di Giuseppe Gioacchin Belli: LA BONA FAMIJA (Roma, 28 novembre 1831)

di Giuseppe Gioacchino Belli, poeta romanesco,  c’è la traduzione perché è un po’ difficile anche per chi è romano;

http://mp_pollett.tripod.com/roma-b2i.htm

 

LA BONA FAMIJA

Mi’ nonna, a un’or de notte che viè ttata
Se leva da filà, povera vecchia,
Attizza un carboncello, ciapparecchia,
E maggnamo du’ fronne d’inzalata.

Quarche vorta se famo una frittata,
Che ssi la metti ar lume ce se specchia
Come fussi a ttraverzo d’un’orecchia:
Quattro noce, e la cena è terminata.

Poi ner mentre ch’io, tata e Crementina
Seguitamo un par d’ora de sgoccetto,
Lei sparecchia e arissetta la cucina.

E appena visto er fonno ar bucaletto,
‘Na pisciatina, ‘na sarvereggina,
E, in zanta pace, ce n’annamo a letto.

Roma, 28 novembre 1831

LA BUONA FAMIGLIA

Mia nonna, alle otto di sera 1 quando viene papà,
Si alza dal filare, povera vecchia,
Attizza un piccolo carbone, apparecchia per noi,
E mangiamo due foglie d’insalata.

Qualche volta ci facciamo una frittata,
Che se la metti alla luce è trasparente
Come guardando attraverso un’orecchia:
Quattro noci, e la cena è terminata.

Poi mentre io, papà e Clementina
Seguitiamo per un paio d’ore a bevicchiare,
Lei sparecchia e rassetta la cucina.

E appena visto il fondo al boccaletto,
Una minzione, una Salve Regina,
E, in santa pace, ce ne andiamo a letto.

Roma, 28 novembre 1831

1. – Un’ora dopo l’Ave Maria, che si recitava
alle 19:15 in estate e alle 18:15 in inverno,
quindi oggi diremmo attorno alle 20.

Publié dans : poesia romanesca |le 17 octobre, 2007 |Pas de Commentaires »

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