Archive pour le 29 juillet, 2007

questa Chiesa si Chiama San Carlo ai Catinari, è la parrocchia dove sono nata

questa Chiesa si Chiama San Carlo ai Catinari, è la parrocchia dove sono nata dans immagini sacre chscarlocatinari01

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Publié dans:immagini sacre |on 29 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

io e la liturgia

c’è qualcosa che sto finendo per tralasciare, ossia il rapporto con la Chiesa; io sono stata sempre credente e praticante, quando ero piccola con i sacerdoti mi trovavo, erano un po’ paternalistici, ma aiutavano, poi molti sono stati « scombinati » dal Concilio Vaticano II, perché, ma io non voglio fare una critica ne’ un esame della situazione non ne sono in grado, dico un poco quello che ho sperimentato; molti si sono buttati a fare cose completamente nuove tralasciando il buono che c’era, in questo caso soprattutto alcuni gruppi ecclesiali; alcuni si sono barcamenati facendo fatica a trovare una effettiva collocazione ecclesiale alla liturgia, altri, pur cercando di seguire in Concilio in buona fede, facevano concretamente le cose che hanno fatto tutti e che sono sembrate giuste, girare l’altare verso il popolo ed altro, tuttavia molti, fino a poco tempo fa non avevano studiato l’Antico Testamento, e, a tutt’oggi, non tutti sono preparati, perché stanno preparando bene i giovani dei quali alcuni ormai sono parroci o altro, ma non sono a sufficienza, poi ad alcuni di questi manca un po’ di esperienza, comunque in genere sono bravi; alcune famiglie religiose come gli agostiniani, parlo perché li frequento e li conosco, specialmente le famiglie maschili, sono riuscite a trovare un equilibrio sia liturgico, sia a portare la parola con quella ricchezza a cui invitava il Concilio Vaticano II, in buona parte anche altre famiglie, ma io conosco soprattutto i francescani ed un poco i domenicani che entrambi hanno fatto del loro meglio, del disagio si avverte così come una differenza di vedute, di desiderio di vivere la liturgia in modo diverso, un po’ tra giovani e più anziani, un po’ le abitudini, oramai radicate, che oramai, a distanza di tanti anni dal Concilio, possono essere sia di aver completamente escluso il latino e i canti diciamo armoniosi per infilarci la chitarra, che io non sopporto in chiesa anche se l’ho studiata un poco, perché poi non si tratta, secondo me di privilegiare dei strumenti musicali, quanti di saperli suonare bene, può essere sgradevole anche l’organo se viene suonato male e capita;

ma non è solo questo il discorso, anche io ho fatto gli studi di teologia, e la biblica si è fatta bene, anche se è stata un po’ anatomizzata e spezzettata come dice – meglio di me – Papa Benedetto – comunque ho trovato sempre dei buoni biblisti, ottimi, e questo si è bene riversato nella Chiesa, l’apertura verso il mondo ebraico è certamente stata ed è una ricchezza incalcolabile, così un migliore rapporto di vicinanza con la Chiesa Cattolica di Rito Bizantino e quella Ortodossa;

molto, ma molto e molto, sta facendo Papa Benedetto, sia per dare delle indicazioni liturgiche chiare, che derivano soprattutto da un accogliere la liturgia dalle mani di Dio e non da una sorta di « fai da te », l’apertura grandissima, intelligente e sapiente, sia verso il mondo ebraico sia verso la Sacra Scrittura ebraica ed i commenti alla Scrittura degli ebrei, ripeto un ricchezza enorme;

io, però, per l’età che ho probabilmente, ho vissuto sia il preconcilio ed ero contenta, non c’era niente da buttare, era da rinnovare questo si; poi il dopo Concilio, nel quale un po’ frettolosamente si sono fatte forse troppe cose, comunque sono stata contenta lo stesso, poi, ad un certo punto, come molti si saranno resi conto, di un certo post Concilio esasperato e forzato ci si è stancati, e molti stanno cercando una forma giusta, e la forma giusta è quella che sta insegnando Papa Benedetto, intanto niente si butta e poi la liturgia nasce dalla vita e dall’azione di Gesù Cristo, quindi si segue quello che ha fatto lui e non delle idee o fantasie; magari esperienza personale si, insomma, pur trovandomi vicino a le chiese, o forse per questo, tra le più importanti di Roma senso disagio;

tanto per dire e non fare nomi, se vado di fronte (sempre casa mia) l’Antico Testamento spesso non viene commentato, magari per prendere delle persone di una certa statura morale che però sono un po’ anziani, se vado di fronte un po’ più a destra, c’è un ottimo, giovane sacerdote, che, però, si lascia trascinare dai vecchi giovani (non i giovani) che hanno in mente solo una celebrazione superciacchierata con musiche che non si fanno più neanche ai bambini; se mi sposto ancora a destra c’è una bella liturgia, ma è bella perché ci sono degli ottimi sacerdoti, l’ambiente, le persone forse, non so,  costringe a non perfezionare questa liturgia con i tempi di silenzio ed un canto che la situazione consentirebbe un poco più elevato;

con questo non sto facendo delle critiche sto cercando di raccontare la mia esperienza, cioè il Concilio l’ho visto nescere e crescere finire e maturare, non è stata una cosa che mi sono trovata già fatta, e ho potuto vedere le trasformazioni, e vedo che c’è tanta gente che va in chiesa e che ha tanta pazienza con i sacerdoti, e vedo i sacerdoti che hanno tanta pazienza con noi, forse manca una maggiore capacità di incontrarsi e comprendersi;

io credo, e forse già lo avrete capito, che il papa Benedetto è una grande dono per la Chiesa, per quello che lui è, per quello che insegna, per quello che fa, e per la liturgia che sta cercando di mettere in ordine;

comunque io ho deciso una cosa, sempre con l’aiuto di Dio, che alla messa domenicale vado un’ora o più prima, perchè le prime messe delle 8, delle 9, ed anche delle 10 sono quelle meno sovraccariche di problemi, forse c’è più unformità tra le persone che partecipano e si forma l’Assemblea anche quando le persone non si conoscono per niente;

credo di aver detto molto, mi manca di ringraziare Dio per tutto quello che mi ha dato, in questo tempo di rinnovamento (e mutamenti rapidi); Ringrazio Dio per tutto quello che mi ha dato e gli chiedo pedono se sono un po’ criticona;

Publié dans:ieri, oggi |on 29 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

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