Archive pour juillet, 2007

occhi di gatto…che cosa vorranno dire…mistero…

occhi di gatto...che cosa vorranno dire...mistero... dans gatti black%20cat

Publié dans:gatti |on 31 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

Io e il mio gatto

vorrei dividere questo racconto in 5 parti:

i nomi; le cuccie; le abitudini alimentari; piccoli problemi; io e LUI;

i nomi

i nomi, sì ha più nomi e con il tempo sono cresciuti di numero, il nome vero, quello che gli ha messo la padrona dalla quale l’ho preso, è Rudy da Rodolfo Valentino, non so perché dato che quando l’ho preso era più piccolo di una mia mano e pieno di pulci (ma me ne sono accorta dopo; insomma quando andammo a prenderlo (dietro mia insistenza per prendere un altro micio dato che l’altro era morto « di vecchiaia ») la  signora che aveva una cucciolata ci fece vedere tutta una serie di mici della stessa gatta: tigrati, tigrati grigi, tigrati rossi, grigi a tinta unita, rossi a tinta unita, non mi ricordo altri, poi, visto che « io » non ero convinta alla fine portò, quasi vergognandosi, un batuffolo nero piccolo piccolo, mi disse: lo tenga in mano un poco, l’ho preso stava tutto in una mano, come è entrato nella mia mano…miracolo…si è addormentato subito, da allora non l’ho più lasciato;

il primo nome è quindi quello che gli ha dato la padrona di prima, poi io non sono la padrona (il padrone è lui), io sono una mamma al servizio del suo micio; il secondo nome, appropriato è, quindi, Pulci, poi come rafforzativo affettuoso è diventato Pulci Pulci; con il tempo ha assunto i svariati nomi del mio affetto: « Tesoro », « Amore », però quando fa il bravo micio, quando mi fa arrabbiare si chiama di nuovo Rudy; per i nomi tutto qui, anzi l’ho spulciato in pochi giorni, quindi il nome è rimasto, così, per affetto;

Le cuccie:

gli abbiamo comperato una bella cuccia da micio la più carina che abbiamo trovato; non l’adopera; dunque, la sua cuccia preferita è il mio letto, dove si sdraia tutto lungo e se dico lungo, ora che è grande, dico lungo, al centro del letto nella metà separando il letto in due parti, questo è il posto dove si trova ora; poi, per la notte, va bene sempre il letto mio, naturalmente ai piedi del letto, è il suo posto preferito perché sta vicino a me, ma se mi muovo troppo si scoccia; un posto dove si va a rifugiare è una sedia con un cuscino di velluto, ci va quando io sistemo il letto, sto nervosa, cioè è il posto della sua pazienza gattesca; poi, recentemente, ha trovato un altro posto dove mettersi a dormire, si tratta di una poltrona che io adoperavo per tutti i giorni, per leggere ecc. ne ho messa un’altra che ha lo schienale più comodo, e allora quella se l’è presa lui, ma non ci si  mette sopra, si mette sotto la sopraccoperta che io ho messo sulla poltrona per proteggerla e lui riesce ad infilarsi sotto senza lasciare il l’apertura fatta per entrare, si infila sotto e richiude, io vado da lui e lo scopro un poco per non trovare un gatto asfissiato; un altra cuccia, non mi ricordo come è venuta fuori: all’ingresso avevamo messo un tappetino, poco fuori la cucina, naturalmente è diventato il suo posto preferito quando è in attesa di mangiare, quando vuole bere, quando a male a pacetta e deve fare la cacca ( che naturalmente va a fare, come la pipì, nel suo cessetto personale) e quando deve lamentarsi per qualcosa; ossia fa miao, miao, miao senza fermarsi, allora io (o mia sorella) andiamo da lui: vuoi mangiare? no! vuoi bere? no! hai male a pacetta? (faccio massaggio su pancetta, lui tutto contento fa ron ron ron, finito il massaggio ricomincia: miao miao miao; a quel punto mi viene il sospetto che si tratti di una ciciata e allora lo prendo in braccio: ron ron ron, problema risolto;

sulle abitudini alimentari

devo essere giusta, non fa molte storie basta che comperiamo le scatolette più buone in assoluto (e ci sono e le riconosce) poi la sua scelta (altrimenti mi lascia il piatto pieno e non mangia) va al manzo, a pezzetti o a sfilaccetti, la mousse non gli piace, il tacchino, il salmone, fegatini di pollo, solo raramente il pollo, il pesce non gli piace, se si rimane nelle sue abitudini e non ci si azzarda a prendere cose nuove va tutto bene, in più naturalmente ha le sue crocchette, piatto pieno tutto il giorno, solo di una marca, sembra che sappia leggere, i gusti poi, pollo, manzo, basta, però gli devo comperare quello per gatti adulti altrimenti gli fanno male;

piccoli problemi

non tanti in effetti, vorrebbe stare in braccio a me tutte le volte che gli prende un attacco di ciciaggine, in genere lo accontento, ma non per molto; se trova uno sportello di armadio, un cassetto, una cosa qualsiasi ci si infilare, e sarebbe normale per un gatto, quello che non mi sembra normale e che una volta chiuso dentro non chiama e non risponde se lo chiamiamo, sta dentro, magari dentro lo  sportello di un armadio lasciato aperto per mezzo minuto per prendere una camicetta, e, se anche sta chiuso dentro, non chiama, non miagola, e anche se lo cerchiamo per tutta casa chimandolo con tutti i nomi possibili non risponde, aspetta, sa prima che prima o poi lo troviamo, si fida, e, quando lo abbiamo trovato, esce, tranquillissimo con gli occhietti a fessuretta che vuol dire grazie vi voglio bene, e ALLORA CHE SI DEVE FARE? GLI VUOI BENE!;

io e LUI

qui non ho molto da dire: IO SONO LA MAMMA, CHE COSA DEVONO FARE LE MAMME GATTE PER IL LORO GATTINO? COSA DEVE FARE UNA MAMMA UMANA PER IL SUO GATTONE? FARE FINTA – QUALCHE VOLTA – DI ESSERE UNA GATTA E FARLO CONTENTO, CHE ALTRO?

Gabriella

Publié dans:io e il gatto |on 31 juillet, 2007 |2 Commentaires »

questa Chiesa si Chiama San Carlo ai Catinari, è la parrocchia dove sono nata

questa Chiesa si Chiama San Carlo ai Catinari, è la parrocchia dove sono nata dans immagini sacre chscarlocatinari01

http://www.tesoridiroma.net/luoghi_roma/regola_parione.html

Publié dans:immagini sacre |on 29 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

io e la liturgia

c’è qualcosa che sto finendo per tralasciare, ossia il rapporto con la Chiesa; io sono stata sempre credente e praticante, quando ero piccola con i sacerdoti mi trovavo, erano un po’ paternalistici, ma aiutavano, poi molti sono stati « scombinati » dal Concilio Vaticano II, perché, ma io non voglio fare una critica ne’ un esame della situazione non ne sono in grado, dico un poco quello che ho sperimentato; molti si sono buttati a fare cose completamente nuove tralasciando il buono che c’era, in questo caso soprattutto alcuni gruppi ecclesiali; alcuni si sono barcamenati facendo fatica a trovare una effettiva collocazione ecclesiale alla liturgia, altri, pur cercando di seguire in Concilio in buona fede, facevano concretamente le cose che hanno fatto tutti e che sono sembrate giuste, girare l’altare verso il popolo ed altro, tuttavia molti, fino a poco tempo fa non avevano studiato l’Antico Testamento, e, a tutt’oggi, non tutti sono preparati, perché stanno preparando bene i giovani dei quali alcuni ormai sono parroci o altro, ma non sono a sufficienza, poi ad alcuni di questi manca un po’ di esperienza, comunque in genere sono bravi; alcune famiglie religiose come gli agostiniani, parlo perché li frequento e li conosco, specialmente le famiglie maschili, sono riuscite a trovare un equilibrio sia liturgico, sia a portare la parola con quella ricchezza a cui invitava il Concilio Vaticano II, in buona parte anche altre famiglie, ma io conosco soprattutto i francescani ed un poco i domenicani che entrambi hanno fatto del loro meglio, del disagio si avverte così come una differenza di vedute, di desiderio di vivere la liturgia in modo diverso, un po’ tra giovani e più anziani, un po’ le abitudini, oramai radicate, che oramai, a distanza di tanti anni dal Concilio, possono essere sia di aver completamente escluso il latino e i canti diciamo armoniosi per infilarci la chitarra, che io non sopporto in chiesa anche se l’ho studiata un poco, perché poi non si tratta, secondo me di privilegiare dei strumenti musicali, quanti di saperli suonare bene, può essere sgradevole anche l’organo se viene suonato male e capita;

ma non è solo questo il discorso, anche io ho fatto gli studi di teologia, e la biblica si è fatta bene, anche se è stata un po’ anatomizzata e spezzettata come dice – meglio di me – Papa Benedetto – comunque ho trovato sempre dei buoni biblisti, ottimi, e questo si è bene riversato nella Chiesa, l’apertura verso il mondo ebraico è certamente stata ed è una ricchezza incalcolabile, così un migliore rapporto di vicinanza con la Chiesa Cattolica di Rito Bizantino e quella Ortodossa;

molto, ma molto e molto, sta facendo Papa Benedetto, sia per dare delle indicazioni liturgiche chiare, che derivano soprattutto da un accogliere la liturgia dalle mani di Dio e non da una sorta di « fai da te », l’apertura grandissima, intelligente e sapiente, sia verso il mondo ebraico sia verso la Sacra Scrittura ebraica ed i commenti alla Scrittura degli ebrei, ripeto un ricchezza enorme;

io, però, per l’età che ho probabilmente, ho vissuto sia il preconcilio ed ero contenta, non c’era niente da buttare, era da rinnovare questo si; poi il dopo Concilio, nel quale un po’ frettolosamente si sono fatte forse troppe cose, comunque sono stata contenta lo stesso, poi, ad un certo punto, come molti si saranno resi conto, di un certo post Concilio esasperato e forzato ci si è stancati, e molti stanno cercando una forma giusta, e la forma giusta è quella che sta insegnando Papa Benedetto, intanto niente si butta e poi la liturgia nasce dalla vita e dall’azione di Gesù Cristo, quindi si segue quello che ha fatto lui e non delle idee o fantasie; magari esperienza personale si, insomma, pur trovandomi vicino a le chiese, o forse per questo, tra le più importanti di Roma senso disagio;

tanto per dire e non fare nomi, se vado di fronte (sempre casa mia) l’Antico Testamento spesso non viene commentato, magari per prendere delle persone di una certa statura morale che però sono un po’ anziani, se vado di fronte un po’ più a destra, c’è un ottimo, giovane sacerdote, che, però, si lascia trascinare dai vecchi giovani (non i giovani) che hanno in mente solo una celebrazione superciacchierata con musiche che non si fanno più neanche ai bambini; se mi sposto ancora a destra c’è una bella liturgia, ma è bella perché ci sono degli ottimi sacerdoti, l’ambiente, le persone forse, non so,  costringe a non perfezionare questa liturgia con i tempi di silenzio ed un canto che la situazione consentirebbe un poco più elevato;

con questo non sto facendo delle critiche sto cercando di raccontare la mia esperienza, cioè il Concilio l’ho visto nescere e crescere finire e maturare, non è stata una cosa che mi sono trovata già fatta, e ho potuto vedere le trasformazioni, e vedo che c’è tanta gente che va in chiesa e che ha tanta pazienza con i sacerdoti, e vedo i sacerdoti che hanno tanta pazienza con noi, forse manca una maggiore capacità di incontrarsi e comprendersi;

io credo, e forse già lo avrete capito, che il papa Benedetto è una grande dono per la Chiesa, per quello che lui è, per quello che insegna, per quello che fa, e per la liturgia che sta cercando di mettere in ordine;

comunque io ho deciso una cosa, sempre con l’aiuto di Dio, che alla messa domenicale vado un’ora o più prima, perchè le prime messe delle 8, delle 9, ed anche delle 10 sono quelle meno sovraccariche di problemi, forse c’è più unformità tra le persone che partecipano e si forma l’Assemblea anche quando le persone non si conoscono per niente;

credo di aver detto molto, mi manca di ringraziare Dio per tutto quello che mi ha dato, in questo tempo di rinnovamento (e mutamenti rapidi); Ringrazio Dio per tutto quello che mi ha dato e gli chiedo pedono se sono un po’ criticona;

Publié dans:ieri, oggi |on 29 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

quando eravamo piccole zio ci portò per la prima volta a vedere la « Bocca della Verità »

quando eravamo piccole zio ci portò per la prima volta a vedere la

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Publié dans:ieri |on 28 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

avevo dei zii, quando eravamo piccole era più bello, poi …

avevo dei zii, adesso faccio il punto, allora erano: considerando che Papà era il maggiore e mia Madre non aveva fratelli: il fratello di Papà, una sorella di Papa la più grande dopo Papa e una sorella di 17 anni più piccola di lui; credo di aver già detto che i nonni, in quell’epoca veramente lontana, erano separati, con un accordo evidentemente tra loro perché non credo che c’erano leggi allora, anzi non ce ne erano; il fratello più grande andò con il Padre e gli altri tre con la Madre, tuttavia sembravano educati inseme i due fratelli sia pure separati tra loro e le due sorelle in un altromodo; non so per quale motivo le due sorelle entranono in banca e i due fratelli hanno sì studiato, ma non gli fu concesso altro aiuto, anzi Papa studiò parecchio per l’epoca perché amava il suo lavoro, diceva che aveva fatto le prime radio con Marconi, e data l’epoca, siamo molto vicini all’inventore della Radio, ma sono tornata a parlare di Papa;

si sposarono tutti, Papa con la mamma (ovvio), lo zio con una vedova con 5 figli e le due sorelle, la più grande che era la madre di mio cugino Claudio, l’unico che abbiamo avuto, con un uomo che poi morì ed io non ho mai conosciuto; la sorella più piccola si sposò con un dirgente di Banca, una persona, figlio di contadini, che era stata fatto studiare dai genitori presumo con molti sacrifici, ma lui i genitori non li poteva vedere, non racconto altro, non è il caso e poi oramai sono morti da molto tempo;

con i 5 figli della moglie dello zio non abbiamo avuto a che fare se non da bambine, poi ci siamo allontanati, escluso con una cugina con la quale soprattutto mia sorella faceva delle telefonate fiume,  e che scoprimmo solo molto tempo più tardi (noi sceme come al solito) che metteva male tra noi ed  il resto della famiglia; poi c’era dei 5 figli della zia il più piccolo che…insomma zio lo riconobbe e gli diede il nostro cognome; era un bravo ragazzo si chiamava Cesare, quando eravamo giovani andavamo a ballare, ma diversamente da Claudio che si comportava da fratello grande, mi faceva la corte, ma a me non piaceva, ossia mi piaceva come fratello, la corte me l’ha fatta con molta discrezione, a lungo, poi lasciò perdere e si sposò ed ebbe due figli, era un gran lavoratore, era un operaio, abitavano non lontano, ma non a Roma ad Ostia, il lido di Roma, ebbero due figli maschi, ora sono sposati anche loro con bambini, credo che entrambi abbiano degli esercizi commerciali, uno credo un bar, l’altro non ricordo; la moglie di questo cugino morì e dopo molti anni, quandi i ragazzi erano cresciuti, morì anche Cesare, si ammalò e in tre giorni morì di un tumore al cervello, quando l’abbiamo visto, morto, perché non ci fu tempo per  verderlo vivo aveva una smorfia dolorosa che poi ad altri non ho visto così forte; povero Cesare, spero che sia in paradiso;

la zia che era la mamma di Claudio visse più a lungo, era una donna simpatica, andavamo al cinema insieme e con lei ci facevamo tante risate perché era molto spiritosa, ricordo un film di Tognazzi, non ricordo il titolo, che Tognazzi faceva il militare durante l’ultima guerra ed aveva una di quello moto con il…come si chiama? sidecar? conl’abitacolo vicino; e con la faccia seria che sapeva fare lui, quando camminava per strade sterrate (e bombardate) diceva seriamente quando c’era una buca con acqua: « buca con acqua! » sembra scema, ma era un grande comico e forse di una comicità più vera di quella di oggi, più semplice ed incisiva;

i film più belli, che non se ne fanno più così è inutile a dire, erano quelli di Totò, di Anna Magnani, di Vittorio de Sica, poi un po’ più avanti di Fellini; poi…oggi… poco e niente;

lo zio dirigente di Banca, cioè aveva un grado alto, ma non conosco le varie tappe della carriera degli uffici privati; fu mandato come direttore di Agenzia in varie cittadine prima di ritornare a Roma, furono gli anni più belli per lui ed un poco anche per noi, lui era adatto a parlare con il pubblico, ad organizzare, a girare per il paese o cittadina e parlare con tutti, poi tornò a Roma, e nell’ambiente burocratico (deve essere tremenda la Banca! peggio dello Stato) non ci si trovò mai, cercava di fare sempre delle cose in più,  aveva fondato un teatro in Banca e dirigeva il teatro e recitava, mise su diversi pezzi teatrali piuttosto fatti bene, ma lo snobbavano, mahh, lui non so se se ne accorgeva, perlomeno faceva finta di no; poi faceva dei presepi con l’associazione « Presepi Romani » che premia i migliori, erano fatti esteticamente molto bene, ambientati a Roma nei luoghi più caratteristici, molti presepi sono fatti così, alcuni sono molto belli, quelli di zio rimanevano un po’ freddi , lui ricostruiva bene Roma, poi i personaggi li metteva dopo, come fossero in più e Maria, Giuseppe il Bambinello finivano un po’ messi a lato, in qualche bottega, l’idea era buona, ma mancava qualcosa, comunque andava abbstanza bene con lui, poi è accaduto qualcosa che non so, ossia andò in pensione e da allora non fu più uguale, continuava a fare le cose di prima, a parte il lavoro, ma si era come incattivito, non era più giocoso, dopo alcuni, diversi anni, morì, ebbe un ictus, e si trascinò per altri due anni sul letto, poi morì;

non tutti i ricordi sono allegri, la vita è fatta così, il Signore così ha voluto per me, per noi, siamo rimaste sole io e mia sorella;

Publié dans:ieri |on 28 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

questo « non » l’ho fatto io

questo

http://baronerosso1.splinder.com/archive/2007-04

Publié dans:immagini |on 27 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

salve, solo un salutino oggi

salve, solo un salutino oggi, non ce la faccio a postare tutti i giorni su tutti e quattro i Blog, vuol dire che questo « Diario » e quello sugli > »scritti di Papa Benedetto devo un po’ alternarli, comunque non mi lasciate che la vita è lunga – si dice così? – e ci sono sempre tante cose da dire sia importanti che sceme.

 

Publié dans:Non classé |on 27 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

una simapatica, agguerrita, zanzara

una simapatica, agguerrita, zanzara dans immagini zanzara

http://www.spazioforum.net/forum/index.php?showtopic=20658

Publié dans:immagini |on 26 juillet, 2007 |Pas de commentaires »

io e le zanzare: hanno paura di me!!!!

stammattina avevo un po’ di febbre, poca poca, ma con questo caldo mi da molto fastidio, già io soffro il caldo in un modo particolare, non mi sento bene ancora,  faccio fatica ad uscire nelle ore calde, in questa situazione, non so perché, mi vengono in mente le zanzare:

le zanzare, a me non pungono, non mi hanno mai punto, HANNO PAURA DI ME!!! cioè:  tanto per spiegare, l’altra sera era entra una zanzara in casa nonostante le postazioni belliche in tutte le stanze messe da mia sorella, perché a lei pungono, anzi quando la vedono le sento dire: « questa volta facciamo una scorpacciata! »; allora quella povera coraggiosa zanzara si era avvicinata a me non sapendo che cosa stava facendo; a cominciato, con calma, a girarmi attorno per vedere dove poteva fare un buon pasto: il collo: « no, qui no! », le braccia: « no neanche qui! », le gambe: « ma qui nemmeno uffa!!! », la zanzara non sapeva dove mangiare qualcosa, anzi gli facevo schifo, alla fine si è proprio incaz…(anche le formiche nel loro piccolo si inc…vi ricordate?)  ed ha cominciato a girami attorno velocemente  e senza direzione , come una che ha perso la testa: io l’ho lasciata fare perché sapevo che tanto non mi avrebbe punto;

pensate che se io passo, raramente capita, tra un nugolo di zanzare queste si spostano mi fanno spazio e quasi mi fanno ala intorno come i carabinieri attorno al Presidente ( con tutto rispetto e simpatia per l’Arma), insomma qualche volta mi offendo: possibile gle gli faccio tanto schifo, io poi sudo e quando una persona suda loro si fiondano, mi dipiace per loro non gli posso dare da mangiare neppure un po;

alla fine quella povera zanzara – che io avrei lasciato andare – l’ho dovuta ammazzare, chiedendogli prima perdono per quello che dovevo fare, ma mia sorella fa una guerra accanita contro di loro perché se la mangiano letteralmente, e questa è la fine della zanzara e del breve racconto; ve l’avevo detto che questa sera non mi sentivo di raccontare di più, ma anche la mia storia con le zanzare fa parte della vita;

Publié dans:stranezze |on 26 juillet, 2007 |Pas de commentaires »
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