l’aiuto che ho ricevuto da San Paolo e che non dimenticherò mai

alcuni anni fa, diversi ma non moltissimi, stavoa in una profonda crisi di sofferenza e, ribellandomi a Dio, dissi dentro di me: « voglio un altro Dio », era un grido disperato forse più che blasfemo, qualche giorno dopo, forse riavutami dal momento di crisi più profondo, andai alla Basilica di San Paolo fuori le Mura a pregare l’Apostolo delle genti; ero in grande sofferenza da diversi anni, non ricordo se e come pregai San Paolo, mi ricordo che mi fermai a lungo a guardare l’immagine dell’Apostolo nel mosaico del catino;

passò certamente qualche ora, dopo mi ritrovai con il Signore ed ogni dolore era scomparso dentro di me, ogni ribellione, ed volto dell’Apostolo era impresso dentro di me, e la sua presenza; non ho mai dimenticato quel giorno, quel momento, forse su un quaderno ho scritto qualcosa, tornata a casa di quell’episodio, ma preferisco raccontarlo così come lo ricordo;

oggi ho due belle immagini di San Paolo in casa, un disegno su pietra, molto bello che mi ha regalato mia sorella e un immagine su legno più piccola, ma non piccolissima, della pittura di San Paolo che si trova sopra la porta di entrata del retro della Basilica, anche questa è molto bella, ora delle immagini ne ho una davanti a me e l’altra si trova dietro;

io ho cominciato il mio cammino che volvo essere francescana, ossia, credo che questa vocazione sia arrivata un po’ dopo, quando ero già più grande, è vero che vicino alla casa dove sono nata c’è una chiesa dedicata alle Stimmate di San Francesco, io non ho mai rinnegato questa che, forse, però, non fu proprio una chiamata, ma una comprensione affettuosa del santo anche perché con gli anni si sono avvicinati a me, io mi sono avvicinata a loro, altri santi, e dato che ho conversato un po con molti, ossia io non capivo bene se mi parlavano, ma sicuramente si, solo che non capivo quello che forse volevano dirmi, certamente di ognuno ricevevo la testimonianza di santità;

San Paolo ha un po’ rivoluzionato il mio modo di essere cristiana, mettere al primo posto, ossia dopo Dio e la Vergine, l’Apostolo delle genti, vi assicuro che cambia la propria vita di fede, non c’è possibilità di devozionismo, non c’è possibilità quasi o niente di vera sequela,

Egli è li a parlarti ancora con il suo insegnamento dato alle Chiese, con la sua vita piena di sofferenze, con la sua vita piena di lode a Dio, con la sua morte e il suo martirio;

c’è un articolo su Avvenire che ho postato proprio ora che parla di come il Papa che rappresenta, nella realtà di Dio, gli Apostoli Pietro e Paolo, in qualche modo deve mettere in conto il martirio, magari un martirio solo di persecuzione, o di dolore come fu per Papa Giovanni Paolo II, per me questa cosa è lontana, ma dentro di me rimane il fatto che il santo più amato è morto martire a Roma dopo aver lungamente sofferto, predicato ed amato;

non sono capace di dire altro, è difficile, è difficile parlare di tutto ciò che riguarda la fede proprio perché non sono cose razionali, oppure lo sono, ma una razionalità che nasce dall’amore di Dio « Altissimo »;

Publié dans : i santi |le 29 juin, 2007 |Pas de Commentaires »

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