una dimora nel cielo, tra rosari e sassi

una piccola cosa, ma forse non tanto piccola, è una sorta di collezione di rosari che ho a casa, ma non è una vera e propria collezione, sono quelli che duranti gli anni ho comperato, con i quaali ho pregato; alcuni si sono rotti, ma li tengo ugualmente perché mi danno gioia a che solo vederli; il primo l’avevo comperato nero, classico classico, poi ho azzardato i vari colori, oltre quelli messi da parte, ne ho due sparsi per, no tre, sparsi per la stanza per pregare e perché, come ho detto mi danno gioia;

dentro la borsetta ne ho tre: uno classico di un bel colore blu molto scuro, uno da dieci rosso ricamato, c’è una scritta in francese, ma non ho indagato, forse è la città, io l’ho coperato ai Fori Imperiali, poi ne ho trovato uno, sempre da dieci, fatto tutto di una cordicina robusta, l’ho preso alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, è molto comodo, se sono per strada, mi entra quasi tutto nella mano e non mi da fastidio se devo fare qualcosa;

ogni volta che ne compero uno provo un sentimento particolare, non è solo gioia è come una tappa di avvicinamento al Signore, forse perché, credo, che io in questo modo aggiungo delle preghiere, qualcosa di bello per pregare, come un sasso sulla strada che ti indica il cammino, non so perché;

dalla vita ci si aspettano tanti avvenimenti, la gioia, il dolore, i nostri errori, l’incapacità di fare qualcosa di buono, perlomeno quello che vorrei; nel caso del rosario non so, sono sempre contenta, Dio mi da questa gioia forse come un ricostituente per le mie debozze;  e poi è bello pregre così, ripetutamente le stesse parole, tratte dalla Scrittura, tanto perlare direttamente con Dio capita anche più spesso, ci sono sempre tante cose da raccontargli;

quando ero piccola e poi più giovane pregando per la strada dopo la preghiera raccoglievo sassi tra tanti uno carino, per esempio stando in un parco pubblico,  ne ho tenuti ancora divesi, a Natale li metto nel presepio perché fanno roccia bianca, rigata e altro; è come se avessi bisogno di sengare il cammino con qualcosa di concreto, i momenti belli, quelli nei quali dici di sì a Dio per tutto e lo ringrazi per quello che fa; poi accadono alcune cose che mi rattristano; vorrei poter sorridere a tutti, lo faccio  perché mi vien naturale, però non tutti sorridono a me, c’è spesso tristezza., a me sembra che molti si portano dentro le cose passate, gli avvenimenti tristi che diventano come un macigno sulle spalle, io in genere non guardo al passato, ma al futuro, ma non sono brava io, sono sembre stata così;

forse, ma mi viene in mente adesso, è come se portasi dei sassi per la costruzione di una casa che potrà edificarsi solo in cielo, quando stavo in montagna, alcune case erano costruitedi grandi sassi connessi bene gli uni agli altri, chissà forse, se Dio potrà perdonarmi e accogliermi con lui un giorno, magari mi aspetta una casetta fatta così, desiero tanto, ma tanto, stare con Dio, dove « un giorno vale più che mille altrove…Salmo ?); non è che sto male in questo mondo ma quello celeste è tanto più bello;

Publié dans : speranze |le 15 septembre, 2007 |Pas de Commentaires »

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