Archive pour le 23 février, 2008

questa è una delle più belle icone di San Pietro e Paolo insieme nell’abbraccio fraterno, ne comperai una su legno alla Basilica di San Paolo, poi l’ho regalata ad un sacerdote, ora ho un immagine bellissima di San Paolo sempre su legno e sempre comperata alla Basilica di San Paolo, e San Pietro in una piccola icona

questa  è una delle più belle icone di San Pietro e Paolo insieme nell'abbraccio fraterno, ne comperai una su legno alla Basilica di San Paolo, poi l'ho regalata ad un sacerdote, ora ho un immagine bellissima di San Paolo sempre su legno e sempre comperata alla Basilica di San Paolo, e San Pietro in una piccola icona  dans immagini sacre

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Publié dans:immagini sacre |on 23 février, 2008 |Pas de commentaires »

OGGI UNA GIORNATA EMOZIONATE: LA MIA VITA SI RACCOGLIE IN PIETRO E PAOLO

 

mi sta accadendo qualcosa di straordinario, un incontro che non è solo di preghiera, anche, ma tutta la vita, gli studi, le date, le persone che incontro, mi portano a Pietro, al Pietro di oggi: Papa Benedetto, a Paolo, come, se posso fare questo paragone, un puzzle che si ricompone, la mia vita fatto di esperienze, sogni, dolori, umiliazioni, si raccoglie nella storia, nella vita, nella presenza di Pietro e Paolo; 

 

non da oggi, ma i fatti erano separati, non congiunti insieme; molto prima del 2000, quando a San Pietro ci si poteva andare con un certo comodo perché c’era meno gente, oggi si fa una fila lunghissima, andavo, ogni tanto nella cripta dove c’è il sepolcro di Pietro e mi fermavo a pregare, dentro di me mi prendeva un’emozione di trovarmi di fronte alla tomba dell’Apostolo, come preghiere realizzate, come vedere e toccare; 

 

poi andavo, da quando ero giovane, alle Tre Fontane, dove c’è il luogo del martirio di Paolo, ci andavo quasi solo perché è un bel posto, molto verde e tranquillo, poi, quasi piano, piano, l’incontro nella Chiesa del martirio di Paolo – ci sono tre chiese dentro al complesso delle Tre Fontane, una, la più grande, dei Padri Benedettini, a destra una Chiesa dedicata a Maria, davanti un grande spazio verde, tra le due chiese c’è un vialetto con un selciato romano mi sembra che va alla Chiesetta dove c’è il ricordo del martirio di Paolo; 

 

poi andai – forse l’ho raccontato, ma con questi quattro Blog non ricordo più dove l’ho scritto – un giorno, un periodo di grande sofferenza, dicevo, gridavo, « voglio un altro Dio, voglio un altro Dio », ossia mi ritrovai, alla Basilica di San Palo fuori le Mura, e davanti al mosaico nel catino sopra l’altare centrale, a guardare l’immagine di Paolo, e mentre quasi pregavo ancora con quella preghiera assurda, ho sentito dentro di me una gioia profonda, una forza nuova, San Paolo, senza parole esplicite, mi diceva, così ho compreso, come: che stai dicendo? ritorna in te, da quel giorno sono stata felice, ossia non ho pensato più ad « un altro Dio », ma che c’è solo il nostro Dio « il Padre del Signore nostro Gesù Cristo » come direbbe  Paolo; 

 

poi, durante gli studi teologici, mentre stavo facendo il dottorato in Sacra Teologia sul pensiero dell’allora Cardinale Joseph Ratzinger ed avevo imparato a seguire il suo pensiero, a comprenderlo, a considerare che lui aveva compreso non solo con l’intelligenza, ma con il cuore, con l’umiltà, la fede in Cristo, allora, in quel tempo venne eletto Papa, lui, quello che ammiravo ed amavo, ma uno dei Cardinali (e per chi sta a Roma uno dei tanti, non è disistima, ma abitudine a vederli); 

 

e di nuovo mi sono ritrovata con Pietro, il Pietro di allora, quello di oggi, e con Paolo, dal Papa tanto amato – tanto che ha indetto l’hanno paolino; 

 

stamattina sono andata a messa alle 12 alla Basilica di San Giovanni in Laterano, nella cappella dell’adorazione a quell’ora celebra un sacerdote che è anche professore di Teologia, come docente l’ho perso un po’ di vista, ma quando commenta – fa l’omelia – da Scrittura è molto bravo, profondo concreto (e mai prolisso), stamattina mi ha commosso e gliel’ho detto, è stato contento, mi sembra che anche lui stia imparando ad amare questo Papa, come molti che poi non lo conoscevano più di tanto ed ora si affidano a lui, i sacerdoti in modo particolare e, mi sembra, con una tenerezza speciale; 

 

io ero nata, per dire così, francescana e non ho mai lasciato i frati francescani, sono quelli che conosco meglio, che frequento di più, non ho abbandonato San Francesco, mi sembra che lui stesso in qualche modo mi abbia condotto verso Dio, certamente, ed anche verso gli Apostoli, che in molte immagini si vedono sempre uniti in un abbraccio fraterno; 

 

questo è un racconto così, come sono riuscita a farlo, sicuramente non riesco a dire la mia esperienza, tuttavia, a volte, si sente bisogno di raccontarla, così come si può, scusate se c’è qualche errore non rileggo quello che ho scritto; 

 

Publié dans:la mia vita con Dio |on 23 février, 2008 |Pas de commentaires »

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