8 punti

sì, sono un po’ di giorni che Rudy ha mal di pacetta…meglio che non mi sente che dico « pancetta »….ed evacua…ossia….va di corpo…mmmm…fa la cacca…un po’ lenta, poi si lava, si lava, si fa il bidè e si fa il bidè, non ci riesce bene………..anche perché ha un po’ di pancetta (eheheheheh…dorme non mi sente) e la mamma gatta, sì lo so mi sto immedesimandomi troppo nella parte di mamma gatta, ma per lui è così ed anche per me… ehmmmm, allora che si fa? dunque:

1. si prende il micio…si fa finta di fargli coccole…lui fa prprprprprpr (fusa), poi…mmmm….anzi prima….si prende della carta igenica e si bagna con acqua tiepida, poi si prende dell’altra carta igienica asciutta, poi…e qui viene il bello;

2. lui gatto non ha ancora capito, è convinto che lo scopo delle coccole sono effettivamente le coccole, quando lo appoggio sul letto….con un asciugamano sotto.. . uno dei suoi naturalmente, SI CERTO HA I SUOI, comincia ad avere qualche sospetto, storce le orecchie, allunga una zampa pensando « qui c’è qualcosa che non mi convince » (poi me lo ha detto che pensava così, non me lo sono inventato!);

3. poi lo rigiro a pancia all’aria, a questo punto LUI sa che gli sta per capitare qualcosa…che forse gli fanno qualcosa…dubbio amletico di micio: « ma che mi fa il bidè? MI FA IL BIDÈ!!!!….nooooo….io mi vergogno…sono un micio pudico, mi so lavare da solo…..certo ho un po’ di pancetta…..ops…pancia…NO FACCIO DA SOLO…NOOOOOO!!!!!!! »;

4. sempre tendendo il micio per la pancia con la sinistra riesco a tenerlo fermo, ossia riesco a tenere ferma la pancia il resto si muove in tutte le direzioni… lui…non vuole…ma è un micio buono non si ribella tanto, non protesta…non tanto;

5. poi lo lavo….si gli faccio bidè…sapete quel « bottoncino rosa » che ha sotto la coda? quello;

6. povero micio gli faceva un po’ male, così ha protestato un po’: « miao, miao, mi fa male…MI FA MALE…UFFA!!!!….PIANTALA….FACCIO DA SOLO…..NOOOOOO!!!! »;

7. poi lo asciugo con la carta igienica asciutta, fatto!!!!….adesso il problema è quando lo lascio che succede….schizza via?….mi graffia????….LO VA A RACCONTARE IN GIRO…MAGARI SU INTERNET…SI HA IL SUO SITO PARTICOLARE SI!…no veramente questa scemenza non l’ho ancora fatta;

8. INVECE NO! LUI È UN MICIO BUONO…SI RIGIRA…FA LE FUSA…MI DA BACETTI…LECCATINE…È FELICE CHE HO FATTO QUALCOSA PER LUI…MA SI PUÒ ESSERE MICI PIÙ BUONI DI COSÌ?????…NO! VERO????? …..BEH! ORA VADO A FARE UN PO’ DI COCCOLE AL MICIO…IN QUESTO MOMENTO DORME COME UN ANGIOLETTO, NON SI RICORDA PIÙ NIENTE, MA È CONTENTO LO STESSO DELLE COCCOLE…GLI SPETTANO NO?

Publié dans:io e il gatto |on 10 octobre, 2008 |Pas de commentaires »

una bella immagine di Maria che non conoscevo: Beata Vergine Maria di San Luca – diocesi di Bologna

una bella immagine di Maria che non conoscevo: Beata Vergine Maria di San Luca - diocesi di Bologna dans Maria Vergine

http://santiebeati.it/

Publié dans:Maria Vergine |on 8 octobre, 2008 |Pas de commentaires »

4 ottobre – San Francesco D’Assisi : Cantico delle Creature

4 ottobre  - San Francesco D'Assisi : Cantico delle Creature dans preghiere

http://santiebeati.it/

SAN FRANCESCO D’ASSISI

CANTICO DELLE CREATURE

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo
è
ne dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è
iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è
bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’à
i formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dà
i sustentamento.

Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua.
la quale è
multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è
bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.

Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato s’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò
skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà
ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà
male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

Publié dans:preghiere, santi |on 4 octobre, 2008 |2 Commentaires »

zampetta di gatto……..mmmm……zampona di gatto

zampetta di gatto........mmmm......zampona di gatto dans gatti zampa

Publié dans:gatti |on 1 octobre, 2008 |Pas de commentaires »

Les chats di Charles Baudelaire

dal sito: 

http://sebastiano.mantissa.it/poegatti/testi/baudel.htm

Les chats di Charles Baudelaire

 

Les amoureux fervents et les savants austères

aiment également, dans leur mûre saison,

les chats puissants et doux, orgueil da la maison,

qui comme eux sont frileux et comme eux sédentaires.

Amis de la science et de la volupté,

ils cherchent le silence et l’horreur des ténèbres;

l’Érèbe les eût pris pour ses coursiers funèbre,

s’ils pouvaient au servage incliner leur fierté.

Ils prennent en songeant les nobles attitudes

des grands sphinx allongés au fond des solitudes,

qui semblent s’endormir dans un rêve sans fin;

leurs reins fécond sont pleins d’étincelles magiques,

et de parcelles d’or, ainsi qu’un sable fin,

étoilent vaguement leurs prunelles mystiques.

I gatti

Gli amatori ferventi e i saggi luminari

amano, a grado a grado che l’età loro avanza,

i gatti forti e morbidi, orgoglio della stanza,

com’essi freddolosi, e pigri, e sedentari.

Amanti di lussurie, di calma e di saggezza,

ricercano il silenzio, l’ombra e i suoi misteri;

l’Ade ne avrebbe fatto dei funebri corrieri,

se potessero flettere l’indomita fierezza.

Meditabondi, assumono le pose statuarie

delle sfingi accosciate in fondo a solitarie

lande, come in un sogno che fine mai non abbia;

sprizzano dalle reni magnetiche scintille:

e grani d’oro, simili a finissima sabbia,

vagamente gli stellano le mistiche pupille.

Publié dans:gatti |on 1 octobre, 2008 |Pas de commentaires »

ciao, sto scrivendo poco questo periodo, forse sto tentandi parlare attraverso le immagini perché….mmm…non lo so…boh!…

metto questa immagine di Maria che mi sembra bellissima, lo presa qualche giorno fa dal solito sito: Santi Beati e Testimoni e l’ho messa da parte per farvela vedere;

ho visto che le ultime foto mie con Rudy sono scomparse, ho lasciato l’album foto di Flickr, non mi ci trovo…tipo…non per tutti certo..: »lo faccio strano! »…no…niente commenti…, oramai l’ho fatto, cancello? rimetto le foto da Pincasa;

questa immagine di Maria: « La chiave della porta del paradiso » mi sembra bellissima;

ciaoooooooooo;

ciao, sto scrivendo poco questo periodo, forse sto tentandi parlare attraverso le immagini perché....mmm...non lo so...boh!... dans che cretina! 10_4_07_icons_The%20Mother%20of%20God-Key%20to%20Door%20of%20Paradise
http://www.aidanharticons.com/religious_icons_painters.html

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