questa mattina a Santa Maria Maggiore per la festa della « Madonna della Neve »

Questa mattina sono andata a messa a Santa Maria Maggiore, festa della Madonna della Neve e dedicazione della Basilica; E’ stata un’esperienza bellissima, forse l’anno passato non ci ero andata, oppure ho passato un periodo di difficoltà personali che non mi hanno fatto godere appieno di certi “momenti”…, comunque mi è sembrato tutto nuovo e bellissimo anche se  lo conoscevo e ci ero stata anche in passato,, ma l’eucaristia, la splendida Basilica, la liturgia tutta in latino escluse le letture, mi hanno come riportato a quei lontani anni nei quali Roma stava vivendo il suo primitivo cristianesimo; mi sono vista o trovata come nei primi secoli – intorno a 400 – quando dopo la nevicata del 5 agosto Papa Libero fece costruire una prima Chiesa, poi ricostruita da Papa Sisto III, spero di ricordarmi bene; sembra che la Madonna stessa, apparsa a Papa Liberio chiese la costruzione di una Chiesa a Lei dedicata sul Colle Esquilino, poi la Nevicata nei giorni più caldi ed afosi di Roma, convinsero a costruire la Chiesa;

tanti ricordi si sono affollati insieme come se fossero ricordi miei di famiglia ed invece risalivano a 1600 anni fa circa;  in più la celebrazione in latino, mi riportava, simultaneamente, sempre al 400 circa, quando Sant’Agostino diventava Vescovo e cominciava il suo “magistrale” magistero; era tutto lì, la storia di Gesù che nasce da Maria – le letture erano infatti quelle specifiche della festa ed il vangelo rimandava alla nascita di Gesù dalla “Vergine Maria”; 

era lì anche la mia storia di sofferenze psicologiche, spirituali, e fisiche, ultimamente avevo due problemi, non riuscivo a camminare a causa di una sciatica, ed io non posso prendere medicine troppo forti, ed era qualche anno che non riuscivo più a leggere le letture in Chiesa, e soprattutto, a cantare, ma era qualche giorno che mi sentivo meglio, forse un medicamento per bocca di erboristeria mi ha fatto bene – c’è la conferma del beneficio di questa erba su un sito medico francese –  e stamattina potevo camminare ed anche velocemente e, soprattutto, perché in fondo avevo rinunciato a partecipare al coro in Chiesa, ho cantato i canti in latino della celebrazione che è durata 1ora e tre quarti circa, un miracolo? Certo, ma nel senso più bello del termine: che Dio, e sua Madre, ascoltano anche le nostre preghiere inespresse proprio perché avevo rinunciato, e mi hanno fatto dono di qualcosa che mi ha fatto bene e questo qualcosa fa parte della creazione; ero io lì, ma era un’altra, spero più vicina a Dio con il cuore; 

era la messa domenicale delle 10 che d molti anni, non ricordo da quanti viene celebrata interamente in latino tranne le letture in italiano, in genere celebra il Cardinale americano Francis Law, incardinato, appunto a Santa Maria Maggiore, mi ricordo il primo giorno che celebrò a Roma nella Basilica, era quasi intimidito dal luogo e dalla gente che gli si affollava intorno, specialmente dopo i problemi che aveva avuto in America forse temeva questi “fedeli romani”, alla fine della messa che lui celerò, la gente, come si fa sempre quando c’è un cardinale, si avvicina lungo il corridoio della Chiesa per avere la benedizione, e così fu anche quella volta, eravamo tanti, lo siamo sempre a Santa Maria Maggiore, e tutti vicini a lui in attesa della benedizione, con mano incerta ci benedisse, poi lo vedemmo molto commosso e rientrò frettolosamente nella sacrestia; 

ritorno ad oggi, dicevo che eravamo tanti, ma mi è sembrato più del solito, o, forse, per qualche motivo spesso difficile da identificare, eravamo più silenzio, meno confusionari, più “Chiesa”, c’erano tantissimi stranieri provenienti da tutte le parti del mondo, dietro a me c’erano delle persone forse del Nord Europa, ma non so; quando sono arrivata, una mezz’ora prima, mi immaginavo che tutti i posti a sedere erano già presi, e così era, allora ho “puntato” verso le colonne grandissime che separano la basilica nella navata principale e in quelle laterali, perché sono talmente grandi e quindi il basamento è talmente grande che, il basamento appunto, può fungere da sedile, ma anche questi sedili naturali della Chiesa erano presi; ho guardato le panche laterali, cioè quelle che si trovano davanti e dietro le colonne, erano tutte prese, sia quelle davanti logicamente perché hanno la visuale della basilica e dell’altare, sia quelle dietro dalle quali si vede solo la basilica verso l’uscita,  ad un certo punto su un di queste panche di spalle si è liberato un posto, mi ci sono messa ugualmente anche se mi trovavo di spalle, poi le altre persone che si erano messe accanto a me hanno detto: spostiamola indietro così ci troviamo davanti all’altare, e così abbiamo fatto, mi sono trovata in un ottima posizione; 

era un po’ di tempo che non seguivo la messa in latino – non tantissimo, ci sono andata spesso, poi fanno una celebrazione in latino anche a San Giovanni in Laterano anche se le parti in italiano sono si più – è stato bello riascoltare questa lingua splendida dalla quale nasce la nostra lingua, come se ritrovassi mia madre, i miei nonni, non lo so; comprendo tutto di quanto viene detto e conosco a memoria la maggior parte dei testi con i quali il popolo partecipa alla liturgia, m era anche questo come nuovo; quando abbiamo cantato il Credo niceno-costantinopolitano, cioè quello che si recita normalmente, questo lo ricordavo tutto bene, l’ho cantato e mi sono commossa, poi dopo mi sono guardata furtivamente intorno ed anche altri avevano gli occhi rossi; 

che altro posso raccontarvi, sì, quando è caduta la neve – artificiale, ma veri petali di fiore – ne hanno fatti cadere tanti, veramente tanti, da un’apertura posta al di sopra dell’apertura che porta alla cripta sottostante, come è cominciata a cadere la neve abbiamo applaudito tutti, come al miracolo rinnovato, ed eravamo uniti, un popolo proveniente da tante parti del mondo raccolto intorno a Maria ed al Bambino come nel racconto lucano del Natale, del resto la lettura del vangelo ricordava la nascita di Gesù; ma questo racconto lo devo chiudere anche se mi sembra di non avere detto quello che avevo nel cuore, ci ho provato, non so se sono riuscita a trasmettere quello che ho vissuto; 

alla fine dopo la benedizione e il passaggio del Cardinale in molti ci siamo avvicinati alla balaustra della cripta dove erano caduti i fiori, il personale della basilica li raccoglieva in grandi ceste e li portava su dalle scale verso di noi, normalmente a questo punto c’è baruffa tra quelli che vanno a prendere i petali dei fiori, normalmente le donne, perché gli uomini fanno gli indifferenti alla bagarre, ma gli fa piacere anche a loro avere anche un poco dei petali caduti, insomma bagarre vera non c’è stata, solo una che ha tentato un “comizio”  è stata subito zittita; dal lato ho atteso con calma perché sapevo che di ceste di petali ce ne sarebbero state per tutti, poi sono riuscita ad allungare la mano dentro una cesta e con la mano ho preso quello che veniva, me ne è venuta una mano piena, piena; così ne ho dati un po’ a qualcuno che era rimasto indietro, ad un uomo seduto che mi sorrideva e poi alla moglie che sembrava volerne anche lei, poi ad una suora che ci stava guardando da dietro e ad una suora giovane che sembra voler chiedere a quella più anziana un poco di petali; 

così è finita, ma sono rimasta felice, commossa, e forse anche gli altri, alla vicina fermata dell’autobus dove tutti ci arrivano normalmente arrabbiati per il lavoro, per il tempo che si aspetta, per affari personali, ci veniva da chiacchierare tra noi, come sulla piazza del paese dopo la messa, anche questo è stato bello: la gente, uscita dalla Basilica, si sentiva ancora in comunione con gli atri; 

vi saluto, e, scusate, se non faccio il controllo del testo che ho scritto perché sono un po’ stanca e voglio anche tradurlo in francese per il mio Blog francese; 

Publié dans : oggi |le 5 août, 2007 |Pas de Commentaires »

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