Archive pour le 4 juillet, 2007

ho cercato, in diverse maniere di seguire Dio e lasciare che Lui stesso desse una forma questa mia vita con Lui;

forse è arrivato il momento di parlare del modo con il quale, cercando di seguire Dio, ho cercato, in diverse maniere di seguire Dio e lasciare che Lui stesso desse una forma questa mia vita con Lui; i momenti più importanti sono quando da Dio stesso mi viene il suggerimento di ripetere la mia promessa a Lui, di appartenergli e di vivere e morire per Lui; l’ho fatto, inizialmente, verso i 12 anni, ma è stato, così, ancora da bambina, poi verso i 18 ho desiderato che la Chiesa confermasse, allora andai dal mio Parroco, quello di allora, che accolse questo mio essere di Dio, ma mi disse di rimanese nel mondo;

ho parlato in seguito con altri sacerdoti, anche recentemente, e tutti mi hanno risposto che la mia « consacrazione » era nel mondo e per il mondo e di seguire il Signore soltanto, ossia di non mettermi in nessun gruppo, ma proseguire nella libertà di Dio; quando

andavo in villeggiatura – quando andavo sulle Dolomiti o altro no -  ma quando andavo nel paese sull’appennino trovavo un buon Parroco che mi ha molto aiutato e consigliato, mi ha aiutato, soprattutto, a non vergognarmi di Dio, mi ha sostenuto nel sentirmi sicura e non restare turbata per il giudizio degli uomini;

sono stata sempre disponibile ad ogni colloquio ed alcuni sono stati brevi e fruttuosi altri meno, forse è logico così, in realtà, spesso, molto spesso, a volte quasi tutti i giorni, io rinnovo le mie promesse a Dio, con l’età si è aggiunto il pensare e sperare di morire nel Signore, recentemente, ma non tanto, da qualche anno, ho dedicato la mia vita (e la morte se Dio volesse) al Papa Benedetto e credo che il Signore abbia accolto la mia preghiera;

tuttavia rimane il mio slancio verso tutto quello che incontro, il mio amore va spesso alle piccole cose che mi circondano, alle persone semplici, agli animali, spesso cerco di alzarmi prima dell’ora normale, presto, per sentire il cinguettio degli uccelli, più aggraziato di alcuni più aspro e forte di altri, a volte sento i gabbiani che vengono a fare una visitina dal Tevere, poi, sento, spesso mentre prendo il caffé, alle otto normalmente, quasi una dientro l’altra, le campane delle Chiese che praticamente mi circondano: suona, con un suono bello e pieno, San Giovanni in Laterano, poi la Basilica di Sant’Antonio, un suono forte, forse meno melodioso e  più robusto, in seguito la piccola e delicata campana della Chiesa di San Marcellino, poi sento una campanella molto leggera delicata, non riesco a capire da dove viene, non può essere la Basilica di San Clemente, acusticamente troppo lontana, deve essere quella di una delle famiglie di suore che sono sulla strada dove abito io, sia per la direzione del suono, sia perché fanno pensare ad un cappellina;

una volta volli trovare nella Sacra Scrittura una parola che si confacesse a quello che io sentivo e, non so come è successo, stavo leggendo il libro di Rut (A.T., libri storici), è molto bello, da leggere e sognare o commuoversi, insomma la storia, in breve, breve,  tratta di una donna: Rut, dal principio: una donna Noemi aveva due figli sposati a due donne, una  si chiamava Orpa e l’altra era Rut, morti i figli di Noemi, la donna dice alle nuore, di non rimanere con lei, ma tornare  alle proprie famiglie dato che non avevano più marito, Orpa bacia la suocera e parte, Rut, no, di qui il bellissimo discorso della donna al quale spesso ho guardato come un sentimento mio, copio da Bibbia CEI:

Rut alla suocera che insiste per farla partire:
« …Non insistere con me perché ti abbandoni e torni indietro senza di te: perché dove andrai tu andrò anch’io; dove ti fermerai mi fermerò; il tuo popolo (non era ebrea come Noemi) sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio; dove morirai tu morirò anche io e vi sarò sepolta… »;

è un discorso bellissimo di fedeltà alla suocera, ma anche,  ancora involontariamente, al vero Dio, quello di Israele; commento della Bibbia:  « … E’ una storia edificante, il cui intento principale è di mostrare come viene compensata la fiducia che uno pone in Dio, la cui misericordia si estende anche su una straniera. Questa fede nella Provvidenza e questo spirito universalista sono l’insegnamento duraturo di questo racconto. Il fatto che Rut sia stata riconosciuta come la bisavola di Davide ha dato un valore particolare a questo piccolo libro e Matteo ha incluso il nome di Rut nella genealogia di Cristo (Mt 1,5) » aggiungo io che Rut viene festeggiata anche dagli ebrei durante la Pentecoste ebraica, per leggere qualcosa della festa potete andare su:

http://151.99.226.3/tsr/scuole/venezia/pente.htm

non riesco ad aggiungere altro, i pensieri ed i sentimenti vengono, così, un po’ per volta, un po’ ricordanto, un po’ amando, però posso dire che, comunque,  sono  iscritta all’albo delle vergini consacrate al Vicariato di Roma, anche non vado spesso alle riunioni;

                                                                            ho cercato, in diverse maniere di seguire Dio e lasciare che Lui stesso desse una forma questa mia vita con Lui; dans la mia vita con Dio 180px-1795-William-Blake-Naomi-entreating-Ruth-Orpah    

Noemi invita Rut e Orpa a ritornare in terra moabita: dipinto di William Blake, 1795

http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_di_Rut

Publié dans:la mia vita con Dio |on 4 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

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