Archive pour septembre, 2007

ho scritto un raccontino perché…

sono, infatti un po’ influenzata e faccio fatica a fare tutto, così ho cercato di scrivere un raccontino di fantasia, l’ho scritto così come lo leggete, come sempre su questo Blog, non importa se vale qualcosa, ma la fantasia è andata in questa direzione:

« titolo:

In cielo in attesa di un amico

gli angeli si erano radunati tutti vestiti di bianco con le ali ben appoggiate dietro le spalle ed aspettavano l’arrivo dell’Altissimo per intonare le lodi, tutti, pazientemente, d’altronde sono angeli, aspettano; i santi, anche, aspettavano, sempre desiderosi di vedere il volto di Dio, anche i loro vestiti erano bianchi, poi c’erano i nuovi arrivati che si meravigliavano di tutto e, guardando intorno e vedendo una grande sala luminosa si meravigliavano, si meravigliavano dei cambiamenti di luce, della presenza di tanti fratelli, del loro abito bianco ancora nuovo, nuovo, appena ricevuto;

ma Dio non arriva, aspettano ancora, non arriva; giunge d’improvviso un angelo trafelato e comunica, meravigliatissimo agli altri: « sta aspettando qualcuno », gli angeli si guardarono tra loro esterrefatti, come mai, chi è che fa aspettare il Signore? Ma pazienti e incuriositi di chi fosse tale personaggio aspettarono, i ceri, pensarono, per fortuna non si spengono mai, è sì, in cielo le luci non si spengono mai; poi qualcuno più curioso fece qualche passo per vedere cosa faceva Dio, e Dio, infatti, aspettava, sembrava ansioso, o forse no, come ansimante dal desiderio di vedere l’ospite;

ad un certo punto il Signore si affaccia nella nube del coro e avvisa, trafelato, gli angeli ed i fratelli: sta arrivando!!! beh! A quel punto tutti cominciarono ad agitarsi, non avrebbero dovuto, ma si sa, la curiosità, specialmente in quel caso, era lecita, pensavano; arriva finalmente l’ospite, il nuovo arrivato, è vestito con un pigiama un po’ sdrucito e pantofole, ma come? Pensavano gli angeli, così ci si presenta a Dio?

allora l’uomo, con il berretto da notte in mano, cerca di giustificarsi: dovevo arrivare questa notte, ossia questa notte della terra, ma mi è stato difficile, attorno a me c’erano, mia moglie, i miei figli, gli amici, sapete quelli del Bar dove mi facevo un goccetto…beh! Scusate, e non avevo coraggio di staccarmi dal letto e salire da voi, piangevano ed avevo timore per loro, mi faceva soffrire il loro dolore e allora ho domandato a Dio: sei proprio sicuro che è giunta la mia ora? vedi c’è gente che soffre, ma Dio non mi ha risposto ed ho capito che dovevo andare, scesi dal letto, o meglio mi sembra che salii, ma non so non riuscivo a coordinare le direzioni tra alto basso e poi la stanza era più grande o più piccina, non so; comunque mi muovevo, o forse no stavo fermo, ma cambiavo luogo, piano piano ho trovato una scala lunghissima che non si vedeva dove portava, i gradini più in alto erano luminosi, cominciai a salire, ma era faticoso, poi non capivo dove mi trovavo, continuavo a pensare: non ce la faccio a salire tutti questi gradini sono vecchio, poi mi accorsi che come ne facevo uno in realtà ero salito di dieci scalini, poi ne feci un altro e ero salito di cento scalini, ne feci un altro ancora, ero salito di mille scalini, cercai di salire l’altro gradino , ma come alzai il piede, tutti gli altri che erano ancora un numero che non riuscivo a contare erano spariti, in realtà in tutto avevo fatto tre scalini, mi trovai davanti al Signore, avrei voluto fargli tante domande, ma mi rimanevano in gola, allora Lui stesso mi diede due spiegazioni: i tre scalini sono segno della Trinità, come cominci solo ad avvicinarti il cammino si fa breve ed arrivi presto al traguardo, e poi mi disse: non ti preoccupare dei tuoi, guarda, improvvisamente vidi la mia famiglia che si trovava nella cappella dell’ospedale e pregava, c’era una messa per me e tutti parlavano con confidenza a Dio e Lui rispondeva, non sempre capivano la risposta però al momento dell’elevazione del calice vidi che i miei parenti e gli amici erano in un luogo diverso che ora riconosco come questo luogo qui e, nello stesso tempo, erano là in terra, che cosa strana; e il Signore disse, non è difficile arrivare qui anche in terra, perché, in realtà sono io che vengo sulla terra durante l’eucaristia, o, se puoi capire, in quel momento il cielo e la terra sono un unico luogo; sono contento per i miei, ma rimane un problema: il pigiama, mi guardai addosso impacciato e vergognoso, ma vidi che, come gli altri, portavo un abito bianco, con timore rivolgo la parola a Dio: « ma io non sono un sacerdote, non un missionario, non faccio parte delle grandi opere della Chiesa, sono solo uno che lavora per la propria famiglia, va alla messa, qualche volta una partita a carte con gli amici ed un po’ di vino… », Dio interrompe questo discorso e gli dice: « ma come non ricordi quella volta che avevi messo da parte un po’ di denaro e lo hai dato per elemosina sulla strada? », « oh no! », « non ti ricordi che andavi tutte le sere a dare un bacio ai tuoi figli? », « oh no! », « e non ti ricordi quante volte hai parlato di me al lavoro? », » oh no? », il Signore sbrigativamente: « non c’è bisogno che ricordi tutto, ora sei qui e dobbiamo affrettarci all’inno di lode, ossia tutti dovrebbero dare lode a me, ma a me sembra che anche io devo ringraziare per avere tanti fratelli vicino, così canto insieme a loro »;

finalmente si cominciò la lode e tutti videro delle lacrime sgorgare dal volto di Dio e volevano fermarsi, ma Dio disse: « no, no non fermatevi, io piango di felicità perché voi siete con me, è solo amore, solo amore anche se attraverso questo anche io partecipo delle sofferenze degli uomini »;

Publié dans:raccontino mio |on 21 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

Von Gogh: the Starry Night

Von Gogh: the Starry Night dans immagini sternennacht_van_gogh

Publié dans:immagini |on 18 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

LA TOCCATA E FUGA IN RE MINORE DI J.S.BACH

 

bachtoccataefugainreminorebwv565.mid

Publié dans:Bach, una bella rosa |on 18 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

clavicembalo del Maestro Riccardo Muti

clavicembalo del Maestro Riccardo Muti dans immagini muti_47kb

http://www.elisabettalanzoni.com/muti_ita.htm

Publié dans:immagini |on 18 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

i miei cassetti, presenti cose antiche e cose nuove, la speranza e la gioia

dunque vi voglio raccontare dei cassetti della mia scrivania, quello che c’è dentro, perché? vi domanderete, perché, oltre qualcosa di effettivamente, attualmente utile, ci sono come dei frammenti della mia vita; ossia, anche di cianfrusaglie, ma di ricordi, dei pensieri, di qualcosa di bello, di immagini e belle foto e, CD di musica che amo, di carta per poter scivere, sempre di nuovo, i miei studi, le miei rifessioni, disegnare (non ve l’avevo detto una volta dipingevo), di quello cose, cioè che rendono la mia vita bella e sempre nuova;

nel primo cassetto ci sono cose utili che mi servono anche occhiali, ecc., non vale la pena parlarne; nel secondo cassetto ci sono anche cose utili, ma in genere sono cose utili che mi fa piacere tenere, sono le vere e proprie cose da scrivania: scotch, puntine da disegno colorate (carte da gioco che in realtà non utilizzo) un vecchio gioco shangai, accendini, io non fumo ma li avevo presi per accendere le candele in chiesa, candele, che sono quelle che danno in chiesa per le varie celebrazioni, per la notte della Pasqua per esempio, ma sono molte e non ho il coraggio di buttarle sono i ricordi dei mei incontri con Dio, quando ho acceso un cero per lui;

poi c’è un cassetto di vecchie cassette da musica che per lo più ho sostituito con CD che tengo da un’altra parte, leggo per ordine: Respighi, Mozart, Mussorgsky, Dvorák, Bethoven, Offenbach 2; altri, alcuni CD vari per esempio la Dei Verbum e una serie non completa di cassete della « musica di Dio » non completata; c’è qualcosa di me lì dentro, spesso studiando mettevo su una cassetta e sentivo quella bella musica che accompagnava spesso la Parola di Dio; poi di Respighi le « Feste Romane » e ti ritrovi Roma in un pezzo straordinario di musica;  la serie della « Musica di Dio era del « Corriere della Sera », il primo che prendo: Händel, Verdi, Mozart, Vivaldi, Pergolesi, Monteverdi, Bach, Hayddn, Bruckner, Fauré; di Bach ne ho ricompreti i CD più di uno, è straordinario, una musica splendida che ti fa salire vervamente verso il cielo magari attraverso una volta gotica (immaginaria perché il vero gotico a Roma non c’è), e ascoltando riposi l’anima, con la musica, che, come dice il Papa, parla quando il linguaggio umano non ha più parole, parla a Dio con i sentimenti più alti e più puri, ma non ci sono parole per Bach;

poi, come ho detto, che anche un cassetto di CD vuoti utilizzabili e blocchi di carta pulita che mi attendono per scrivere ancora qualcosa, qualche riflessione sul Signore, qualche poesia, o, come faccio ogni tanto, disegnare qualcosa; ho, sotto la scrivania uno scatolone che raccoglie tutti i miei disegni e dipinti, anche quelli sono li, in qualche modo a testimoniare una vita e a ricordare le cose belle che il Signore mi ha fatto fare anche se sembra che Egli non volesse riscuotessi fama per qualcosa, che avessi successo perché ero abbastanza brava in pittura, Lui è sempre passato oltre le mie cose anche belle e mi ha fatto passare oltre le sofferenze e le cose belle, come gli ebrei hanno passato, con l’aiuto di Dio il guado del Mar Rosso e, giustamente, non l’hanno mai dimenticato;

sto scordando qualcosa, non posso mettere tutto e poi non avrebbe senso, ma in un’altro casseto ci sono due scatole piene di cartoline (per lo più) e qualche santino, ma pochi, di immagini sacre, ne ho raccolte parecchie ed ognuna è come se ancora mi parlasse: mi parla Maria attraverso le belle immagini dei quadri delle Chiese di Roma, mi parla il Signore spesso dalla croce, qualche volta dal Sacro Cuore, mi parlano i santi, ma soprattutto gli Apostoli e gli Evangelisti, Sant’Agostino e San Francesco, di San Paolo ho qualcosa di più prezioso, una copia di una bella icona presa alla Basilica di San Paolo, l’immagine si trova nel catino della porta di uscita dietro la Basilica, ossia, credo della sacrestia, è bellissima, è per pregare, per pregare il mio amato San Paolo;

vi sto raccontando queste cose e sto entrando negli angoli, quelli non bui, della mia vita; quelle gioie che sono ancora presenti, quelle speranze non morte, ma più vive che mai, quella lode che non sono spesso capace di fare ed allora mi sostituisce Bach con i suoi splendidi concerti, ora ho messo su uno dei dischi, all’inizio « Concerto n. 1 in F major BWW 1046 F-dur; Bach si trova anche su internet da ascoltare  provateci e così mi fate compagnia;

ciao;

Publié dans:la mia vita con Dio, oggi |on 18 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

poesia mia di oggi: Ammutoliscono le luci della città

Ammutoliscno le luci della città

evanescenti luci della città

scompaiono all’arrivo

della notte

al silente roteare

delle stelle

colmi d’amore,

vibranti gli astri,

accecante passione

volteggia di colori

arcobaleno di inquieto

trepido bene

danza intorno al Dio

innamorato che,

come fanciullo tende

le braccia

all’amore, a noi,

imperfetti

Gabriella

Publié dans:poesie mie |on 16 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

sassi colorati, semplicemente

sassi colorati, semplicemente dans immagini sassi-ascenzi

Publié dans:immagini |on 15 septembre, 2007 |5 Commentaires »

una dimora nel cielo, tra rosari e sassi

una piccola cosa, ma forse non tanto piccola, è una sorta di collezione di rosari che ho a casa, ma non è una vera e propria collezione, sono quelli che duranti gli anni ho comperato, con i quaali ho pregato; alcuni si sono rotti, ma li tengo ugualmente perché mi danno gioia a che solo vederli; il primo l’avevo comperato nero, classico classico, poi ho azzardato i vari colori, oltre quelli messi da parte, ne ho due sparsi per, no tre, sparsi per la stanza per pregare e perché, come ho detto mi danno gioia;

dentro la borsetta ne ho tre: uno classico di un bel colore blu molto scuro, uno da dieci rosso ricamato, c’è una scritta in francese, ma non ho indagato, forse è la città, io l’ho coperato ai Fori Imperiali, poi ne ho trovato uno, sempre da dieci, fatto tutto di una cordicina robusta, l’ho preso alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, è molto comodo, se sono per strada, mi entra quasi tutto nella mano e non mi da fastidio se devo fare qualcosa;

ogni volta che ne compero uno provo un sentimento particolare, non è solo gioia è come una tappa di avvicinamento al Signore, forse perché, credo, che io in questo modo aggiungo delle preghiere, qualcosa di bello per pregare, come un sasso sulla strada che ti indica il cammino, non so perché;

dalla vita ci si aspettano tanti avvenimenti, la gioia, il dolore, i nostri errori, l’incapacità di fare qualcosa di buono, perlomeno quello che vorrei; nel caso del rosario non so, sono sempre contenta, Dio mi da questa gioia forse come un ricostituente per le mie debozze;  e poi è bello pregre così, ripetutamente le stesse parole, tratte dalla Scrittura, tanto perlare direttamente con Dio capita anche più spesso, ci sono sempre tante cose da raccontargli;

quando ero piccola e poi più giovane pregando per la strada dopo la preghiera raccoglievo sassi tra tanti uno carino, per esempio stando in un parco pubblico,  ne ho tenuti ancora divesi, a Natale li metto nel presepio perché fanno roccia bianca, rigata e altro; è come se avessi bisogno di sengare il cammino con qualcosa di concreto, i momenti belli, quelli nei quali dici di sì a Dio per tutto e lo ringrazi per quello che fa; poi accadono alcune cose che mi rattristano; vorrei poter sorridere a tutti, lo faccio  perché mi vien naturale, però non tutti sorridono a me, c’è spesso tristezza., a me sembra che molti si portano dentro le cose passate, gli avvenimenti tristi che diventano come un macigno sulle spalle, io in genere non guardo al passato, ma al futuro, ma non sono brava io, sono sembre stata così;

forse, ma mi viene in mente adesso, è come se portasi dei sassi per la costruzione di una casa che potrà edificarsi solo in cielo, quando stavo in montagna, alcune case erano costruitedi grandi sassi connessi bene gli uni agli altri, chissà forse, se Dio potrà perdonarmi e accogliermi con lui un giorno, magari mi aspetta una casetta fatta così, desiero tanto, ma tanto, stare con Dio, dove « un giorno vale più che mille altrove…Salmo ?); non è che sto male in questo mondo ma quello celeste è tanto più bello;

Publié dans:speranze |on 15 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

esaltazione della Santa Croce, non so da dove proviene l’immagine, oltre il sito, ma è certamente delle Chiesa ortodossa

esaltazione della Santa Croce, non so da dove proviene l'immagine, oltre il sito, ma è certamente delle Chiesa ortodossa dans immagini sacre

http://santiebeati.it/immagini/?mode=view&album=21500&pic=21500B.JPG&dispsize=Original&start=0

Publié dans:immagini sacre |on 15 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

problemi di condominio che si vorrebbe risolvere bene, se ci si riesce

oggi  ho avuto problemi con una condomina, non è completamente pazza, ma certo che normale non è, vive da sola, la mamma che la seguiva gli è morta, strilla ad altissima voce da dentro casa da sola, la sentiamo tutti i condomini del palazzo, chi gli abita più vicino o di fronte non ne può più, certe volte sembra che ragioni, altre parla parla e non sente assolutamente quello che stai dicendo; poi sembra che stia peggiorando perché prima si limitava a strillare da sola, ora sta cominciando a prendere di petto le persone, anche turisti per strada; parlato qualcuno ha parlato con carabilnieri, polizia, ASL ecc; ma se non fa niente di veramente grave non si può fare molto; però ultimamente ci sono stati diversi « fatti » e l’Ammistratore ha potuto rivolgersi ad una psichiatra che sembra disponibile, sta redigendo un referto, ma sembra che abbia detto che « non è pericolosa », menomale; forse faremo una riunione in modo che la psichiatra sappia regolarsi meglio sul da fare, nessuno le vuole del male ho fargli del male, l’importante è che si curi;

insomma stammattina ha preso di petto a me (???) chiedendomi la chiave del portone per fare una copia, io gli ho spiegato che la mia è una copia di una copia e che una copia dalla mia non funziona, gliel’ho spiegato due volte, gli ho detto di andare da chi aveva l’originale, eventualmente dall’Amministratore, alla fine di questo discorso urlato da parte sua e sufficente mente alto da parte mia, quel tanto per farmi sentire, mi richiede la chiave, io gli ho detto di chiamare l’Amministratore (cioè me l’ero trovata fuori della porta di casa mia, tra me e l’ascensore) poi ho chiamato l’ascensore e sono andata via lasciandola urlare per tutte le scale, oggi pomeriggio ho chiamato l’amministratore che mi ha dato le notizie che ho scritto; in fondo vogliamo tutti che stia bene niente altro;

certo però che è una situazione pesante, poi io in questo periodo ho la pressione minima alta che è pericolosa perché da al cercello e se si mantiene alta anche al cuore, insomma devo stare attenta, oggi pomeriggio quindi non sono potuta uscire per via della pressione che mi dava giramenti di testa e non sono potuta andare, e ci tentevo tanto, alla messa per l’ « Esaltazione della Santa Croce », ho pregato lo stesso e poi ho pensato che Dio la festa dell’Esaltazione della Santa Croce ce la fa fare ad ognuno secondo le nostre necessità di fede e di carità; e ho capito che è la Croce che va abbracciata come ha fatto Gesù, che essa è l’albero della vita, che in lei possiamo amare Dio e i fratelli, ma mi sento ancora così con il cuore freddo ed incapace di amare, certo al modo di Dio è impossibile, però vorrei avvicinarmici un po’;

un’altra cosa ho capito, ma questo da un po’ di tempo per esperienze fatte: che i momenti che si vivono in dolcezza con Dio sono certamente belli, ma quando Dio ci mette alla prova è sempre il suo amore su di noi, è sempre il suo amore su di me; 

Publié dans:oggi come oggi |on 15 septembre, 2007 |6 Commentaires »
1234

mes envies, mes faiblesses,... |
c'est une crevette !!! |
el mondo apocalipticodramat... |
Unblog.fr | Créer un blog | Annuaire | Signaler un abus | Un coeur à toi pour toujours
| etreunevraie
| Juste pour moi car écrire c...