Archive pour le 3 septembre, 2007

visto quanto è bravo questo gatto? il mio neanche se…niente!

visto quanto è bravo questo gatto? il mio neanche se...niente! dans gatti

Publié dans:gatti |on 3 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

il gatto deve fare la pipi e sono finiti i sassetti….(aiuto!!!)

oggi un episodio particolare ha allietato l’ora di pranzo, ossia ha alletato noi, meno il gatto;

che era successo? in questi giorni di chiusura dei negozi, anche quei pochi che erano aperto non avevano fatto il pieno delle provviste, due giorni fa (venerdi?) erano finiti i sassetti per la cassetta-WC del micio, il negozio non aveva i sassetti preferiti del gatto, quelli più fini, delicati, che hanno un buon profumo (e che costano cari), io avevo comperato – incautamente – dei sassetti « ecologici » una busta piccola sufficiente per far passare qualche giorno e poi rimcoperargli i suoi, l’avessi mai fatto! oggi abbiamo cambiato i sassetti con quelli che avevo comperato, l’avessimo mai fatto! non gli sono piaciuti, primo: erano troppo grandi e a lui non andavano bene, avevano un odore strano e aveva ragione: avevano un odore strano;

comunque abbiamo tentato con tutti i mezzi di fargli fare la pipì su questi sassetti nel suo WC, non c’è stato niente da fare, abbiamo fatto ogni opera di convinzione, da quelle più suadenti a quelle con le maniere forti, niente; ossia abbiamo cominciato a ragionare con lui: « su fai la pipì su questi sassetti, domani ti compero gli altri, quelli che piacciono a te, su fai il bravo micio », niente, non voleva capire, ho provato a spiegargli meglio: « su fai la pipì su questi sassetti, domani ti compero quelli che piacciono a te, IL NEGOZIO NON CE LI AVEVA CHE POTEVO FARE? », niente sembrava che non volesse capire le mie difficoltà e, nel frattempo, miagolava come un addannato per tutta la casa, poi, forse  nella speranza che i sassetti si cambiassero da soli si è piazzato davanti alla porta del bagno e non si muoveva più, seduto davanti al suo WC a guardarlo;

ogni tanto tornava ad odorarli, visto che non si cambiavano da soli è tornato da me e, con le maniere dolci, mi si è strofinato sulle gambe, ha fatto uno graooo lamentoso da commuovere i sassi, e io, un po’ irritata, ho cominciato a dirgli con la voce autoritaria: « su fai la pipì lì senza tante storie », mi rispondeva: « no io la pipì lì su quei sassetti strani non ce la faccio » ed io, sempre a voce più alta ed autoritaria: « fai la pipì lì » risposta: « gnao, ganao e gnao » ossia « no, no e no! »; alla fine ho cominciato a perdere la pazienza ed ho tentato di ficcarcelo dentro alla cassetta, era come un anguilla, non voleva assolutamente entrare neanche con la testa; ad un certo punto ci è venuto il timore che tutte le nostre manovre e i discorsi con il gatto li sentissero i vicini di casa perché avevamo cominciato ad alzare la voce;

insomma conclusione del discorso, siamo dovute uscire il più presto possibile di primo pomeriggio per comperargli i sassetti che voleva lui, il negozio non ce li aveva ancora, comunque quelli che abbiamo coperato gli sono andati bene: cambiati i sassetti è entrato nella cassetta con la faccia (muso) soddisfatta di ha avuto la vinta ed ha fatto le sue cose, erano passate circa due ore, lui si è trattenuto per tutto il tempo tanto che gli dicevamo: « guarda che all’età tua non ti puoi trrattenere tanto ti fa male » ma lui faceva il gatto giovincello che saltellava in giro a giocare con tutto ( ha preso di mira dei fiori che scendono in giù da un vaso al centro della tavola ed ogni tanto ne tira giù uno;

insomma alla fine « stremato nonostante l’aria di chi sogghigna: a me tanto non me la fate » se ne è andato a dormire su una poltrona che una volta era la mia, ora è sua e se mi ci metto seduta lui, quasi, quasi, mi caccerebbe via, gli ho detto: non ci provare, ha allungato una zampa da patera nera (si potrebbe anche confondere con…), almeno la poltrona è ancora domino mio, ma solo qualche volta;

ma che l’abbiamo viziato un po’?

Publié dans:io e il gatto |on 3 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

ancora qualche pensiero sul Papa, soprattutto sull’incontro con i giovani di sabato sera

volevo scrivere ancora qualcosa di quello che io ho vissuto guardando alla televisione l’incontro del Papa con i giovani (e non) a Loreto; in realtà ieri sera ho scritto tutto quello che era sostanziale, tutto quello che scaturiva dal mio cuore; soprattutto mi ha colpito sabato pomeriggio, quando, come ho già scritto, il Papa ha parlato a braccio, ossia ha risposto ai giovani cercando le parole nel suo cuore di Padre e di Papa;

e i suoi occhi sono rimasti arrossati per molto tempo, senza il pudore di chi ha da nascondere qualcosa, anche se una cosa senza importanza, egli non si è nascosto, ha offerto a quei ragazzi ed a tutti noi tutto se stesso: il suo cuore paterno, il mistero del Papa, la commozione di chi ama e si sente amato, l’amore di chi ama il Signore e si sente amato;

 io credo che sabato sera abbiamo vissuto un momento storico, un evento che segnerà la storia della chiesa e dei santi, c’è stato quel « qualcosa di più » che io cerco di raccontare, ma nella stesso tempo indefinibile, ed indefinibile perché, mi sembra, metre parla dialoga anche con Dio, certo solo Dio può sapere chi è santo, altre quelli dichiarati dalla chiesa, ma Lui, il mio Papa amato, sembra, perlomeno, che dialoghi con Dio, come i profeti dell’Antico Testamento o come i saggi nei libri sapienziali;

così nei suoi occhi c’è anche tutto l’0rrore che ha visto nella sua patria negli anni della guerra, certo non lo ha visto, ma almeno quando era un po più grande, finita la guerra, i fatti si sono saputi, quanta vergogna ha dovuto provare, quanto amore, quanta umiltà di sé, di fronte a chi si voleva sostituire a Dio, Lui sapeva che Dio è uno solo quello che « non può fare a meno di amarci »;

mi sembra che  stia sparendo dal volto della Chiesa quel senso di potere anche buono per essere sostituito da un potere paterno che è al servizio dei suoi figli, che è pronto a dare la sua persona, forse per quanto il Signore stesso gielo consente;

io ho offerto di nuovo la mia vita per Papa Bendetto e so che il Signore ascolta le nostre preghiere e accetta i nostri doni; è bello amare qualcuno così tanto da dire: Signore, se tu vuoi dono la vita per lui;

forse vi sembrano esagerate le mie parole, ma chi  ama, se ama veramente, sa che cosa sto dicendo;

Publié dans:Papa Benedetto |on 3 septembre, 2007 |Pas de commentaires »

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